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Elsa e Filippo di Rimavalle (parte prima) - Ornella Bianchini

 
 

I miniracconti di Ornella Bianchini: Elsa e Filippo di Rimavalle (parte prima)

 
Ornella Bianchini

ID Autore: 2183
ID Testo: 7175

Testo online da domenica 20 gennaio 2013

Ultima modifica del domenica 20 gennaio 2013
Scritto nel 2013

 

Elsa e Filippo di Rimavalle (parte prima)

Elsa e Filippo sono i protagonisti indiscussi e in qualche modo anche assoluti di questa storia che nasce, vive e cresce, fra mille gioie e altrettante tragiche realtà, tra il 1760 e il 1800 in un nord d'Italia ancora tutto da definire, poco coalizzato e ancora completamente spaccato in due tra nobiltà e servitù... tra lealtà e malvagia crudeltà... (un po' come ai giorni nostri insomma).
Quello di entrambi è l'amore da sempre sognato, a lungo cercato e tanto desiderato, un amore che sfidò qualsiasi convenzione... e persino la morte stessa. Il loro amore fu il perno su cui poggiarono le loro stesse vite, su cui poggiò questa vicenda in quegli anni così particolarmente belli... anni le cui atmosfere erano quelle dei grandi romanzi d'appendice, ma anche anni così particolarmente difficili, fragili e costantemente disturbati da quell'assoluta, quanto assurda differenza, che elevava l'alta nobiltà calpestando tutto ciò che non ne faceva parte...
Elsa era una ragazza nata povera a cui la natura aveva dato una grande nobiltà interiore e fu proprio quella sua interiorità così candida ma forte che riscaldò il cuore del nobile Filippo... quell'interiorità egli l'aveva a lungo cercata nelle tante donne che erano passate nella sua vita... e nel suo letto... e che poi come polvere il vento proveniente dal suo cuore e dalla sua saggezza avevano riportato fuori dalla sua vita...
In questa storia lei fu come Cenerentola, muovendosi tra l'invidia di quelli che come lei appartenevano alla servitù e anche, e ancora, tra l'invidia delle famiglie così dette blasonate riuscì, come una moderna eroina, a divenire la protagonista positiva di un intricatissimo complotto ai danni di una tra le più alte cariche nobiliari di quel tempo... fu proprio con quella sua fragile femminilità che riuscì a far scampare quest'ultimo da una morte che ormai pareva certa...
Quasi tutta la storia si svolge al centro della grande tenuta di Rimavalle proprietà di Filippo, della sorella Angelica e dell'ormai anziana madre di entrambi. Intorno ai due protagonisti ruotano amici veri di entrambi come il conte Giuliano, il medico di Rimavalle e sua moglie, l'anziana tata di Filippo a capo della servitù, il giovane Anselmo a capo delle scuderie e altri, ma anche una folta schiera di finti amici... in realtà nemici... sempre pronti a tradirli e a complottare contro di loro come la marchesa Ludovica, il duca Osvaldo, la duchessa Cecilia, la giovane e inesperta ultima arrivata nella servitù che con tale comportamento pensò stupidamente di elevarsi ad un rango più alto... invece poi cacciata anche in malo modo per il suo comportamento scorretto e traditore... ecc...
Quello di Elsa fu il riscatto di chi antepose il proprio destino a ciò che contingenze, pregiudizi e appartenenze di casta avrebbero voluto imporle...
Elsa di Rimavalle era la dama di compagnia della contessa Adele, divenuta quest'ultima ormai piuttosto anziana e malata, e il figlio di questa, il giovane e bellissimo Filippo pareva essere fatto apposta per la giovane e dolce Elsa che a sua volta, con i suoi sentimenti nei confronti del giovane, rendeva reciproca la cosa... infatti tra i due nacque subito una passione indomabile...

