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Almanacco del giorno 28 gennaio:

 
 
 

Oggi Nacque: Benedetto Cairoli

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Benedetto Cairoli
Benedetto Angelo Cairoli
28 gennaio 1825
Pavia - Italia (allora Austria)
Fu un venerdì di 197 anni fa

Scomparve il
08 agosto 1889
Capodimonte, Napoli - Italia
Fu un giovedì di 133 anni fa
Aveva 64 anni

(A cura di Antonino Fleres)

 

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Patriota, politico.
Aderì da giovanissimo ai motti Mazziniani, partecipò sia alla prima che alla seconda guerra d'indipendenza. Partecipò attivamente all'organizzazione della spedizione dei Mille del 1860 capitanata da Giuseppe Garibaldi (conosciuto qualche anno prima). Partecipò alla spedizione con il grado di capitano e, a Marsala, rimase gravemente ferito ad una gamba. Alla proclamazione del Regno d'Italia (vedi: Fondato Regno d'Italia), riprese la vita politica fino a divenire presidente del consiglio nel 1878. Ricevette la medaglia d'oro al valore militare poiché, il 17 novembre 1878 a Napoli, salvò la vita al Re Umberto I a rischio della propria (rimase ferito ad una gamba). Subito dopo iniziò il declino (anche a causa del trattato di Bardo del 12 maggio 1881 - vedi annessione Tunisina alla Francia) e nel 1881 fu costretto a dimettersi dalla vita politica. Dopo qualche anno di vita privata, si ammalò e scomparve all'età di 64 anni.

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Oggi Scomparve: Fedor Dostoevskij, Dino Buzzati

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Fedor Dostoevskij
Fedor Mikhailovic Dostoevskij
28 gennaio 1881
San Pietroburgo - Russia
Fu un venerdì di 141 anni fa
Aveva 60 anni

Nacque il
30 ottobre 1821
Mosca - Russia
Fu un martedì di 201 anni fa

(A cura di Laura Fleres)

 

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Scrittore.
Nacque a Mosca nel 1821 (la data esatta di nascita e di scomparsa è sconosciuta), figlio di un aristocratico medico. Dopo che la madre mancò, fu avviato alla carriera militare a San Pietroburgo, ove si diplomò nel 1843. Rinunciò alla carriera a causa di una salute cagionevole (si erano manifestati sintomi dell'epilessia) e agli interessi letterari. Nell'arco di sei anni scrisse ben tre libri, quali "Povera gente", "Il sosia" e "Le notti bianche", dopodiché nel 1849 fu arrestato e condannato a morte per aver preso parte ad un gruppo di intellettuali socialisti. Grazie allo zar, però, questa condanna si tramuterà in quattro anni di lavori forzati, ma i condannati lo sapranno solo davanti al plotone di esecuzione. Tornò a San Pietroburgo e si dedicò all'attività giornalistica e intanto scrive "Umiliati e offesi", nel 1862, dove approfondisce il tema del conflitto tra bontà e degradazione dell'uomo. Dovrà far fronte ad un periodo di disagio economico dopo aver subito due gravi lutti quali quello della prima moglie e quello del fratello. Scrisse ancora "Memorie del sottosuolo" e il famosissimo "Delitto e castigo", nel 1866. Quest'ultimo è uno dei più geniali romanzi russi della seconda metà dell'Ottocento, dove si narrano i retroscena di un delitto. Dopo che si fu nuovamente sposato, viaggiò per Francia, Germania, Svizzera e Italia per ben cinque anni. Durante il suo lungo viaggio scrisse "L'idiota". Quando tornò in Russia, pubblicò "I demoni", libro di esplicita accusa contro i movimenti nichilisti rivoluzionari. Nel 1875, mentre si avvicina sempre più ad un'ideologia cristiano populistica, scrisse "L'adolescente", con il quale conclude una fase critica della sua esistenza, e pubblicò il suo ultimo romanzo,"I fratelli Karamazov", che parla dei conflitti generazionali all'interno di una comune famiglia. Morì improvvisamente nel 1881.

