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Lettera di noi... a noi... da me per te... - Ornella Bianchini

 
 

I miniracconti di Ornella Bianchini: Lettera di noi... a noi... da me per te...

 
Ornella Bianchini

ID Autore: 2183
ID Testo: 8100

Testo online da sabato 16 maggio 2015

Ultima modifica del sabato 16 maggio 2015
Scritto nel 2015

 

Lettera di noi... a noi... da me per te...

Noi e il nostro amore, iniziato, mai finito ma rimasto forse sospeso nel nulla, forse ancora recuperabile o forse no... chissà. Un amore che potrebbe ricominciare da capo, o che potrebbe riprendere da dove si è interrotto, o chissà forse no, forse mai più o forse chissà sarà il tempo a dirlo e a deciderlo o magari saremo proprio noi a mettere la parola fine o la parola inizio... certo sarebbe un inizio nuovo e diverso... sicuramente migliore...

E proprio da quell'inizio, proprio da quel primo nostro incontro o per meglio dire "scontro",dato che ci siamo incontrati e conosciuti camminando per strada, con i pensieri chissà dove, sbattendoci addosso e rovesciando su di noi e nella strada tutto quello che avevamo in mano, i tuoi erano solo documenti d'ufficio ma la mia era un'intera spesa, da quel nostro primo sguardo, da quel nostro casuale, inconsapevole, improvviso quanto inaspettato sfiorarsi dei nostri corpi... proprio da quell'istante tu sei stato con me come un ladro, che a passi veloci ma silenziosi e con estremo tatto, scaltro nei movimenti ma delicato e dolce... ruba, ruba l'amore e i sentimenti degli altri... ed è così che fin da subito tu mi hai rubato il cuore e con esso i suoi battiti, la mente con i suoi pensieri, anche i più profondi, e infine l'anima con la sua forza e le sue debolezze, quelle alla luce del sole e anche quelle più recondite... quelle più segrete. Ed io persa ma sempre sobria, conscenziente di tutto sono stata il tuo bottino perfetto, la tua vittima ideale, e di me ho lasciato che tu vedessi tutto, ogni estrema luce, ogni profonda oscurità, ti ho mostrato senza alcuna riserva ogni mia parte; le più belle e gioiose, le più brutte e le più tristi, perfino quelle più segrete che nessuno aveva mai ne viste, ne conosciute, ne mai scoperto, quelle che nemmeno io avrei mai voluto riscoprire, rivedere o ricordare. E tu hai saputo rendere addirittura meravigliosi quei lati, che di me, erano i più belli, sei riuscito a cancellare quelli che erano i più oscuri, tristi... i più brutti, anche quelli che addirittura facevano paura perfino a me stessa, e con il tuo tocco ce l'hai fatta anche nel curare di me le innumerevoli ferite che nel mio tormentato passato mi ero procurata o mi erano state inflitte, anche le più profonde e tutte le mie cicatrici... rimarginando le tante che da troppo tempo giacevano dentro di me ancora sanguinanti...
Ma poi una notte tu involontariamente hai parlato nel sonno, e hai detto parole, hai pronunciato frasi che da sveglio non mi avresti mai detto. E in esse era come se tu ne avessi avuto abbastanza, o magari fin troppo, del nostro amore, di noi stessi insieme... ed io ora non so più nulla nemmeno di me stessa, non so più chi sono, ne che cosa sono con te e per te, perciò adesso dimmi... dimmi se davvero ne hai avuto abbastanza di me, di noi, ora dimmi e dammi un solo motivo, uno solo e basta perché io capisca, perché io creda che mi sono confusa per niente, dimmi che ho capito male e ho male interpretato le parole di quel tuo sogno, dimmi ti prego che quelli non siamo noi...
