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Hymne à la beautè - Charles Pierre Baudelaire

 
 

Le poesie di Charles Pierre Baudelaire: Hymne à la beautè

 
Charles Pierre Baudelaire

ID Autore: 2342
ID Testo: 8704

Testo online da venerdì 15 luglio 2011

Ultima modifica del venerdì 15 luglio 2011
Scritto nel 1845

 

Hymne à la beautè

Viens-tu du ciel profond ou sors-tu de l'abîme,
O Beauté ? ton regard, infernal et divin,
Verse confusément le bienfait et le crime,
Et l'on peut pour cela te comparer au vin.

Tu contiens dans ton oeil le couchant et l'aurore;
Tu répands des parfums comme un soir orageux;
Tes baisers sont un philtre et ta bouche une amphore
Qui font le héros lâche et l'enfant courageux.

Sors-tu du gouffre noir ou descends-tu des astres?
Le Destin charmé suit tes jupons comme un chien;
Tu sèmes au hasard la joie et les désastres,
Et tu gouvernes tout et ne réponds de rien.

Tu marches sur des morts, Beauté, dont tu te moques;
De tes bijoux l'Horreur n'est pas le moins charmant,
Et le Meurtre, parmi tes plus chères breloques,
Sur ton ventre orgueilleux danse amoureusement.

L'éphémère ébloui vole vers toi, chandelle,
Crépite, flambe et dit : Bénissons ce flambeau!
L'amoureux pantelant incliné sur sa belle
A l'air d'un moribond caressant son tombeau.

Que tu viennes du ciel ou de l'enfer, qu'importe,
O Beauté ! monstre énorme, effrayant, ingénu!
Si ton oeil, ton souris, ton pied, m'ouvrent la porte
D'un Infini que j'aime et n'ai jamais connu?

De Satan ou de Dieu, qu'importe ? Ange ou Sirène,
Qu'importe, si tu rends, – fée aux yeux de velours,
Rythme, parfum, lueur, ô mon unique reine! -
L'univers moins hideux et les instants moins lourds ?

-*-*-

Inno alla bellezza

Dalle profondità del cielo giungi, Bellezza
o sorgi dall'abisso? Il tuo sguardo infernale
e divino insieme benefici versa e atrocità
e per questo possiamo paragonarti al vino.

Il tuo occhio contiene il tramonto e l'aurora.
Diffondi profumi come una sera di tempesta.
Sono un filtro i tuoi baci e la tua bocca un'anfora
che fanno vile l'eroe e coraggioso il bimbo.

Esci dal buio baratro o discendi dagli astri?
Il Destino incantato ti segue come un cane.
Spargi alla cieca beneficienza e delitti,
governi su tutto e non rispondi di nulla.

Tu cammini sui morti, Bellezza, che beffeggi.
Dei tuoi gioielli l'Orrore non è il meno incantevole
e l'Omicidio, fra i tuoi più cari pendagli,
sul tuo ventre orgoglioso danza amorevolmente.

L'efèmera abbagliata ti vola incontro, candela,
crepita brucia e dice: benedetta la fiamma!
Spasima l'amante riverso sull'amata
E ha l'aria del morente che carezza la tomba.

Cosa importa se vieni dal cielo o dall'inferno
Bellezza, mostro enorme, ingenuo spaventoso,
se il tuo piede, il tuo occhio il tuo sorriso
m'aprono la porta d'un infinito amato e sconosciuto?

Di Satana o di Dio cosa importa? Angelo o Sirena
cosa importa se fai meno odioso l'universo e meno
tristi gl'istanti – fata dagli occhi di velluto,
ritmo profumo luce, mia unica regina!

 
 

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