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Elsa e Filippo di Rimavalle (parte terza) - Ornella Bianchini

 
 

I miniracconti di Ornella Bianchini: Elsa e Filippo di Rimavalle (parte terza)

 
Ornella Bianchini

ID Autore: 2183
ID Testo: 7173

Testo online da domenica 20 gennaio 2013

Ultima modifica del domenica 20 gennaio 2013
Scritto nel 2013

 

Elsa e Filippo di Rimavalle (parte terza)

Nei giorni successivi Elsa decise di tornare alla tenuta di Rimavalle per ringraziare personalmente il conte Filippo che tanto si era prodigato per restituirle la libertà, ma sopratutto la vita, e per restituirgli il danaro che egli le aveva dato per renderle la prigionia meno dura. Ma oltre a tanta gratitudine in lei si intrecciavano ben altri sentimenti... infatti i suoi occhi avevano la stessa luminosa intensità di quando, per la prima volta, si incontrarono con quelli di Filippo... i suoi erano ancora gli occhi di un'innamorata.
Alla tenuta Elsa riabbracciò in lacrime la piccola Emiliana, sebbene la madre, la contessa Angelica, non fosse per nulla d'accordo di riaccogliere di nuovo la serva in casa.
In quel frangente... in quei momenti in cui Elsa era impegnata a riabbracciare anche le sue amiche della servitù, il conte Filippo decise di rivelare al suo vecchio amico conte il suo sapere sul coinvolgimento anche di lui nella congiura ai danni del nobile. L'amico gli confessò di non temere alcuna ritorsione e lo spronò a fare il suo dovere di soldato... ad arrestarlo. Ma poi improvvisamente cambiò tono e argomento consigliando al conte Filippo di far sposare Elsa con lo scudiero Anselmo e di tenerla per sé solo come amante, gli spiegò chiaramente che in quel modo avrebbe evitato di aizzarsi contro tutta la nobiltà, compresa sua sorella, che non aveva mai visto di buon occhio la giovane Elsa, più per gelosia che per un fatto di diversa classe sociale, al contrario la giovane serva, ingenuamente, aveva sempre creduto che la madre di Emiliana le fosse amica. Il conte Filippo rimase piuttosto incerto sulla proposta del suo vecchio amico, egli sapeva già molto bene, e le situazioni assurde da lui stesso create glielo avevano confermato, che dietro l'apparente insicurezza della giovane Elsa si celava una donna forte e determinata... determinata anche a non lasciarsi trascinare, nemmeno da lui, in sgradevoli situazioni.
Nel frattempo proprio in quei giorni il conte Filippo si recò dalla marchesa Ludovica, poiché credeva che il cognome presente sul documento facesse riferimento al marito della donna e non a lei... mentre invece era proprio il contrario, l'artefice del complotto era proprio lei. Con l'inganno di lei si accordarono per recarsi successivamente dal nobile in questione e consegnargli personalmente il prezioso documento.
Intanto il corteggiamento da parte del conte nei confronti della giovane Elsa si fece sempre più serrato. Dopo una passeggiata a cavallo con quest'ultima e la nipotina Emiliana Filippo regalò ad Elsa un meraviglioso abito rosso che poi lei indossò alla festa che si tenne qualche giorno dopo nella piazza di San Giacomo in Rimavalle... in quell'occasione anche il conte Filippo si recò alla festa e agli occhi di tutti invitò Elsa a ballare con lui... a quel punto lei si sentì ormai completamente e perdutamente innamorata.
Durante la festa lei e il conte furono sorpresi da quella che un tempo era stata la tata di lui, mentre appartati si baciavano appassionatamente, in quel modo praticamente tutti vennero a conoscenza di quello che tra di loro stava succedendo... qualcuno addirittura identificò in quel bacio già una vera e propria relazione, spargendo così la voce a coloro ai quali non era ancora arrivata. Con quel suo fare verso Elsa Filippo cercò di portare avanti il piano che il suo vecchio amico conte gli aveva qualche tempo prima suggerito, così senza stare troppo a pensarci decise di regalare ad Anselmo, il giovane che stava a capo delle scuderie, una vecchia masseria abbandonata, spronandolo in quel modo a dichiararsi con Elsa. E così il giovane stalliere fece, chiese a Elsa di sposarlo e di andare a vivere con lui alla masseria, una volta che la stessa fosse stata rimessa apposto; le spiegò che con alcuni lavori, che egli stesso avrebbe eseguito, si sarebbe trasformata in una casa decorosa e accogliente. La ragazza gli rispose che gli voleva molto bene e che lui per lei era più che un fratello... ma che non lo amava. Elsa era infatti convinta che il conte Filippo stesse per chiedere la sua mano, poiché aveva frainteso un dialogo avvenuto tra il conte e un amico di entrambi, essi in effetti parlavano si di un matrimonio, ma gli sposi in questione in quella loro conversazione erano lei e lo stalliere Anselmo.