Ma tu non dici niente, mi guardi ma non mi rispondi, davvero non hai una diversa spiegazione o forse non puoi darmela perché non puoi negare ciò che è vero, reale, e non mi dai un motivo per non andare via, non mi dai davvero nessuna spiegazione e nemmeno mi dici nulla per farmi restare. Dalla nostra immensa felicità sembra essere passato un solo secondo, un secondo che pareva dover essere infinito ma ora così lontano... così tremendamente distante da noi, e un altro solo secondo, solo non infinito, è bastato per renderci così tristi e così disperati, un solo attimo in cui tutto il nostro amore non si è definitivamente rotto ma sembra averci completamente piegati su noi stessi, rendendoci incapaci di rialzarci per poter continuare a guardare nella medesima direzione... per poter continuare ad amarci, anche se forse non abbiamo mai smesso di farlo. E se necessario potremo magari tornare ad imparare ad amare di nuovo, ad amarci ancora come quel secondo fa o semplicemente continuare a farlo.
Le cicatrici che ora solcano i nostri cuori noi le sentiamo ma non possiamo vederle, ma per farlo basta solo che volgiamo lo sguardo verso il cielo, e nelle nostre sere solitarie e buie le troveremo ben incise nelle stelle e in esse troveremo anche scritta la nostra straziante disperazione.
Mi dispiace davvero e non capisco da dove siano arrivate le tue dolorose parole, e non capisco nemmeno da dove provenga tutto questo... ciò che ci sta succedendo, che ci sta confondendo, che ci sta inesorabilmente allontanando, ciò che ci sta tempestando di dolore, di tristezza e di rabbia, questo uragano che ci ha travolti e che ci sta portando in un abisso profondo e buio, da cui chissà quando riusciremo a risalire... forse quando potremo farlo saremo ormai così lontani da non poter più nemmeno guardarci o addirittura vederci... poiché l'amore può rendere liberi e felici per sempre, ma allo stesso tempo può rendere disperati e schiavi per un tempo che non conosce fine.
Ed io così stupida, ingenua, e persino patetica pensavo e credevo, anzi no, ero convinta che stavamo bene insieme, che tutto andava tra di noi per il verso giusto, troppo giusto magari e troppo perfetto, e che nulla poteva andare male, ma forse era tutto e solo da parte mia... eppure sembrava tutto così reciproco... eppure mi sentivo così fortemente ricambiata, che cos'era, era tutto vero e tutto finto, ora non sono più sicura di nulla, non sono più sicura di ciò che in questo tempo ho vissuto.
Noi due insieme abbiamo avuto tutto, ok... forse abbiamo avuto fin troppo dal nostro amore, ci siamo dati tutto, e anche qui magari ci siamo dati troppo e troppo in fretta, però... chissà... e poi non è detto che il troppo o il troppo in fretta siano stati sbagliati o siano la causa di tutto quello che sta succedendo ora.
Ora di nuovo non riesco più a pensare e la mia testa sta galoppando ancora, e troppo velocemente verso il nulla dell'infinito, quello che non capisco è se anche la tua testa lo sta facendo in questo momento poiché tu sembri così maledettamente tranquillo, o almeno questo è quello che lasci trasparire... quello che stai mostrando a me, magari perché stai pensando che in realtà, solo se lo vogliamo, possiamo avere subito ancora tutto, perché quel tutto sta per sciogliersi si... ma non si è ancora definitivamente sciolto. Mio Dio! Non capisco se sta tutto solo nella mia mente o se all'unisono è anche dentro la tua... che strana e precipitosa confusione, però la realtà è che tutto questo sta davvero succedendo e questa terribile confusione che ho dentro, nella mente e nell'anima è reale... è vera.
