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Lupo solitario - Giampiero Iezzi

 
 

I miniracconti di Giampiero Iezzi: Lupo solitario

 
Giampiero Iezzi

ID Autore: 2282
ID Testo: 7006

Testo online da domenica 23 dicembre 2012

Ultima modifica del domenica 23 dicembre 2012
Scritto nel 2012

 

Lupo solitario

Che mi venisse un accidente ma dove siamo anima mia, con la vita si và a oriente o a occidente. ...per sapere che sapore ha! Il volto mio con lo sguardo rugato dall'età, vola estiva in cielo cerca tra i paesaggi senza fortuna la sua voglia di vivere guarda avanti il suo futuro con idee nuove a mente fresca. Non sei tu il perdente, Giampiero per un corpo snaturato che non và... devo scrivere, per avere della salute? La letterina per il Natale! Come non ho fatto mai da bambino ti chiedo caro Babbo Natale se reputi che è preclusa la mia vita con l'anima reclusa, di farmi sopravvivere nel corpo disabile dove io con dovere combatterò sempre per i diritti di chi ha una incurabile patologia che, non accettando se stesso si deprime, e la sua sincerità nella solitudine comprimendo il cuore del suo male muore... Sono così, Signore i molti nati disgraziati nel fisico dalla natura sopravvivono condividendo l'altrui invalidità, nella comunità. Lì, trovano la forza con coraggio per sostenere la disabilità. Io grave nel pianto ottuso nel cuore caparbio per una vita nata sana, provato son d'interior eroso accetto d'esser solo a sopportar me stesso lupo solitario sensibile di normalità non vedo con occhi depressi altra cenere su un fuoco spento. Piegato dalla mia pena su pena ancor piagato con diffuse emozioni dolorose non accetto alcuna pietà sulla mia disperazione avuta per un male immeritato, io orgoglioso insofferente già della mia sofferenza ne morirei per il troppo sudiciume che porta il dolore non sempre va bene per il mio male che non si consola, va peggio! Nella quiete trovo il mio mondo per sopravvivere... Sogno. Ooh Dio voglio il tuo paradiso levigato dove bella d'amore intelligente che vive nel giardino tutto l'anno fiorita di dolcezza di mio c'è lei, per dare la vita come il miele delle api scelta non recisa da altri, colta da me in quel florilegio di fiori gustosi di aggettivi più belli grazie alla sua innata femminilità.

 
 

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