il nino!
Sig. Chiunque tu sia ,
Buon Giorno!
Casa My Area Ghimmisammanni Contatti Login Menù

Daniela - Ornella Bianchini

 
 

I miniracconti di Ornella Bianchini: Daniela

 
Ornella Bianchini

ID Autore: 2183
ID Testo: 7194

Testo online da martedì 22 gennaio 2013

Ultima modifica del martedì 22 gennaio 2013
Scritto nel 2013

 

Daniela

Ormai i colori dell'autunno se n'erano già andati, il grigiore dell'inverno aveva oltrepassato le porte e si stava instaurando ovunque in città; tra le strade, nelle piazze... nei giardini ormai spogli di tutto, perfino dentro le case e raggiungendo anche gli animi della gente, per questi ultimi non sarebbero bastati ne termosifoni, ne stufe e ne camini, per riscaldare gli animi sarebbe servito ben altro...
La trascorsa estate era diventata solo un ricordo, mentre quella che sarebbe poi tornata pareva essere un sogno irraggiungibile, sembrava essere ancora lontana migliaia di anni...
Ma in realtà l'estate, d'altra parte come ogni anno, se n'era solo momentaneamente andata e poi al momento giusto sarebbe di nuovo ritornata... in fondo anch'essa aveva il diritto, ogni anno, di trastullarsi nel suo letargo, di riposare serena il suo sonno e di riscaldarsi e ripararsi dal freddo dell'inverno, lasciando a quest'ultimo un po' di spazio per sé stesso, e anche perché non si può riscaldare qualcosa... o qualcuno... se qualcos'altro o qualcun altro non lo ha prima ben freddato.
C'erano giorni, anche in quell'inverno, in cui un timido sole cercava di farsi spazio tra le oscure nuvole, ed era proprio in quei giorni, anche se il freddo era pungente che a Daniela, quando poteva, andava di uscire e di camminare tra la tanta gente che come lei occupava le vie, i vicoli scorgendo dai pesanti indumenti le colorate vetrine. Si proprio quella gente che però non sapeva nulla delle solitudini che albergavano sovrane nel suo cuore, esse se ne stavano lì dentro di lei dall'estate che
da non molto era passata. Mentre ella camminava le parti scoperte della sua pelle parevano congelarsi da tanto le sentiva fredde, al contrario, ma nello stesso e identico modo, le sembrava invece di riuscire a sentire il sangue scorrere nelle sue vene e lo sentiva così caldo che quasi non le serviva nemmeno rientrare in casa per riscaldarsi un po'... comunque quella sensazione così contrastante sembrava bastarle per tenere alla giusta temperatura tutta sé stessa... esteriormente ed interiormente.
In certe domeniche che il tempo invernale rendeva ancor più gelide, fuori e dentro l'anima, lei, quasi per completarle o forse per compensare alla tristezza, se ne andava al mare. Ed era così che là, in quello spazio d'acqua così immensamente infinito e infinitamente azzurro, lei si sentiva serenamente bene con sé stessa... dentro quella indescrivibile tranquillità... che solamente il mare era in grado di darle. Con esso non c'erano confini, niente limitazioni, nessun impedimento ma solo un enorme spazio di libertà che Daniela sentiva tutto per sé.
Seduta sull'umida sabbia lasciava intravedere al suo sguardo i lontani e azzurri orizzonti che solo il mare riesce a dare, i suoi occhi parevano cavalcare all'unisono le pericolose onde che giungevano quasi fino a lei e con esse il suo spirito diveniva leggero e trasparente, e lei lo sentiva volare via e pacificamente perderlo tra quelle onde impetuose. In quei momenti in cui il forte e gelido vento pareva voler portare via tutto, anche la spiaggia stessa, per lei non ci sarebbe stato ne vento e ne bufera che avesse potuto distoglierla da quell'insolita sua serenità. Nonostante quel grigiore invernale il riflesso del mare nel cielo dava a quell'infinito spazio una luce accecante che a Daniela faceva quasi male agli occhi. Quello (il mare... la spiaggia...) era uno di quei luoghi in cui le solitudini del suo cuore sembravano svanire improvvisamente, e anche il doloroso ricordo di quel grande amore, che lei aveva creduto essere per sempre ma che in realtà era stato solamente il figlio, scivolato poi via, di una calda e afosa estate, se ne andava lontano trasportato anch'esso dal forte vento e dalle paurose onde, sollevandola così da quel tormentato ricordo. Ma poi puntualmente e all'improvviso, come ogni volta, tutta quella luce, quella chiarezza e quella inaspettata serenità intorno a lei venivano sostituite da un profondo e fitto buio, che come un grosso e pesante masso piombava nella sua anima squarciandola con una ferita lacerante...