Può essere che tu quella notte abbia avuto solamente un brutto incubo, che tu abbia fatto solamente un disperato sogno, che poi involontariamente è entrato nella tua testa e non vuole più uscirne? Quante domande mi sto facendo e forse per niente. Ed è proprio quel sogno, quell'incubo che nel sonno ti ha fatto pronunciare quelle orrende parole e ora tu lo stai scambiando per realtà, o magari sono io che... magari è a me che il tuo incubo è entrato in testa, sono davvero una stupida e mi sto arrampicando sugli specchi per convincermi che tutto può essere cancellato e così far finta che non sia successo. Ma non è così invece, sono solo ancora profondamente innamorata di te nonostante ciò che quella notte ho sentito uscire da queste tue stupende labbra, che tanto ho baciato e che forse troppo ho amato, nonostante ciò che sto vedendo e ciò che non sto sentendo ora. Già... proprio ciò che non sto sentendo, tutto quello che vorrei la tua voce facesse uscire in questo momento, poiché tu te ne stai immobile e senza nemmeno sbattere le palpebre solo mi ascolti e solo annuisci, e nello stesso istante, sempre senza battere ciglio scuoti la testa così da confondermi ancora di più... come se non bastasse l'inimmaginabile confusione che mi porto dentro da quella notte. E poi... e poi non rispondi a nessuna delle mie domande, e non dici niente di tutto ciò che a voce in questa lettera ti sto scrivendo, sto cercando di imprimertela dentro ma ho la netta e chiarissima sensazione che quello che ti dico ti entri da un orecchio e dall'altro ti esca subito, come si suol dire, senza nemmeno averlo sentito, forse nemmeno ti interessa ascoltarlo, e questo mi è chiaro, ma ciò che non capisco è questo precipitare improvviso... improvviso come lo è stato il decollo di questo nostro amore...
Forse è tempo che sia io ad andarmene, magari tu aspetti solamente quello, ma è la parte più cocciuta di me stessa che me lo impedisce, la parte che ti ama, quella parte che vuole ancora noi, anche se credimi vorrei tanto andarmene ma è come se i miei piedi non si scollassero da terra e il mio corpo fosse completamente immobilizzato dentro queste stanze...
Ma ora dimmi se con il tuo silenzio e questi tuoi confusi e indefiniti gesti eri solito anche prima mentirmi da così vicino, pensi che non me ne accorga... se le cose stanno davvero così, come penso io adesso, anche se non vorrei pensarlo, odio doverlo ammettere, allora io vedo davvero solamente buio oltre noi, solo un profondo baratro nero e infinito, e in questo presente solamente fogli bianchi che non si lasciano scrivere, su cui, nemmeno se essi lo permettessero, non è più possibile scrivere nulla, nemmeno ciò che ti sto dicendo adesso, e lo sai perché... perché non solo mancano i colori tra di noi ma credo non ci siano più nemmeno il bianco e il nero, poiché tra il nostro amore e noi stessi devo proprio pensare si sia formato un solco... più profondo di quello si dice sia degli inferi.
Vorrei solo non aver mai sentito quelle tue parole, se solo avessi dormito profondamente in quel momento, o se tu non avessi anche sognato ciò che veramente pensi di noi, meglio sarebbe se non lo pensassi... forse allora tutto sarebbe rimasto com'era, anche se nell'imbroglio era magari meglio di tutto questo.
Le lacrime mi cadono a dirotto, in questo momento esse sono come un fiume in piena che non trova più il suo mare e così travolge tutto quello che incontra sul suo tragico percorso, allo stesso modo le lacrime travolgono tutta me stessa mentre con la voce continuamente interrotta dalla mia disperazione scrivo a te questa lettera, e con la mente confusa e stanca, non so come e nemmeno perché visto che non riesco a trovare in me una reale colpa per quello che ci sta succedendo, prometto a me stessa che io in qualche modo rimedierò a questo disastro, lo farò per noi, anche se so che non è vero che ci riuscirò... anche se so che non posso farlo, perché come mai potrei rimediare a qualcosa che non capisco nemmeno da cos'è causato, e in che modo poi, non sono io quella che qualche notte fa ha pronunciato quelle tristi e dolorose parole... in poche ore mi sono chiesta milioni di volte "e se avessi fatto finta di non sentirle? Sarebbe stato meglio?
