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Almanacco del giorno 21 aprile:

 
 

Oggi Nacque: Piero Calamandrei

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66
Piero Calamandrei
21 aprile 1889
Firenze - Italia
Fu un domenica di 131 anni fa

Scomparve il
27 settembre 1956
Firenze - Italia
Fu un giovedì di 64 anni fa
Aveva 67 anni

(A cura di Laura Fleres)

 

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Giurista e uomo politico
Laureatosi in giurisprudenza a Pisa nel 1912, dopo aver insegnato a Siena ed a Modena, dal 1915 diventò titolare della cattedra di diritto processuale civile all'Università di Messina; dal 1925 insegnò la stessa materia presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Firenze, di cui fu poi rettore dal 1943 al 1947. Partecipò al rinnovamento della scienza giuridica, in nome di un metodo scientifico legato alla funzione utile del diritto. Diede un notevole contributo per l'elaborazione del nuovo codice civile. Manifestò sempre la sua avversione al regime fascista e non ebbe mai la tessera del Partito Nazionale Fascista, facendo parte di movimenti clandestini. Con il consolidarsi del regime si dedicò all'esercizio dell'avvocatura ed agli studi e raccolse i numerosi scritti di diritto nei volumi "Studi del processo civile" (1930), "Istituzioni di diritto processuale civile" (1941); riprese anche i propri interessi letterari con l'autobiografia "Inventario della casa di campagna" (1941). Contrario all'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale, nel 1941 aderì al movimento "Giustizia e Libertà" e nel 1942 partecipò alla fondazione del Partito d'Azione insieme con Ferruccio Parri, Ugo La Malfa ed altri. Nel 1945 fu nominato membro della Consulta Nazionale e dell'Assemblea Costituente, dove partecipò attivamente ai lavori di preparazione della Costituzione italiana. Nel 1948 fu eletto deputato, dopo essere entrato a far parte del Partito Socialdemocratico. Condusse un'intensa attività di difesa della Costituzione, intesa come codificazione del grande movimento democratico della Resistenza, con numerose conferenze e vari scritti. Nel 1945 fondò la rivista politico-letteraria "Il ponte". Gli "Scritti e discorsi politici" sulla sua attività sono stati curati da Norberto Bobbio. In vari volumi sono raccolte le "Opere giuridiche" (1965) e le "Opere politiche e letterarie" (1966).

 

Oggi Scomparve: Nina Simone

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623
Nina Simone
Eunice Kathleen Waymon
21 aprile 2003
Carry-le-Rouet, Costa Azzurra - Francia
Fu un lunedì di 17 anni fa
Aveva 70 anni

Nacque il
21 febbraio 1933
Tryon, North Carolina - U.S.A.
Fu un martedì di 87 anni fa

(A cura di Riccardo Zucaro)

 

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Cantante
Fu una delle più belle voci jazz e non solo, spaziando anche nel gospel, soul, R&B. Figlia della ministra metodista Mary Kate Waymon e del tuttofare John Divine Waymon, fu la sesta di otto fratelli e fin da piccola si fece notare per le sue straordinarie abilità canore e strumentali. Cominciò a suonare il pianoforte in chiesa e all'età di dieci anni debuttò con il suo primo concerto. Questo concerto fu significativo: i suoi genitori furono costretti a lasciare le prime file ove si erano seduti perché i posti erano riservati ai bianchi; ma Nina non iniziò il concerto fino a quando i suoi genitori non ebbero il permesso di tornare ai posti occupati in precedenza. Il suo coinvolgimento riguardo i diritti civili fu una dei motivi per i quali Nina Simone è oggi ricordata. All'età di 17 anni, Nina si spostò a Philadelphia dove insegnò pianoforte e canto corale per completare i suoi studi nell'illustrissima Juilliard School of Music di New York. Volle anche entrare alla Curtis Institute, ma fu respinta. Pensò che fosse stata rifiutata perché era una donna nera, percependo il razzismo dell'epoca anche in altre occasioni. Nina cominciò a esibirsi in un locale ad Atlantic City, il Midtown Bar & Grill per pagarsi gli studi; così suonare il pianoforte divenne presto un lavoro. Nel 1954, per evitare che la madre scoprisse che lei stava suonando musica non proprio religiosa, si diede un nome d'arte; Nina, pronunciato come lo spagnolo piccola, e Simone, come l'attrice francese Simone Signoret. Cominciò così a suonare jazz, mescolato al blues e alla musica classica. Nel 1959 arrivò il successo vero e proprio: con l'album "Little Girl Blue" fu contattata dalla casa discografica Colpix Records, con la quale registrò album live e in studio. Sfociò anche in esibizioni di musica pop per poter diventare più famosa. Alcuni suoi amici, quali James Baldwin, Langston Huges e Lorraine Hansberry, coautori di "A Raisin in the Sun", portarono Nina sulla via dell'attivismo contro il razzismo negli States. Cambiò casa di registrazione, passando alla Dutch Philips; "Mississippi Goddam" fu la canzone che aprì il primo album con la nuova casa discografica, che parla dell'attentato a una chiesa in Alabama che uccise quattro bambini afroamericani e di Medgar Evers, ucciso dal Ku Klux Klan. I messaggi riguardanti i diritti civili contenuti nelle canzoni di Nina erano di forte impatto. Nina intervenne a numerosi meeting sull'argomento. Con il passare del tempo, l'argomento dei diritti civili fu ripreso in tutto il repertorio discografico di Nina. Nel 1967 cambiò etichetta discografica, passando alla RCA Victor, pubblicando nello stesso anno "Simone Sings The Blues", con all'interno una canzone scritta dall'amico Langston Hughes. Sempre nello stesso anno uscì un altro album, "Silk & Soul", mentre l'anno seguente fu il momento di "Nuff Said", contenente una registrazione live al Westbury Mudic Fair tre giorni dopo la morte di Martin Luther King Jr. Nel 1970, con l'aiuto di Weldon Irvine, si esibì in tournèe con Lorraine Hansberry con un repertorio di canzoni inerente i diritti civili. "Black Gold", dello stesso anno, fu l'album live. Nel settembre 1970, Nina lasciò gli Stati Uniti, trasferendosi alle Barbados. Si lasciò dietro il matrimonio e un po' di popolarità. Quando tornò negli Stati Uniti si seppe che lasciò il paese anche perché era ricercata per non aver pagato le tasse. Durante il suo soggiorno alle Barbados, Nina ebbe un prolisso contatto di affari con il primo ministro Errol Barrow. Intanto, una vecchia amica, Miriam Makeba, la convinse a vivere in Liberia. Si trasferì anche in Svizzera e Olanda. Registrò ancora un album, nel 1974, con la RCA Victor, "It Is Finished". Nel 1978 registrò con CTI Records e Creed Taylor "Baltimore", che anche se non ebbe molto successo decretò la rinascita artistica della cantante. Dopo altri lavori discografici e un'autobiografia, Nina morì nella notte del 21 aprile 2003 a causa di un tumore al seno. Viene tutt'ora ricordata per le sue performance e l'influenza che la sua musica ha avuto su artisti come Mary J. Blige, Lauryn Hill, Alicia Keys e @@Jeff Buckley@@.

 
 
 
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