Era il ricordo di lui, di quell'amore estivo che per lei era stato così importante da crederlo eterno, era lui, figlio di quella passione estiva, lui quell'uomo così apparentemente speciale e perfetto che all'improvviso e di nuovo le mancava così tanto. Di lui le mancava praticamente tutto; le loro serate trascorse romanticamente sulla spiaggia, in riva al mare, le loro cene in quegli angoli appositi e solitari al lume di candela di ristorantini che sembravano essere stati fatti apposta solo per loro, i loro corpi appiccicati che il sole e la bollente sabbia riscaldavano ancora di più... e quelle loro notti in cui la voce e le parole di lui le riscaldavano il cuore e le rasserenavano l'anima, e che lei ricambiava tenendolo stretto a sé e riscaldando tutto il suo essere tra le sue braccia, con il suo corpo... tra le sue gambe. Quello era il ricordo di giorni felici, era il ricordo di quell'amore che ogni volta sembrava stancarle il corpo e la mente, annullando tutto ciò che di meraviglioso stava intorno a lei in quei momenti così sereni in riva al mare... quel ricordo che per un po' le faceva percepire un'assoluta e fortissima insicurezza. Poi ogni volta così come era ricomparso altrettanto improvvisamente se ne andava, svanendo di nuovo nel nulla, così come le nuvole che passavano sopra di lei che allontanandosi scomparivano nell'immensità del cielo, come se anche quel tutto che era stato tra di loro svanisse... o forse come se non fosse mai stato. A quel punto Daniela ricominciava per l'ennesima volta a guardare avanti e quei brevi ma intensi istanti ritornavano ad essere solo dei momenti, dei brevissimi momenti in cui il pensiero di lui ricompariva e forzatamente si faceva spazio tra i suoi più profondi e più dolorosi pensieri... tra i suoi ricordi più tristemente belli.
Ma la realtà era solamente che se ciò che era stato non fosse stato così, così com'era stato, lei forse non sarebbe nemmeno esistita e non sarebbe stata dentro quella storia, e se lui non fosse stato quel cielo dapprima così tanto, troppo azzurro e poi così tanto, troppo cupo, forse niente avrebbe avuto senso ed entrambi, ma sopratutto lei, non avrebbero vissuto tutti quei sentimenti così come li avevano vissuti nel bene e nel male, perché in fondo di quell'amore lei probabilmente non avrebbe cambiato nulla, ne tutto il bene, ne tutto il male, la realtà era che forse inconsciamente avrebbe solamente voluto che lui fosse rimasto, tra i suoi pensieri e nei suoi ricordi, ciò che era stato con lei e per lei... un adorabile imbroglione che l'aveva trascinata dentro una passione amorosa che probabilmente non avrebbe mai più rivissuto con nessuno.
In quell'inverno c'erano notti in cui la luna, così come il sole di giorno, cercava di farsi spazio tra il grigiore notturno per illuminare anche quella sua stanza, anche quelle sue buie solitudini, e quando accadeva allora Daniela non poteva dormire e incominciava a pensare, e poi... poi a scrivere. La sua mano guidava la penna che però sembrava abbandonarla e andarsene da sola, lasciando scorrere le parole una dopo l'altra in una sequenza continua... come fuochi d'artificio lanciati per lo spettacolo finale. Una sequenza troppo veloce e troppo continua che lei non riusciva a seguire e nemmeno a controllare, anche se in fondo i suoi pensieri andavano all'unisono con la penna sul foglio.
In quello scrivere ogni tanto i suoi occhi si posavano stanchi sulle pagine di quel piccolo quaderno, ma incapaci di chiudersi per riposare, poi il suo sguardo si volgeva verso l'orologio appeso a una delle pareti, che sembrava girare sempre troppo lento dentro la sua stanza, gli occhi guardavano solo il centro dell'orologio e così non vedevano che in realtà le lancette scandivano il tempo così come avevano da sempre fatto, sia di giorno che di notte.
Daniela in quelle notti insonne pensava che in fondo l'alba avrebbe dovuto per forza prima o poi arrivare, anche se certe notti parevano davvero fermarsi e quei mattini non arrivare più.