Qualche giorno più tardi il conte Filippo informato dallo stesso Anselmo del rifiuto di Elsa alla sua proposta di matrimonio, andò a parlare con lei ben intenzionato a farle accettare tale richiesta; così le disse che l'amava ma che non poteva sposarla, le disse che l'amava a tal punto da essere perfino disposto a condividerla con un altro, dandole addirittura dell'egoista. Elsa troppo innamorata e ignara di quello sporco piano decise di accettare la proposta di Anselmo, quest'ultimo, anch'egli a conoscenza della passione che ormai c'era tra i due e delle intenzioni del conte, proprio a lui dichiarò a chiare lettere che non aveva nessuna intenzione di dividere la sua futura sposa con nessuno... tanto meno con lui, aggiunse anche che semmai gli fosse venuto in mente di provare solo a sfiorarla egli lo avrebbe ucciso se ce ne fosse stata la necessità.
Elsa gridandogli contro disse al conte Filippo che avrebbe sposato Anselmo e che sarebbe stata una brava moglie, fedele e rispettosa nei confronti del proprio marito, glielo gridò così forte che nella testa di Filippo quella frase fu come un tuono... lo stordì lasciandolo attonito e senza parole.
Alla vigilia delle nozze di Elsa con Anselmo il conte Filippo partì con la marchesa Ludovica alla volta della residenza del re, per incontrare proprio il suo personale consigliere contro cui era stato ordito il mortale complotto. Giunti a destinazione però si trovarono di nuovo faccia a faccia con il duca Osvaldo che, in accordo con la sua amante... la marchesa Ludovica... aveva organizzato l'incontro. Il duca ordinò al conte Filippo di consegnargli il documento e ad un'altra risposta negativa di quest'ultimo ordinò alle guardie di farlo prigioniero, ora quella lista non avrebbe dovuto di nuovo sfuggirgli o, non solo sarebbe andato in fumo il complotto contro la persona in questione, ma, una volta scoperti i nomi su quel foglio, a tutti i proprietari di essi sarebbe stata immediatamente tagliata la testa... egli compreso.
Intanto alla tenuta di Rimavalle tutto era ormai pronto per le nozze. Le donne della servitù assistettero alla vestizione di Elsa che con il suo abito bianco da sposa era davvero incantevole... se solo l'avesse vista il conte Filippo sarebbe stato lui, con un suo solito colpo di testa, a cacciare lo scudiero Anselmo dalla tenuta.
In chiesa però, e proprio davanti all'altare, successe ciò che in fondo era prevedibile; Elsa si accorse di non poter tradire il suo cuore... e disse di "no", non poteva proprio sposare Anselmo perché non era lui l'uomo di cui era innamorata. Così scappò dalla chiesa e salì a cavallo correndo via e scomparendo poi tra la boscaglia. Sua madre incredula per ciò che aveva veduto fare a sua figlia fu improvvisamente colta da malore e svenne... sua sorella e gli altri pochi invitati rimasero a dir poco attoniti, per non parlare poi dell'imbarazzo del giovane Anselmo che, in quel momento e forse per il resto della sua vita, si sentì e si sarebbe sentito per sempre, messo in ridicolo di fronte a tutti.
Nel frattempo alla residenza del re, dove anche il nobile da eliminare viveva, il conte Filippo riuscì, a sua volta, a sfuggire alle guardie che lo avevano catturato, durante la fuga però venne ferito a un fianco da un colpo di fucile; ad una prima sua occhiata la ferita sembrò essere letale, in quei terribili momenti il suo pensiero andò solo alla giovane Elsa, nella sequenza di un attimo rivide tutto ciò che aveva fatto contro di lei e tutto quello che avrebbe potuto invece fare di onesto per poterla avere e amare... come in realtà egli davvero l'amava, pensò che non l'avrebbe mai più rivista da vivo... il tempo per quei pensieri e con le ultime energie che gli rimasero riuscì, anche se maldestramente, a tuffarsi in un fiume... anche da morto avrebbe dovuto a tutti i costi sfuggire alle guardie del duca Osvaldo per poter mettere in salvo da quest'ultimo il prezioso documento, il suo dovere di soldato era prima di tutto la fedeltà alla corona.
Intanto alla tenuta di Rimavalle il clima attorno ad Elsa si faceva sempre più ostile, nessuno aveva ancora dimenticato la sua fuga dall'altare nei confronti di Anselmo, il quale decise di lasciare per sempre la tenuta per potersi rifare una vita da un'altra parte; ormai pareva essergli diventato davvero impossibile stare in quel posto, si sentiva stupido e amareggiato... quasi si vergognava per ciò che era accaduto e poi non avrebbe potuto continuare a vedere praticamente tutti i giorni Elsa, quello era ciò che lo faceva stare più male. Mentre invece la sorella di lui si sentiva carica di vendetta nei confronti di Elsa per il torto subito dal fratello, e invidiosa della strabiliante bellezza della ragazza, invidiosa e piena di rabbia a tal punto da decidere di sfregiarle il viso con un coltello, una notte mentre Elsa dormiva. L'assalto alla stessa venne in parte sedato dagli altri componenti della servitù, anche se lo sfregio era comunque ben visibile sul volto della ragazza, e quel nuovo odio nei suoi confronti sembrava davvero portare, per lei e per chi le voleva bene, ad una nuova dipartita all'interno della tenuta di Rimavalle. Anche la contessa Angelica, la sorella di Filippo, si dimostrò quasi preoccupata per il fascino, a suo dire maligno, che Elsa possedeva e che involontariamente aveva sulle altre persone... sopratutto su suo fratello.