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Dino Buzzati
28 gennaio 1972
San Pellegrino, Belluno - Italia
Fu un venerdì di 50 anni fa
Aveva 66 anni

Nacque il
16 ottobre 1906
San Pellegrino, Belluno - Italia
Fu un martedì di 116 anni fa

(A cura di Antonino Fleres)

 

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Scrittore, giornalista, disegnatore.
Entrò al Corriere della sera nel 1928 come praticante, poi si laureò in legge e prestò il servizio militare. Cominciò a collaborare anche con altri giornali e, nel frattempo pubblicò il suo primo romanzo Barnabo delle montagne. Uscì nel 1939 quello che è considerato il suo capolavoro Il deserto dei Tartari (titolo originale La Fortezza, cambiato in estremis per evitare possibili problemi con il regime e la guerra che stava per scoppiare). Allo scoppio della guerra, Dino Buzzati fu inviato del Corriere in vari fronti come in Etiopia. Finita la guerra continuò la collaborazione con i giornali e uscirono molti suoi racconti e libri di poesie. Presentò anche alcune mostre dei suoi disegni e dipinti. Ebbe diversi riconoscimenti e vinse diversi premi sia da giornalista che da scrittore. Si spense nel 1972 a causa di un tomore al pancreas, stessa malattia che causò la perdita del padre quando Dino era solo quattordicenne.

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Oggi nella Storia - Fatti: Disastro Challanger Space Shuttle

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662
Disastro Challanger Space Shuttle
28 gennaio 1986
Cape Canaveral, Florida - Stati Untiti d'America
Fu un martedì di 36 anni fa

(A cura di Antonino Fleres)

 

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Dopo molti rinvii (il primo lancio era stabilito per il 22 gennaio), e dopo una notte gelidissima, la venticinquesima missione del programma spaziale Americano NASA "Space Shuttle" prese il via. Era la decima missione della navetta "Challanger". Alle ore 11:38 ora locale il Challanger Space Shuttle partì. Purtroppo, dopo 73 secondi vi fu un'esplosione causata da un difetto ad una guarnizione (O-ring) situata nel lato inferiore del razzo destro a propellente solido (SRB = Solid fuel Rocket Booster).
La rottura della guarnizione provocò dapprima delle fuoriuscite di fumo nero (prime fasi del lancio), poi di fiammate che provocarono il cedimento del serbatoio esterno (External Tank, ET) e quindi l'incendio del suo contenuto (idrogeneo ed ossigeno). Nemmeno la cabina di pilotaggio esplose.
Si scoprì in seguito che la guarnizione si rovinò a causa della eccezionale gelata della notte precedente al lancio: la temperatura arrivo a -7 gradi centigradi, ma a causa dei forti venti, la temperatura percepita fu di almeno -25 gradi.
Purtroppo si scoprì pure che gli ingegneri del costruttore "Morton Thiokol" degli SRB avevano segnalato la loro preoccupazione legata alla bassa temperatura ma questa non arrivò mai ai dirigenti della NASA.
La tragedia del Challanger Space Shuttle fu maggiormente straziante dato che, probabilmente, l'equipaggio rimase cosciente (o semi cosciente) fino all'impatto, ad oltre trecento Km/h, della navicella con l'Oceano Atlantico a circa 20 Km dalla costa di Cape Canaveral. I resti degli astronauti furono recuperati giorni dopo, a 30 metri di profondità. Le operazioni di recupero dei detriti durarono circa 6 mesi e furono impiegate in tutto 24 navi. Fu recuperato circa il 50% dei detriti dello Shuttle.
Di seguito i nomi dell'equipaggio:
Comandante: Dick Scobeea, Pilota: Michael J. Smith, Specialista di missione 1: Judith Resnik, Specialista di missione 2: Ellison Onizuka, Specialista di missione 3: Dr. Ronald McNair, Specialista del carico 1: Greg Jarvis, Specialista del carico 2: Christa McAuliffe.

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