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Forse il mondo non ci voleva - Ornella Bianchini

 
 

I miniracconti di Ornella Bianchini: Forse il mondo non ci voleva

 
Ornella Bianchini

ID Autore: 2183
ID Testo: 7910

Testo online da martedì 8 luglio 2014

Ultima modifica del martedì 8 luglio 2014
Scritto nel 2014

 

Forse il mondo non ci voleva

Per me e per lui niente nell'universo era come noi insieme, nulla al mondo valeva quanto noi due insieme. Eravamo due cuori che battevano all'unisono, due respiri che quando erano vicini vibravano e diventavano un solo respiro, un solo battito, una sola anima, un unico sentimento... un unico pensiero che sapeva... che poteva volare oltre ogni bene immaginabile, che sapeva superare e andare oltre ogni male possibile.
Per noi non era fortuna, e nemmeno destino, ma solamente amore... semplice amore reciproco, che univa noi due in modo indissolubile, ma che divideva e spaccava il mondo e la sua società in mille pezzi, in mille pensieri troppo diversi tra loro, in troppi occhi... troppo curiosi che solo guardavano e troppo poco o niente sapevano vedere, mille bocche con favelle troppo critiche e menti troppo poco riflessive e cuori troppo rigidi e troppo poco amanti dell'amore... quello vero, anche se di diverso colore.
Per tanti eravamo come tutti gli altri esseri umani, ma da troppi eravamo troppo giudicati e puntati, come ad un muro da tanti fucili pronti a sparare, poi per una minima parte eravamo una sorpresa... ma non qualcuno, ma bensì qualcosa ancora da esplorare, qualcosa da cui trarre ispirazione per le loro chiacchiere e per i loro pettegolezzi più squallidi nel loro tempo libero, poi per qualche anima cattiva e sadica eravamo per loro quasi come una vittoria, quando riuscivano a colpirci in un modo o nell'altro; a volte solo psicologicamente, che già di per sé era grave, ma poi a volte la cattiveria su di noi diventava fisica, e a quel punto le conseguenze per noi potevano essere gravissime... devastanti, se non talvolta fatali... così come è stato per noi due...
Così è stato portato via da me il mio amato compagno, con un'aggressione fisica talmente violenta da essergli risultata fatale.
Una tragedia mortale poi completamente priva di un reale motivo, senza una causa... forse solo per un semplice e malvagio divertimento dettato e provocato da una presunta ironia assurda e discriminante...
Quel tragico giorno io e il mio amato compagno rientravamo da una serata trascorsa semplicemente a mangiare una pizza e poi a vedere un film al cinema. Mentre camminavamo a piedi mano nella mano godendoci il tiepido clima di quella serata di fine estate fummo improvvisamente aggrediti alle spalle da qualcuno... che chissà... lì per lì non capimmo bene, anche perché non c'eravamo accorti di essere seguiti, ma subito dopo, tra gli innumerevoli spintoni, gli sputi e i numerosi e pesanti insulti, riuscimmo a realizzare che si trattava di quattro... o forse cinque ragazzi molto giovani tra l'altro, ma già capaci di tanta efferatezza, di tanto disprezzo, e forse anche di tanto odio, dettato da non si sa cosa, probabilmente dal loro troppo annoiarsi.
Tra le percosse e le minacce, con tanto di coltelli, fummo brutalmente trascinati in un vicolo buio, più buio di quella stessa notte, e sotto la minaccia di quei coltelli ulteriormente picchiati a sangue e, quel che è peggio, ripetutamente violentati... ricoperti di offese così forti e di insulti tanto malvagi da riuscire a sprofondare fin dentro le nostre anime e rimanervi così per sempre. In quei terribili momenti, che parevano non finire mai, nonostante fossi stordito e immobilizzato a terra, praticamente ormai vestito solamente del mio stesso sangue, non riuscivo a capire se in me prevalesse di più il dolore fisico o quello morale, o la rabbia infinita per quel gesto immondo e incomprensibile... mescolati al dolore troppi erano in quei momenti i sentimenti che dentro di me si accavallavano, si mescolavano creando un'infinita confusione...
