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Almanacco del giorno 17 agosto:

 
 

Oggi Nacque: Mogol, Nelson Piquet

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Mogol
Giulio Rapetti
17 agosto 1936
Milano - Italia
Fu un lunedì di 83 anni fa

(A cura di Antonino Fleres)
http://www.cetmusic.it/

 

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Paroliere, autore.
Figlio d'arte, il papà Mariano, era un autore (usava lo pseudonimo Calibi), nonché dirigente di edizione della Ricordi. Mogol scrisse testi di canzoni per moltissimi cantanti tra cui Tony Renis, Mina Mazzini, Bobby Solo, Johnny Dorelli, Lucio Battisti, Giorgio Gaber, Gianni Morandi, Riccardo Cocciante, Adriano Celentano, Gino Paoli. Il suo primo discreto successo arrivò nel 1961 quando vinse il Festival di Sanremo con "Al di là" (cantata da Luciano Tajoli e Betty Curtis). Continuò a sfornare successi fino a raggiungere il milione e mezzo di copie vendute con "Una lacrima sul viso" cantata da Bobby Solo a partire dal 1964. Con Lucio Battisti creò un sodalizio che durò per 15 anni (dal 1965 al 1980), tutti costellati da grandi successi musicali; inizialmente scrivevano per altri artisti (ricordiamo gli inizi con "Per una lira" cantata dai Ribelli) poi, dal 1966, Lucio Battisti iniziò a cantare lui stesso le loro canzoni (anche se continuarono a scrivere canzoni per altri cantanti come Mina Mazzini, Patty Pravo, la Formula Tre, Bruno Lauzi). A partire dal 1968 arrivarono i grandi successi popolari del duo con "Acqua azzurra acqua chiara", "Fiori rosa fiori di pesco", "La canzone del sole" ed innumerevoli altri. Gli ultimi testi che Mogol scrisse per Lucio Battisti furono racchiusi nell'album "Una giornata uggiosa" del 1980. Finito il rapporto esclusivo con Lucio Battisti, Mogol iniziò o riprese nuove importanti collaborazioni con altri artisti di fama internazionale come Mina Mazzini, Riccardo Cocciante, Adriano Celentano, Gianni Bella ed altri. Mogol fu tra i fondatori della squadra di calcio Nazionale Italiana Cantanti che disputa incontri a scopo benefico. Nel 1992 fondò un'associazione no-profit per la formazione di cantanti e autori e lo sviluppo della cultura musicale: il C.E.T. (Centro Europeo di Toscolano) nelle vicinanze di Terni.

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Nelson Piquet
17 agosto 1952
Rio De Janeiro - Brasile
Fu un domenica di 67 anni fa

(A cura di Antonino Fleres)

 

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Pilota automobilistico.
Esordì in formula 1 nel gennaio 1978 con la scuderia Ensign prima, McLaren dopo ed infine con la Brabham. Restò molti anni con la Brabham e vinse con essa due dei suoi tre titoli iridati (1981, 1983). L'ultimo titolo lo vinse nel 1987 con la Williams. Passò poi alla Lotus e alla Benetton. Concluse la sua carriera in formula 1 nel 1991.

 
 

Oggi Scomparve: Francesco Cossiga

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Francesco Cossiga
17 agosto 2010
Roma - Italia
Fu un martedì di 9 anni fa
Aveva 82 anni

Nacque il
26 luglio 1928
Sassari - Italia
Fu un giovedì di 91 anni fa

(A cura di: Antonino Fleres)
http://www.quirinale.it/

 

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Politico, giornalista.
Fu precocissimo negli studi dato che conseguì la laurea in giurisprudenza che non aveva ancora compiuto 20 anni. Fu precoce anche nella politica dato che iniziò attivamente a soli 17 anni nelle fila della Democrazia Cristiana. Nel 1958 fu eletto deputato e da allora cominciò ad intraprendere i ruoli più prestigiosi (tutti ad un'età inferiore alla media). Fu ministro dell'interno dal 1976 al 1978 quando, in seguito all'assasionio di Aldo Moro, diede le dimissioni. Fu presidente del Consiglio nel 1979. Conseguì la carica di (ottavo) presidente della Repubblica italiana il 3 luglio 1985 a soli 57 anni. Il 28 aprile 1992 didede le dimissioni dal Quirinale con dieci settimane di anticipo. Nel 1983 fu Presidente del Senato della Repubblica. Continuò poi il suo impegno politico sia come Senatore a vita che scrivendo presso varie testate giornalistiche. Innumerevoli le Onoreficenze italiane e straniere. In tutto conseguì 12 lauree.

Speciale: tutti i presidenti della repubblica italiana

 
 

Oggi nella Storia - Fatti: Massacro alle saline di Aigues Mortes

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Massacro alle saline di Aigues Mortes
17 agosto 1893
Aigues Mortes, Nimes - Francia
Fu un giovedì di 126 anni fa

(A cura di: Antonino Fleres)

 

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Alle saline di Perrier e Peccais, nei pressi di Aigues Mortes (piccolo paese di circa quattromila persone), fino ad allora, quel lavoro durissimo fu sempre riservato ai galeotti. Ma nel 1893 l'azienda decise di assumere operai civili; optò per 600 italiani e 150 francesi. I "padroni" preferirono gli italiani perché questi erano meno sindacalizzati ed accettavano paghe inferiori a condizioni peggiori. Il lavoro era durissimo, a rischio malaria e deteriorante per il fisico. Graffi e piccoli tagli in tutto il corpo a causa dei cristalli di sale ed occhi perennemente infiammati. Gli italiani (quasi tutti piemontesi) erano costretti ad accettare quel lavoro quasi schiavizzante, perché in quel periodo in Italia le cose andavano malissimo e non c'erano opportunità. Gli operai francesi, però (che per quel lavoro si erano presentati in 800), odiavano profondamente gli italiani che, accettando condizioni penose, "rubavano" il lavoro ai francesi. L'antipatia era dovuta, però, anche a motivi politici legati alla "Triplice allenaza" tra Italia, Prussia e Austria - Germaia - Ungheria; mentre la Francia era energicamente anti Austria e Germania. Fatto sta che, gli italiani delle saline di Aigues Mortes, erano, per i francesi del luogo, tutti ladri, protettori e con il coltello in tasca pronti ad usarlo.
Il 15 agosto 1893, durante la pausa pranzo, un operaio francese buttò, per sfregio, della sabbia sul pane di un operaio italiano. Questi lo pulì con un fazzoletto che andò subito a lavare in una (preziosissima) bacinella di acqua potabile. Scoppiò così la scintilla che continuò il giorno dopo e culminò il 17 agosto. Quella mattina, infatti, più di 500 francesi (moltissimi erano cittadini di Aigues Mortes), armati di bastoni, pietre e forconi, organizzarono una vera e propria battuta di caccia all'italiano... L'epilogo fu una vera e propria strage per gli italiani: 9 morti accertati, decine di feriti (molti dei quali rimasero permanentemente invalidi) ed alcuni dispersi mai più ritrovati.
A onor del vereo, occorre dire che una minoranza di francesi (insieme ai pochissimi gendarmi mandati per sedare il grande tumulto) si prodigarono per aiutare gli italiani in pericolo di vita.
Il successivo processo determinò l'assoluzione, eccezion fatta per alcune pene irrisorie, di tutti gli imputati (alcuni dei quali reo confessi). L'azienda se la cavò con 2.000 franchi a titolo di risrcimento per i feriti e per le famiglie delle vittime.

 
 
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