In ciò che lei scriveva c'era sempre un po' di quell'amore, mai del tutto però, solo un pochino, come se volesse... chissà che cosa... e ogni volta teneva il resto per la notte successiva, un'altra di quelle notti in cui non le sarebbe servita nessuna lampada perché avrebbe come sempre scritto al chiarore della luna.
Per la fine di quell'amore Daniela si sentiva comunque in pace con sé stessa, sentiva di non avere colpe, sentiva inoltre che non aveva fatto o detto nulla che avesse potuto danneggiare in qualche modo quella storia, ma forse una colpa innocente percepiva di averla, quella di volere a tutti i costi, anche se inconsciamente, continuare a pensare a quell'amore passato... ormai finito, e di volerlo ancora nonostante tutto.
Molto presto sarebbe arrivato un altro Natale e Daniela, come ogni anno, avrebbe dato tutto l'amore che teneva dentro per quella festa, a tutti, a nessuno o chissà a chi... era così ogni Natale. Lei in quell'occasione ritornava a sentirsi di nuovo piena di vita, di gioia e felicità e di un immenso entusiasmo che amava condividere sopratutto con la sua famiglia. Ma come sempre anche in quel Natale, che stava già bussando anche alla sua porta, puntuale sarebbe arrivata l'improvvisa tristezza per quell'amore perduto, stancando e sfibrando in quei giorni più che mai, anche se per poco, quelle sue splendide giornate.
A parte il lavoro, la famiglia e gli amici la vita sentimentale di Daniela continuava... e ancora continuava immersa in quella dolce tristezza, e ogni inverno lei attendeva, pensando e scrivendo nelle lunghe notti insonni e nei ripetuti momenti di sconforto, l'arrivo dell'estate successiva, con la continua e paziente speranza che un nuovo amore estivo potesse farle provare di nuovo tutte quelle delicate e forti emozioni, quell'intensità di sentimenti, quel non riuscire a trattenersi così spudoratamente sfrenato, anche se in realtà era ancora parecchio scettica sul poter provare di nuovo tutto quel miscuglio di emozioni, speranzosa comunque che prima o poi un altro amore avesse potuto continuare e dopo rimanere anche con l'arrivo della nuova stagione fredda... e non andarsene lontano con il primo vento freddo e con la prima nuvola grigia che preannunciano la fine di un'altra estate.
Fino a oggi purtroppo ancora non è stato così ma Daniela, tra un po' di felicità, un po' di tristezza e tanti ricordi continua imperterrita a conservare le speranze per un futuro tutto colmo d'amore per lei, e di lei per la persona che incontrerà, senza interruzioni, privo di sofferenze... senza fine insomma. Quella speranza che prima o poi l'uomo giusto, fatto apposta per lei, bussi alla porta del suo cuore, nel frattempo lei tiene quella porta sempre aperta e ogni tanto dà una sbirciatina. In ogni caso chiunque sarà costui troverà in Daniela un fiume d'amore in piena che dolcemente lo travolgerà, quel che è certo è che costui dovrà esserne all'altezza sapendola ricambiare con altrettanto amore e devozione, fedeltà e costanza nel tempo, poiché sono proprio la profondità e durata dei sentimenti i valori più importanti in cui Daniela crede... ma che fin'ora non ha ancora trovato. Se quest'uomo, per ora solamente ipotetico e virtuale... da lei immaginario, se egli saprà lasciarsi andare abbastanza abbandonandosi completamente a lei... allora se sarà così gli sembrerà di aver incontrato sulla sua strada il paradiso in terra...
Nel frattempo Daniela si consola pensando, sapendo e comprendendo perfettamente che sfortunatamente il mondo è pieno di persone come lei che hanno avuto tanto e poi perduto di più di quel tanto, ma che ancora e sempre pazientemente aspettano di ritornare di nuovo felici, e che come lei sanno che un amore perduto in fondo non è nulla se confrontato con le nefandezze e le crudeltà di questa nostra marcia società... Auguri Daniela a te e al tuo futuro lui...

 
 

Chiunque tu sia, lascia il tuo Commento al miniracconto di Ornella Bianchini: Daniela

E-mail:
Nome:
Cognome:
Testo Commento:
Ricarica:
Codice di Sicurezza:
Codice di Sicurezza:
 
 
 
 
_
 

Il Nino! - la Piazzetta venticinque punto otto! (1961 ÷ 2019 all right reserved)

  Sopra...Sopra...
Casa! Casa! Aree My Area Ghimmisammanni Contatti Login Logout
Aree Mercato Letteratura Almanacco Articoli In giro Per
My Area Mercato Letteratura Almanacco Articoli / In giro per...