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Anna Frank e Peter Schiff - Aldo Fiorenza

 

Le poesie di Aldo Fiorenza: Anna Frank e Peter Schiff

 
Aldo Fiorenza

ID Autore: 1959
ID Testo: 1298

Testo online da giovedì 5 giugno 2008
Ultima modifica del giovedì 5 giugno 2008
Scritto nel 2008

 

Anna Frank e Peter Schiff

Il Paradiso, che non c'è, in terra,
è un sogno da neonati
che non la conoscono ancora, la terra.
Io, piccola adulta, col cuore di neonato,
ho sognato la terra che non conoscevo.
Ma non feci in tempo a diventarlo...
grande, una vera adulta
in un sogno chiamato Terzo Reich.
Il Paradiso, però, l'ho sognato davvero lassù,
in terra.
Da bambina undicenne...
Peter, 14 anni compiuti,
fu la fetta più ghiotta di quel paradiso...
(un altro boccone prelibato per il Reich antiebraico).
Era nato in Germania come me.
Fuggito dalla Germania come la mia famiglia.
La nuova patria fu l'Olanda,
Amsterdam la residenza...provvisoria...
Poi Bergen Belsen, la residenza definitiva!
Peter non lo persi di vista neanche nella nuova patria,
almeno per un po' di tempo.
Avrei rifiutato qualunque paradiso del mondo
senza di lui.
Lui era molto più di me...era tutto me più lui.
E lui me e io lui,
ci sentivamo padroni del sentimento dell'altro.
Sentivamo, insomma,di appartenerci
come la preziosa penna
con cui lo descrissi minuziosamente
nel mio diario.
Nessuna cosa ho mai posseduta davvero
più del nostro stare insieme:
neanche una briciola di respiro
fuori dal nostro universo.
"Un bacio, Peter, per favore..."
"Ma se hai solo undici anni...", protestava
"Ma è un bacio per dopo...", gli ribattevo.
"Dopo quando?..."
"Quando saremo più grandi. Logico. Promesso?".
"Promesso!"
Una promessa, si sa, è una promessa,
più inviolabile dello stesso amore nascente.
Tu senti che, a ogni istante, ti accompagna
col suo respiro di vita nascosto.
Non lo vidi mai più, si direbbe,
ora che sono finita a Bergen Belsen.
Il nostro viaggio nelle strettoie
più dolci del cuore
è rimasto incompiuto.
Ma lui...e tutta me con lui
siamo immortali nel mio diario.
"Ti ricordi Peter..."
"Lo ricordo, Anne, eccome!".
Il Terzo Reich finì sconfitto
dalla nostra promessa.
Grazie, signor archeologo della memoria...
grazie alla foto che me lo ridà vivo
il mio Peter...
l'angelo che rincorro anche quaggiù...
Grazie mille davvero.
Credevo di non rivederlo più.

Commento al testo dell'autore Aldo Fiorenza:

Anne conobbe Peter (non quello del diario...badate bene) ad Amsterdam. Le loro famiglie erano fuggite dalla Germania, lui da Berlino, lei da Francoforte sul Meno. Peter Schiff era nato nel 1926 e aveva 3 anni + di Anne. Aveva compiuto 14 anni quando s'incontrarono, in quell'estate del 1940. La cotta durò solo quell'estate; poi il ragazzino si trasferì altrove e si rividero un sola volta, di sfuggita, nel 1942, davanti a una libreria, si salutaroo appena con la mano poi lui proseguì con i suoi amici. Anne lasciò scritto - nel diario - che se ne innamorò perdutamente.

 

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