Quando finalmente quegli inumani disgraziati si allontanarono andandosene, dopo aver completato la loro opera con non so quanti calci sui nostri corpi ormai inermi, mi resi conto che miracolosamente e non so come eravamo ancora vivi, o per lo meno in quei momenti lo credetti io... io ero vivo, lo sentivo con certezza, e di quello ringraziai subito "non so chi"... Poi trascinandomi con immensa fatica riuscii ad avvicinarmi al mio compagno, chiamandolo con quel filo di voce che mi era rimasta cercai di muoverlo, di scuoterlo con le pochissime forze che avevo ancora a disposizione, ma... fu purtroppo in quegli istanti che mi accorsi che in realtà lui non si muoveva per niente, il suo corpo era troppo inerme per essere solamente svenuto, cercai di sentire se respirava ancora ma non avvertii ne respiro, ne battito... così oltre a tutto ciò che già sentivo in me stesso fui assalito da un'improvvisa disperazione, da una terribile sensazione... da un probabile, quanto reale dubbio che mi provocò un fortissimo attacco di panico accompagnato da una totale assenza d'aria... il respiro pareva abbandonarmi, e al pensiero che lui non ce l'avesse fatta a superare quella terribile aggressione avrei, in quei momenti, desiderato che mi abbandonasse davvero per sempre, per non doverlo lasciare... per non dover restare solo senza di lui.
Allora con non so quale voce, certo in quell'istante non la mia, cominciai a gridare... a gridare sempre più forte, tentando di trascinarmi fuori da quel terrificante e buio vicolo affinché qualcuno mi sentisse e potesse aiutarci. Oltretutto quei disgraziati ragazzi, prevenuti com'erano dalla malvagità, ci avevano preso i cellulari e li avevano pestati come avevano fatto con noi, come se gli esseri viventi fossero insensibili allo stesso pari delle cose... cioè completamente, tale gesto probabilmente per assicurarsi una fuga più sicura prima che noi, semmai avessimo potuto, potessimo chiedere aiuto a qualcuno che per grazia fosse passato nei pressi di quel vicolo infernale.
Comunque alla fine qualche anima sentendomi gridare si accorse di noi e ci raggiunse in quel buco terribile, si fermò e soccorrendoci chiamò nell'immediato un'ambulanza, ma per il mio amato compagno non ci fu più nulla da fare... l'aggressione gli era stata fatale.
Sentii che la mia vita era finita, senza di lui nulla avrebbe avuto più un senso, anche se tutto avesse continuato... niente per me avrebbe avuto un seguito.
Successivamente l'autopsia determinò che la sua morte era sopraggiunta per una serie di svariate cause; probabilmente una mano sul viso troppo forte e per un tempo troppo lungo gli aveva provocato una mancanza di respiro fatalmente prolungata, accompagnata da un atroce soffocamento, complici della sua morte anche le numerose percosse in punti fatali e un potente trauma alla testa, inoltre una paura infinita gli aveva provocato anche un infarto... insomma una morte terrificante e sofferta fino al suo ultimo respiro... una sofferenza con una durata di parecchi e interminabili minuti.
Io anche se ridotto piuttosto male; costole rotte in più punti, fratture sparse qua e là e ferite varie più o meno gravi, qualche trauma fisico e un'infinità di traumi psicologici e morali, questi ultimi talmente grandi che mai se ne andranno da me, sfortunatamente sono vivo, se così si può dire, vivo fuori ma morto per sempre dentro, poiché con il mio amato compagno in qualche modo me ne sono andato anch'io, e credo proprio che in quello stesso "qualche modo" non tornerò mai più su questo mondo. Qui rimane solamente la mia parte fisica, il mio essere materiale, tutto il resto è con lui ora, e vi rimarrà per sempre, forse qui su questa stessa terra o forse lontano chissà dove, ma in realtà non importa, sono sicuro e fermamente certo che in quel dove non esiste nulla di tutto lo schifo che c'è qui, niente razzismo... niente omofobia... nessun inferno per lo meno...