Preoccupato per le condizioni di salute dell'anziana madre il giovane conte Filippo tornò dalla Francia dopo dieci anni di servizio per l'esercito. Ma il tempo sembrò fermarsi quando, entrato in casa per cercare la madre, i suoi occhi si incontrano con quelli della bella Elsa. L'uomo non sapeva ancora che la ragazza non era nobile. A quei tempi, unioni di quel tipo, quando uscivano dalle mura domestiche, costituivano un indelebile marchio di infamia, e non solo per la famiglia a cui era toccata tale disgrazia, come in quel periodo veniva definito tanto affronto, ma anche per tutta la folta schiera di nobili che frequentavano quella famiglia. Tale sorte era toccata qualche anno prima al medico di Rimavalle, il dottor Adolfo, aristocratico dall'animo romantico, che aveva osato sposare Lucilla – una donna del popolo, molto amica di Elsa – preferendola ad Angelica, la sorella del conte Filippo. Da allora, ad eccezione della contessa Adele, della sua famiglia e di qualche altro nobile, umile di cuore e sano di mente, tutti gli altri aristocratici del circondario avevano allontanato ed escluso il medico dal loro ambiente.
La residenza della contessa Adele e dei suoi figli, ovvero la tenuta di Rimavalle, era una villa immensa e incantevole, situata sulle colline del nord d'Italia; era circondata da un suggestivo giardino all'italiana, con svariati possedimenti, una magnifica scuderia con splendidi cavalli tra i quali spiccava per bellezza e purezza il puledro bianco di proprietà esclusiva del conte Filippo... esso pareva brillare ulteriormente tra lo sfavillio di tanta meraviglia dando ancor più lustro alla già tanta ricchezza. Nella residenza inoltre vi era uno stuolo di domestici al servizio della contessa Adele, di Filippo, della sorella Angelica, del suo avido marito Aloise e della loro figlioletta Emiliana, una bambina dolcissima, già nobile d'animo nonostante la sua giovanissima età, ma scarna e parecchio cadente di salute.
In quegli anni la politica mirava sopratutto ad annettere nuovi territori e a rafforzare il potere di colui che ne stava a capo, privando i nobili di alcuni loro antichi privilegi. Fu così che una parte consistente degli aristocratici si organizzò per ordire un complotto e uccidere una tra le più alte cariche in fatto di nobiltà, uno dei consiglieri personale del re, per altro parente della famiglia del conte Filippo; i cospiratori erano per lo più suoi affiancatori... consiglieri a loro volta. L'intero piano venne architettato dalla marchesa Ludovica, una donna dalla bellezza conturbante, ex amante del conte Filippo, il quale, nonostante l'avesse ben conosciuta per le sue doti scaltre, per la sua malvagità e per la sua capacità di spingersi oltre ogni limite dell'umana dignità, faticosamente riusciva a resisterle e ogni tanto ancora, cadendo nelle sue trappole, si lasciava andare abbandonandosi completamente ad ella. Lei era la moglie infedele di un potente marchese della zona, anch'egli consigliere a sua volta di colui che doveva essere eliminato... il marchese in questione era, come la moglie, un uomo avido, viscido e traditore, privo di qualsiasi umanità. In quel periodo la marchesa Ludovica aveva tra le mani un nuovo amante, il duca Osvaldo, governatore e comandante delle guardie del nobile da eliminare, nonostante questo ella non disdegnava delle attenzioni che altri uomini le prestavano... sia nobili che no. E proprio il duca Osvaldo, in quel periodo, aveva fatto uccidere la persona che aveva scoperto il loro complotto ai danni del parente del conte Filippo, il malcapitato era stato ammazzato proprio mentre stava portando al nobile in questione un documento con i nomi degli aristocratici che stavano complottando contro la sua persona... i malvagi assassini erano quasi tutte persone che sfortunatamente gli stavano vicino. Con il malcapitato, a portare la missiva, c'era anche il conte Filippo, suo grande amico, che però non era a conoscenza dei nomi contenuti in quella lista, il quale, scampato all'agguato e impossibilitato di fare qualcosa per l'amico perché ormai morto, riuscì a fuggire con il prezioso documento senza essere riconosciuto.
Certo fu che una volta arrivato a casa dopo anni di assenza gli sembrò quasi dimenticare l'esistenza di quella missiva così importante e così pericolosa... perché in testa e nel cuore, quasi senza rendersene ancora conto, aveva già la dolce Elsa.
Uno di quei giorni l'anziana governante, quella che un tempo era stata la tata del conte Filippo, accortasi di ciò che stava succedendo tra il conte e la giovane serva, chiese ad Elsa se avesse già informato il conte del fatto che lei non era affatto di origini nobili... ma la giovane non glielo aveva ancora detto perché temeva che con quella sua confessione avrebbe perduto le attenzioni dell'uomo... ella non aveva ancora ammesso nemmeno a sé stessa di essere già perdutamente innamorata del conte. Tuttavia la tradì il suo inequivocabile comportamento alla presenza del conte Filippo, a notarlo fu il giovane Anselmo, lo stalliere a capo della scuderia, che non la perdeva mai di vista, dato che praticamente da sempre aveva un forte debole per lei... per altro mai ricambiato se non con una sincera quanto splendida amicizia... fu proprio quel suo fare con il conte a far capire anche a lei stessa quali fossero i suoi reali sentimenti nei confronti del giovane Filippo.
