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Beatrice - Giampiero Iezzi

 

Le poesie di Giampiero Iezzi: Beatrice

 
Giampiero Iezzi

ID Autore: 2282
ID Testo: 8241

Testo online da domenica 14 febbraio 2016
Ultima modifica del domenica 14 febbraio 2016
Scritto nel 2016

 

Beatrice

Non sono uno stinco di santo da roulette al casinò o un uomo da buttare dopo un pestaggio all'immondezzaio pubblico però, sai sono stanco di tribolare con ll mio infinto Sirio, sono sempre lì solito stoico ubriacone con il bicchiere in mano pieno con il frizzantino bianco, dopo aver lasciato il Mirapexin, dove l'unico amico sicuro era lo Stalevo. Io sono un uomo con le ferie perpetue, sospese tra la vita e la morte rigida è per me l'orario di una medicina, dall'azione multipla, dagli imprevedibili effetti collaterali. Feroce, il tempo disgraziato muove,contro il corpo con la vita, la verità, io piango, il paesaggio dimenticato così contorto come la piena alla foce del fiume ci sono i meritati ricordi incantati a Palena, e, portati a Chieti incatenati,incarognati.Nulla si crea tutto si distrugge e, nessuno se ne frega del prossimo senso della parola "umanità", dell'essere umani come predica il comunicatore, il Papa Francesco grande predicatore e viaggiatore nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo... Di buon mattino con la nebbia si carica la tristezza arrugginita che si dissolve al sorgere della luce che si lascia accarezzare lungo la strada con la morte dell'oblìo nel cuore. Estorta dal sole al piacere mentale, con i pazzi a colori insoliti schiavi del 2000 che ancora hanno il cervello metrico carico fino all'orlo dell' odio....Perchè,Voglio vivere ascoltando le urla del l'alzahimer di Beatrice e il mio parkinson collaudato... Sperando di lenire tutto il mio dolore con l'infinito amore tuo ooh mio Signore. Dimenticata, dai mastri professori della masticata parrocchia di Chieti neurologia è malinconicamente psichedelica. Cambiano abito e, sono nel loro mondo psichiatrico con contorno di persone disabili allo sbando regalati, o messi ai saldi barattati. Ooh Dio i disabili non riescono a rendersi conto di morire senza sapere perchè, sono nati senza capire quale verità devono sostenere... Chissà? forse La vita è la morte oppure la morte è la vita. la vita e la morte oppure la morte e la vita, c'è da impazzire per un Dio. Invece il nostro ci protegge aspettando la luce della infinità bontà divina.

 

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