Io credo che...
Non serviva nel passato e non serve oggi giorno avere un grande intelletto, un profondo ingegno per comprendere, per proteggerci magari, e non si chiederebbe troppo essere tutelati... ma a quanto pare purtroppo si. Non erano necessari ne questo sacrificio e ne altri del passato, e quanti ancora ce ne dovranno essere, più o meno gravi, prima che questa violenza inaudita e ingiustificata si arresti per sempre, ma forse questo non accadrà mai. Perché a noi non può essere rivolta un'attenzione "normale", degna degli esseri umani quali siamo, l'amore da che mondo è mondo non è mai stato solo bianco e nero ma ha sempre avuto altre e diverse sfumature, ed è proprio su queste sfumature che gente come quei ragazzi si è sempre scagliata contro con le più presunte e assurde scuse.
Ora per me, rimasto solo più di quanto non lo fossi prima a causa dei giudizi e pregiudizi altrui, rimangono solamente la tentazione di un'efferata quanto assetata vendetta, sicuramente ancor più arsa dal tempo che passerà, e il continuo e fermo desiderio di voler scomparire e raggiungere il mio amato compagno nell'eterno viaggiare... all'interno di sola e unica pace. Lui, mio unico e immenso amore, giusto o sbagliato che fosse, ma poi che importa poiché tutto ciò che porta amore per me non è mai sbagliato, di lui mi resterà il ricordo indelebile e incancellabile marchiato a fuoco nel cuore, che in ogni singolo giorno alimenterà per lui ancora amore, anche se triste e doloroso, poiché a lui e solamente a lui riserverò ogni mio respiro, ogni battito del mio cuore, ogni sentimento della mia anima ormai trafitta per sempre, ogni pensiero nella mia mente sarà per lui, e a lui ogni mio flebile e soffocato sorriso. Al suo ricordo ogni mia singola lacrima versata per tutto questo orrore, per la sua perdita improvvisa e prematura, al mio unico amore lontano da me per sempre dedicherò ogni mia parola, gridata o sussurrata, spesa in favore e per la difesa dei nostri diritti, dei nostri ideali, che sono poi gli ideali di ogni persona che rispetti il prossimo, i diritti di ogni essere vivente.
Ogni mio rimanere muto accanto a troppo parlare, ogni mio silenzio scavato e profondo dentro di me, ogni mia frase che lascerò perduta nel vento perché possa arrivare fino a lui, tutto diventerà rima dentro ad ogni mia poesia che a lui, solo a lui sarà dedicata. Al mio compagno che ora ha come dimora l'eterno sonno del suo martoriato corpo, e l'eterno vivere della sua splendida anima, andrà ogni mia emozione e ogni mia singola sensazione che nasceranno dentro di me e che ci avvolgeranno entrambi, anche se così distanti, ma come in quel tempo purtroppo così lontano ormai... da me e da lui. Saranno quelle sensazioni e quelle emozioni che io trasformerò in rime e prose che a loro volta vestiranno di noi le mie poesie, le mie... le nostre canzoni che la mia mano renderà viva attraverso le note di meravigliose musiche... che io stesso suonerò al nostro vecchio pianoforte. Le rime e le note erano per noi così importanti... importanti per continuare nonostante tutto, importanti per riuscire a schivare tutto ciò che di negativo ci girava intorno... quel negativo che ogni sacrosanto giorno ci stava addosso come affamati avvoltoi. Quelle canzoni che entrambi e sempre insieme amavamo regalare al mondo, così belle e perfette per cantare il nostro bellissimo e sincero sentimento, ogni rima scritta intenzionalmente ad effetto ed ogni parola in essa contenuta era e sarà una verità