Durante il ricevimento in onore del ritorno del conte Filippo, però avvenne una tragedia: Lucilla, la moglie del medico, scomparve improvvisamente. Il marito chiese aiuto ai suoi ex amici nobili... ma quando ritrovano la donna era troppo tardi. Lucilla era arrivata ormai allo stremo di una depressione che la stava divorando giorno dopo giorno, sopratutto per aver in qualche modo costretto, con il suo amore, il suo adorato Adolfo ad una vita povera... con quella sua enorme pena nel cuore si era suicidata. Il suo cadavere venne ritrovato nel lago antistante la tenuta di Rimavalle.
Elsa era distrutta, solamente qualche ora prima ballava al ricevimento tra le braccia di Filippo, toccando il cielo con un dito dalla felicità e ora si sentiva morire dal dolore... sentiva che forse quelle barriere, così assurde ma così reali, forse non sarebbero mai state superate... e il suicidio della sua cara amica ne era la prova schiacciante.
Il funerale di Lucilla fu straziante, secondo le tradizioni cattoliche di quel tempo una suicida come lei non aveva nessun diritto ad una cerimonia regolare, tuttavia Elsa ottenne dal prete di Rimavalle, don Tonino, che dicesse una preghiera per la sfortunata amica. Alla cerimonia partecipò anche Filippo affranto per le sorti del suo amico dottore e per il dolore che vedeva in Elsa, la quale, vista la situazione, poco dopo la cerimonia funebre gli rivelò di non essere nobile... la reazione di Filippo fu a dir poco furibonda. In preda a una rabbia incontenibile le diede uno schiaffo in pieno viso e la minacciò dicendole che poiché lei lo aveva offeso agli occhi degli altri nobili avrebbe pagato caro quell'affronto.
Intanto le fila dei nobili dissidenti si allargavano sempre di più. Il duca Osvaldo si era messo a capo di un gruppo denominato "I figli della notte", che dichiarava senza mezzi termini e all'umanità... "morte al consigliere del re", per altro il loro fine era quello di riuscire un giorno anche a eliminare il re. Lo stesso duca Osvaldo era seriamente preoccupato che il prezioso documento con i nomi dei cospiratori fosse sparito, dato che tra quei nomi c'era anche il suo, finendo in chissà quali mani... ma la sua perfida amante, la marchesa Ludovica, malvagia e scaltra com'era, intuì ben presto che il misterioso cavaliere scampato all'agguato e intravisto dai sicari mentre scappava con la lettera poteva, con tutta probabilità, essere il conte Filippo, che proprio nel giorno della morte del malcapitato messaggero stava facendo ritorno a casa dalla Francia.
Infatti il conte Filippo aveva incontrato l'amico con la preziosa missiva proprio sulla via del suo ritorno a casa, e aveva così deciso di accompagnarlo scortandolo fino a destinazione, poi purtroppo le cose andarono come andarono e la peggio toccò al suo amico che era proprio la persona presa di mira dai sicari del duca Osvaldo... anche se forse, per avere quel documento , non avrebbero probabilmente esitato ad uccidere anche il conte.
Comunque nella tenuta di Rimavalle Filippo era sempre più ossessionato da Elsa. Confondendo la rabbia per la bugia di lei con il suo inconsapevole amore per la ragazza la seguiva ovunque e la spiava, la faceva pedinare ma poi la trattava in modo alquanto inequivoco e sempre più grave. Quel suo orribile atteggiamento non sfuggì a sua madre, la contessa Adele, che cercò in tutti i modi, per quanto le fu possibile,data l'età e la salute, di proteggere dalla furia del figlio la sua amata damigella.
Una notte, dopo un'intera giornata di bagordi trascorsa in una locanda in compagnia di un vecchio amico d'infanzia, il conte Filippo fece visita a Elsa dentro alla sua stanza... completamente ubriaco le si avvicinò e incominciò a baciarla con forza e anche piuttosto violentemente... la ragazza intuì che era intenzionato ad usarle violenza in caso di un suo rifiuto... lei comunque riuscì a difendersi e mordendolo sulle labbra miracolosamente riuscì anche ad allontanarlo dalla stanza e finalmente a chiudere la porta con due mandate...ma la notte era ormai andata, non riuscì più a riposare e forse se ne era andata per sempre anche la possibilità di un loro futuro rapporto.
Ma il conte Filippo aveva tutta l'aria di non voler per nulla demordere... doveva averla e a tutti i costi.
Qualche giorno dopo Elsa si trovava in gita a cavallo e venne improvvisamente colta da un fortissimo temporale, lampi e tuoni così inaspettati fecero imbizzarrire non poco il suo cavallo che impaurito, involontariamente la scaraventò a terra. Fortunatamente la giovane non si fece nulla di grave, solo un gran spavento e qualche lieve contusione. Fu comunque soccorsa dal conte Filippo che come al solito la stava seguendo, la portò in un capanno nel bosco situato un po' fuori dalla tenuta, la medicò e le diede degli abiti asciutti e poi accese il fuoco, e fu proprio lì davanti al camino che Elsa cedette finalmente al fascino del suo amato con un bacio prolungato e appassionato che la giovane avrebbe voluto non finisse mai. Dopo quel momento, al contrario di ogni previsione, però, Elsa improvvisamente e inaspettatamente scappò... aveva avuto paura e timore che quell'affascinante uomo che pochi istanti prima l'aveva così dolcemente e calorosamente baciata potesse, in qualche modo, tornare ad essere l'essere brutalmente molesto che qualche sera prima aveva tentato di farle violenza. Tuttavia l'episodio non suscitò rabbia in Filippo che... da sobrio... comprese il comportamento di Elsa... (continua)

 
 

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