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Senti... - Michele Ciminale

 
 

I miniracconti di Michele Ciminale: Senti...

 
Michele Ciminale

ID Autore: 1912
ID Testo: 7961

Testo online da mercoledì 10 dicembre 2014

Ultima modifica del mercoledì 10 dicembre 2014
Scritto nel 2010

 

Senti...

Vieni qui amico mio, seduto al mio fianco
Lascia solo che sia il respiro l'unico a parlare, fra noi due.
Ascolta, lo senti, il brivido della rugiada che scende
Il mormorio della vita, fra le fronde
Il silenzio, che dilaga nelle profonde gallerie buie
Lo riesci a vedere, li di fronte a te
Imperturbabile il tempo e il suo cammino
Che accarrezza la terra, facendo sbocciare i suoi germogli
Vedendo maturare i suoi frutti, seme della nuova vita
Guardando il tinttinio dei grilli, che suonano quelle loro maestose campane
Assaggia e appaga la tua fame,
da un morso gentile, per ringraziare questo paradiso di fronde,
che ti ringrazia per la tua visita.
Ama questa musica, che leggadra suona nell'aria, che corre sopra le valli
che sale sopra le montagne e scompare nei fitti boschi
Lo senti amico mio? questo desiderio che vive
Sentilo amico mio ed amalo
Perchè l'egoismo ha un passo feroce, che segue solo la sua strada
scaraventa il silenzio nella baraonda, di feste prive di amore
in ballate che rieccheggiano la pietà, ad un dio che non sa
ancor, per quanto tempo piangere senza poter tendere una mano
Senti amico mio, quella furia che marcia, bruciando anche le urla
di quella vita che si nascondeva in questa verdeggiante valle.
Senti quei pianti, di case distrutte, di rimpianti che non saranno colmati
di voci che chiedono perdono per peccati mai commessi
Mentre quel nostro egoismo, ride solo per appagare quel vuoto che sente
quella musica, che rieccheggiava nel suo cuore e che ormai è sepoltà
in quella terra nera e arida, chiamata odio.
Amico mio, anche se fa male ed il cuore sta scoppiando, non smettere di ascoltare
Non lasciare che il ricordo faccia sue queste tue emozioni
che marciranno in qualche angolo del nostro tempo
Vivile amico mio, sentile ancor più tue come sto facendo io.
Vedi in queste mani, che ti protendo
ancor lacrime riesco a versare
che sia di dolore, questa
acqua di porpora che verso in questa terra
o di un cuore che va in frantumi, ascoltando
questo non so dirtelo, amico mio
Ma io sento dentro, ne nel cuore e nemmeno nella mente
qualcosa che pulsa, fin dentro al buio, dove lontana giace una luce
sento bruciare, senza gridare, sento la vita, amico mio
Sento l'emozione, il perdono amico mio, una catena che si spezza
un mano protesa, solo per dettare una fine a questo inferno
per chiudere per sempre questo sipario di dolore.
Amico mio, sentilo e come baluardo di speranza
portalo verso il cielo, questo vessillo
portalo con te come segno della mia vita
come segno di queste vite
come segno, di questa storia
non dimenticando mai, tutto ciò che sei riuscito a sentire

 
 

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