Io credo che adesso entrambi stiamo raccogliendo la polvere che tu nel tempo che ci siamo amati hai seminato di nascosto, mentendomi così troppo a lungo, e poi probabilmente un po' di polvere è anche mia poiché quasi rimbambita da questo mio amore per te non mi sono accorta di... non so di che cosa, dato che tu non spieghi niente, e adesso quel poco che è rimasto del tuo amore per me non sarebbe sufficiente per ricominciare o riprovare, nemmeno sommandolo al mio anche se è rimasto immenso come il primo giorno che ci siamo innamorati, e poi riprovare ad aggiustare qualcosa che si è rotto di solito non è mai una buona idea.
Quel tuo amore avresti dovuto trattenerlo su di noi con tutto te stesso e anche di più per non farlo evaporare del tutto, così adesso se tu lo volessi potresti provare a farlo ricominciare o farlo continuare, ma tu non lo hai fatto e probabilmente non lo vuoi fare... e questa è la triste realtà.
Adesso immerso in non so quali tuoi pensieri e con quei tuoi continui silenzi mi stai definitivamente ignorando e ti stai versando un drink, magari non è una cosa negativa come sembra, questo tuo gesto forse non è cattivo e menefreghista come può sembrare, magari ora bevi quel drink per darti coraggio e dirmi la verità, dirmi ciò che pensi veramente, forse stai finalmente per vuotare il sacco e dare così un senso a questa mia sofferenza, così magari potrò capire e farmene una ragione... e invece no, niente di tutto quello che ho appena pensato, perché tu bevi il tuo drink e poi ti siedi sulla tua poltrona preferita spostandola però verso la porta, voltandomi così le spalle... allora forse davvero aspetti che da quella porta sia io ad uscire per sempre. Dimmi amore mio è questo che vuoi? cerca di avere almeno il coraggio di dirmelo in faccia e non di farmelo capire voltandoti dall'altra parte, segnalandomi la porta come unica via d'uscita...
Ed è stato proprio così, ho preso la porta e me ne sono andata senza più voltarmi indietro, senza tornare mai più sui miei passi, e tu come avevo previsto non me lo hai impedito, non hai nemmeno provato, e quel che è stato peggio è che... non mi hai mai più cercata. Sai vorrei solo averti detto quello che oggi ho scritto in questa lunga lettera di noi a noi e di me per te, magari se c'avessi provato... ma non l'ho fatto poiché ho creduto fermamente e senza indugiare che quelle tue parole pronunciate in quel tuo sogno quella notte, per me erano state la fine di quel nostro bellissimo inizio, di quel nostro breve ma così intenso amore.
Probabilmente questa lettera finirà in un cassetto tra i miei ricordi, tra i più preziosi che poi sono sempre i più dolorosi e i più tristi, ed io non saprò mai come sarebbe andata se a te avessi detto ciò che ora ho scritto, magari sarebbe cambiato completamente il finale o forse chissà... magari sarebbe andato tutto esattamente come io lo immaginato nel mio sogno... ormai è tardi e non ha più importanza, anche se comunque continuo ancora a chiedermi come sarebbe stato se io non me ne fossi andata subito senza volere o pretendere da te spiegazioni... poiché la mia è stata quasi una fuga da quello che poi sarebbe in ogni caso successo. Le mie domande stanno con me costantemente, ogni giorno, e aspettano sempre una risposta che non arriverà mai, e chissà se un giorno tutto questo finirà, magari se ritroverò l'amore forse...
Intanto mentre aspetto che qualcosa succeda... vivo, anche se sto ancora cercando di risalire dall'abisso in cui quella notte sono precipitata, il tempo per ora non è servito, cerco ancora quei tanti colori per riempire i miei fogli vuoti ma stracolmi di amarezza e solitudine.
Per adesso ho ancora solamente il nero pesto sopra un bianco che di positivo non si vuol fare ancora scrivere... e tu?

 
 

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