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Almanacco del giorno 6 aprile:

 
 

Oggi Nacque: Pier Girorgio Frassati

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647
Pier Girorgio Frassati
06 aprile 1901
Torino - Italia
Fu un sabato di 119 anni fa

Scomparve il
04 luglio 1925
Torino - Italia
Fu un sabato di 95 anni fa
Aveva 24 anni

(A cura di Antonino Fleres)
http://www.tipiloschi.com/

 

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Figlio di Alfredo Frassati (ambasciatore d'Italia a Berlino e compropietario e direttore de "La Stampa") e Adelaide Ametis (tra di loro cugini), visse nel tipico ambiente alto borghese della Torino avanguardista di inizio secolo (1900). In particolare, fu educato, insieme alla sorella Luciana Frassati, con rigidità e rigore e sulla base di principi e doveri quasi militareschi. Nonostante la rigidità educativa, Pier Giorgio Frassati non ebbe, da giovanissimo, grosse soddisfazioni nello studio e fu bocciato più di una volta. Si iscrisse poi alla facoltà di ingegneria meccanica ma, purtroppo, non fece a tempo a laurearsi.
Fu un ragazzo moderno come tanti, gli piaceva lo sport, ridere con gli amici, aveva l'automobile e molti interessi; ma sopratutto, coltivò sempre, con indescrivibile passione e dedizioneuno, un grande spirito di Fede e Carità. Sin da giovanissimo fu un "Laico Cristiano" che si occupò degli altri, quelli più disagiati e bisognosi. Per es. si iscrisse alla facoltà di ingegnegnereia scegliendo la specializzazione in mineraria perché il suo desiderio era quello di poter aiutare a migliorare le condizioni degli operai minatori del tempo, che, per le loro condizioni lavorative quasi disumane, considerava i più disgraziati del mondo. Oppure, negli anni della prima guerra mondiale, sostenne, sia economicamente, che con progetti personali, molti di coloro che, a causa della guerra, soffrirono. O ancora, andando tra i poveri, nelle loro case, per alleviare le sofferenze dei meno fortunati, anche a costo di rimanere "senza i soldi per il tram".
Fu questa dedizione ad una vita spesa per gli altri, alimentata dalla Fede, che lo indusse ai primi scontri con il padre, che invece, avrebbe voluto per il figlio una via consona al suo ceto sociale aristocratico; in particolare, desiderava che divenisse, come lo era lui, il direttore de "La Stampa" di Torino.
Aderì a molte associazioni cattoliche e ne fondò addirittura una, il 18 maggio 1924: "La Compagnia o Società dei Ttipi Loschi" il cui statuto era basato su vincoli di Amicizia, Fede, Solidarietà e Carità.
Fu profondamente antifascista e condannò duramente l'omicidio ci Don Minzoni e Giacomo Matteotti; il 13 settembre 1924 riuscì a sventare una "escursione" squadrista ai danni del padre che era considerato un "nemico" del fascio (infatti, appena Mussolini andò al potere, si dimise da Ambasciatore e tornò alla direzione de "La Stampa").
Fu probabilmente a causa delle sue visite ai poveri che contrasse una poliomielite arteriovenosa fulminante e, nel giro di una settimana, il 4 luglio 1925, alle ore 7, morì. Nessuno si accorse della gravità del suo stato di salute nei giorni antecedenti, se non il giorno prima, il 3 luglio, giorno in cui morì la nonna materna Linda Ametis e lui non fu in grado di alzarsi dal letto per partecipare ai funerali.
Il 20 maggio 1990 fu consacrato Beato da Papa Giovanni Paolo II
Nel 1990 fu sepolto, dalla tomba di famiglia a Pollone, nel Biellese, ad una Cappella del Duomo di Torino (Cattedrale di S. Giovanni Battista di Torino).

 

Oggi Scomparve: Giovanni Pascoli

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Giovanni Pascoli
06 aprile 1912
Bologna - Italia
Fu un sabato di 108 anni fa
Aveva 57 anni

Nacque il
31 dicembre 1855
San Mauro Di Romagna, Forlì, Cesena - Italia
Fu un lunedì di 165 anni fa

(A cura di Laura Fleres)
http://www.fondazionepascoli.it/

 

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Poeta
Fu il quarto di dieci figli; trascorse la propria infanzia nella vasta tenuta dei principi Torlonia, dove il padre era fattore. Il 10 agosto 1867, giorno di San Lorenzo, il padre venne ucciso mentre tornava a casa in calesse. Questo episodio lasciò una traccia indelebile nella sensibilità del poeta e verrà rievocato in molti componimenti tra cui "X agosto" e "La cavalla storna". L'incancellabile ricordo del padre ucciso lo portò ad una desolata visione dei rapporti sociali ed alla convinzione che la morte incombe sugli uomini (un esempio di ciò lo si vede nella bellissima poesia "Il bolide"). Una catena di sventure familiari sembrò avvalorare questa pessimistica visione: la morte della sorella maggiore, dell'amata madre e dei fratelli Luigi e Giacomo. Terminati gli studi liceali, il Pascoli si iscrisse alla Facoltà di Lettere a Bologna dove insegnava Giosuè Carducci, di cui fu successore alla medesima cattedra. Nel 1883 iniziò una lunga carriera di insegnamento in qualità di docente di latino e greco nei licei, iniziò a scrivere le prime liriche di "Myricae" e iniziò la propria attività di poeta in latino. Dal 1895 pubblicò una serie di poemetti che poi intitolò "Poemi conviviali". Ampia fu la sua produzione poetica; oltre alle raccolte già citate ricordiamo: "Canti di Castelvecchio", "Odi e inni", "Poemi italici". Notevolissimi e spesso veri capolavori furono i "Carmina", cioè i poemetti latini.

 
 
 
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