assoluta su di noi e sul nostro, purtroppo dagli altri, tormentato e forse perché no anche invidiato e magari anche odiato vivere. Poiché io credo non ci sarà mai più un istante in tutto l'universo unico e intenso come ogni attimo vissuto da noi, che rimarrà eterno nel silenzio del tempo, intoccabile dal rumoroso frastuono di tante voci maldestre, quelle stesse voci che lo hanno portato via da me, quelle maledette voci che mi hanno reso solo, quelle voci che con le loro parole ancora mi colpiscono e ancora mi scaraventano a terra, ed io sempre cado e sempre mi rialzo ma stranamente è come se riuscissi a sentirle solamente in sottofondo poiché completamente confuse dal mio dolore, coperte dal suo ricordo.
Il mio dolore e il suo ricordo che il vento nel tempo trasporterà lontano e poi di nuovo vicino... accanto a me per sempre.
Nelle parole di quelle voci, dentro le menti di quella gente c'è quasi ossessione e spesso, troppo spesso, quell'ossessione diventa quasi delirante, e il delirio, giustificato o ingiustificato che sia, porta sempre e solamente al male... o nei casi peggiori come il nostro alla morte.
Sento forte il dolore per l'ossessivo pensiero verso "chi non è... uguale" ma che in realtà lo è, solo e semplicemente perché ama qualcuno che è del suo stesso sesso... non sono mai riuscito, ancora non riesco, e non riuscirò mai nemmeno a vedere quella presunta differenza, e nemmeno a intravederla all'orizzonte di quell'ossessivo e assurdo pensiero di quelle troppe persone.
Dentro questo mio profondo dolore rimarrà per sempre l'infinita emozione di noi che io dedicherò al io amore lontano, questa volta così troppo lontano da non poter ritornare mai più a me.
Lui e il suo ricordo in me saranno ogni mia alba, ogni mio tramonto, ogni stella che illuminerà ogni mia solitaria notte... farò in modo che ogni mio giorno assomigli a lui, così che ognuno di essi potrà essere unico com'era lui per me... poiché sento che nessuno potrà mai prendere il suo posto nel mio cuore...
Chissà... forse davvero il mondo non ci voleva, o per lo meno probabilmente non ci voleva insieme...
Non metto un punto ma solamente dei puntini di sospensione, prima di tutto perché la nostra storia d'amore non finirà mai, e anche se così lontani, anche se in mondi così diversi continueremo ad amarci e all'unisono andremo avanti insieme per poter scrivere ancora tanti altri capitoli di noi e della nostra vita, finché un giorno non ci rincontreremo di nuovo nello stesso mondo... sarà allora che ricominciando potremo continuare da dove quei disgraziati ci hanno interrotto.
Comunque non ci sarà mai un punto che determinerà una fine finché tutto questo insano odio verso quelli come noi non rallenterà fino a placarsi, e non si placherà fino ad arrestarsi definitivamente.

Commento al testo dell'autore Ornella Bianchini:

Luoghi, fatti, personaggi e situazioni nel racconto corrispondenti ad assoluta fantasia, anche se in fondo questa non è altro che la nostra realtà.
Io direi che c'è ancora troppa discriminazione, e che la stessa diventa un po' troppo spesso addirittura violenza verso coloro che in realtà non hanno nulla di diverso da noi, solo particolari... solo dettagli come chiunque di noi, poiché tutti siamo diversi l'uno dall'altro ma nello stesso tempo uguali perché provenienti dalla stessa lontanissima creazione, tutti figli di essa o figli dello stesso padre, secondo il pensiero di ognuno... troppa discriminazione nell'ancora troppo poco libera "libertà di pensiero".
Io direi che sono ancora troppo la discriminazione e l'indifferenza di molti, sotto molti punti di vista, in un 2014 tecnologicamente fin troppo evoluto, ma ancora sentimentalmente troppo chiuso, a tratti, per fortuna sporadici, quasi preistorico.

 
 

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