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Souvenir d'Italie - Marcello Comitini

 
 

Le poesie di Marcello Comitini: Souvenir d'Italie

 
Marcello Comitini

ID Autore: 2130
ID Testo: 4224

Testo online da lunedì 7 giugno 2010
Ultima modifica del lunedì 7 giugno 2010
Scritto nel 2010

 

Souvenir d'Italie

Illumina la piazza una radente luce
nell'ora del crepuscolo strozzata
tra gli spigoli ombrosi di case e cieche arcate.
Dietro le inviolabili persiane di finestre murate
vivono in stanze silenziose e oscure
i costruttori di dedali mortali
che le memorie hanno imprigionato
dentro la fredda volontà di non rinascere.
Dove s'apre la piazza verso l'orizzonte
- svela stente colline di terra inaridita
e malfidi crinali di Olimpi inabitati -
ombre, spiccate dal Poeta e dal Filosofo,
si allungano sospinte dal tramonto
e sottovoce narrano di demoni e di miti:
conoscono la morte e tra la veglia e il sogno
consegnano al destino misteriosi segni.
Al centro della piazza giace adagiata
la statua della dea che la fronte ha poggiato
pensosa sulla mano.
Nel suo sguardo velato è la tua storia, Arianna,
è nell'attesa muta che t'avvolge
la veste opaca della malinconia.
Oh, non avesse il diadema illuminato
il ritorno a Teseo, non l'avesse quel filo
ricondotto alle tue braccia!
L'ombra inattesa ai piedi della statua è inquieta
e con dolcezza rimira il tuo abbandono:
piace al dio guardarti e renderti immortale
nell'immensa luce di un tramonto eterno.

Commento al testo dell'autore Marcello Comitini:

De Chirico dipinge nel 1912 la "Solitude" (Melanconia) e nel 1919 un quadro dal titolo "Souvenir d'Italie". Le due opere, dall'aspetto assai simile fra loro, raffigurano una piazza, racchiusa fra edifici con portici, al cui centro si erge la statua di una donna adagiata e pensosa. In fondo, sulla sinistra, la piazza si apre sulla campagna circostante e inquadra due misteriose figure (che ho immaginato fossero quelle del Poeta e del Filosofo) che, per via del tramonto, allungano sul terreno le proprie ombre. Ai piedi della statua, seminascosta da una colonna del portico, un'ombra nasce dal nulla.
L'aspetto metafisico che caratterizza i quadri, ha caricato la mia fantasia per la capacità che la loro struttura pittorica ha di infrangere, in un gioco sorprendente di luci e di prospettive, le sbarre che imprigionano la libertà immaginativa. E c'è anche nei quadri il richiamo alla perduta identità dell'uomo moderno (i costruttori di dedali mortali) che, dimenticati i miti, o peggio gli eroi che costituiscono i pilastri di ogni umano vivere, vaga immobile alla ricerca di simboli caduchi.
Ancora due parole sul significato degli ultimi versi della poesia.
Pare che Arianna aiutò Teseo a uscire incolume dal labirinto con due stratagemmi, a seconda del mito narrante: donandogli il diadema luminoso che Teseo indossò per uscire dal labirinto e il più famoso filo che, dipanato aiutò Teseo a ritrovare la strada del ritorno.

 

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