Intanto dall'altro capo del nord d'Italia i soldati del duca Osvaldo, nonostante i loro sforzi, avevano completamente perso le tracce di Filippo, di cui anche alla tenuta non si avevano notizie già da parecchi giorni. Infatti la contessa Angelica si chiedeva dove fosse finito suo fratello, mentre invece il duca Osvaldo e la marchesa Ludovica erano sempre più convinti che il conte fosse ormai morto e che la preziosa lettera fosse andata per sempre perduta. Invece il conte Filippo, non si sa come, venne ritrovato ormai agonizzante da Colette, la giovane "strega" divenuta amica di Elsa nei giorni della sua sfortunata prigionia in carcere, anch'essa liberata dopo aver scontato la sua pena. La ragazza dopo averlo salvato da una morte certa, in parte curato dalle ferite con i suoi malefici benefici, lo riportò alla tenuta di Rimavalle. Lì la sorella Angelica fece immediatamente chiamare il dottor Adolfo, il quale apparve fin da subito seriamente preoccupato per le condizioni dell'amico; nonostante la giovane Colette l'avesse miracolosamente ritrovato in tempo, nonostante gli avesse prestato soccorso e l'avesse curato, non si sa come, più che ottimamente, rimaneva comunque gravissima la ferita d'arma da fuoco sul fianco... quello era stato un colpo mortale e il dottor Adolfo, stupendosi, non capiva come l'amico, sia pur fortunatamente, potesse essere ancora vivo.
Durante quella sua prima notte di nuovo a casa il conte Filippo, assalito da una febbre altissima, vaneggiò parecchio, e in quel suo delirio notturno implorò più volte di voler vedere Elsa, che poche ore dopo venne condotta al suo capezzale. Filippo in un momento di lucidità, dovuto forse ad un abbassamento della febbre, le chiese di nascondere il documento in un posto sicuro, cosa che la giovane fece subito inserendolo perfettamente nella rilegatura di un libro... arte quella che lei aveva imparato dal padre prematuramente scomparso... libro che nascose in una delle librerie nella biblioteca di famiglia, che lei conosceva ormai come le sue mani.
Assistito da Elsa amorevolmente e con estrema devozione il conte Filippo migliorò di giorno in giorno, si rimise presto in piedi e dopo qualche tempo guarì definitivamente. Fu a quel punto, certa che le sue condizioni fisiche fossero quasi perfette, che la giovane gli rivelò di non essersi poi sposata con Anselmo, dato che non era lui l'uomo che ella amava, Filippo prontamente le rispose rivelandole di essere sopravvissuto solo grazie al pensiero di lei, ai sentimenti e all'amore che egli aveva compreso avere nei suoi confronti.
Quel lungo periodo a stretto contatto con la morte forse lo aveva fatto ravvedere sul suo comportamento verso Elsa e, perché no, anche verso la sua vita in generale... forse... chissà...
Sta di fatto che in uno di quei giorni i due giovani, durante una passeggiata negli splendidi giardini della tenuta, quasi improvvisamente e, anche per loro, quasi inaspettatamente... si baciarono, bacio che avrebbe potuto essere lungo e appassionato se non fosse stato prontamente interrotto dalla sorella di lui, la contessa Angelica, che si era intromessa in quel dolce momento proprio con lo scopo di interromperli.
Neanche fosse stata una cosa pensata e studiata da quelle malvagie menti, proprio in quegli istanti fece la sua comparsa alla tenuta anche la perfida marchesa Ludovica, recatasi lì per far visita al conte Filippo, il quale non avendo nessuna voglia di rivederla delegò la compagnia della marchesa a sua sorella Angelica. Proprio da quest'ultima Ludovica venne a sapere che il conte pareva essere seriamente innamorato di una serva, la contessa per quella volta non fece nomi ma la marchesa scaltra com'era aveva già capito che probabilmente si trattava di Elsa. Alla notizia parve non scomporsi più di tanto, ma in realtà era solo finzione... e quella volta anche mal interpretata, poiché dai suoi occhi trasparivano una forte invidia e una malvagia gelosia.
Intanto ad una delle riunioni dei "figli della notte" indetta da coloro che cospiravano maledettamente verso l'alta carica nobiliare, e con a capo il duca Osvaldo, si discusse in maniera definitiva come eliminare il consigliere del re. A quella riunione aveva partecipato anche uno degli amici del conte Filippo, il conte Giuliano, convocato proprio dal duca Osvaldo con lo scopo di farlo entrare nella setta e metterlo così contro l'amico, ma egli rispose in maniera chiara e risoluta che non aveva nessuna intenzione di frequentare quel tipo di persone... sopratutto gente che era seriamente intenzionata a far fuori qualcuno di così onestamente importante e a cospirare contro i suoi amici... (continua)

 
 

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