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La' dove la storia corre a fianco dei bersaglieri della coscienza. - Fabio Squeo

 
 

I miniracconti di Fabio Squeo: La' dove la storia corre a fianco dei bersaglieri della coscienza.

 
Fabio Squeo

ID Autore: 2267
ID Testo: 8141

Testo online da martedì 8 settembre 2015

Ultima modifica del martedì 8 settembre 2015
Scritto nel 2015

 

La' dove la storia corre a fianco dei bersaglieri della coscienza.

In onore alla SS. Madonna del Buon Cammino, la città di Altamura ha celebrato la presenza dei suoi bersaglieri. Un corteo, un raduno, tanti volti segnati dalla storia, nondimeno, da un passato che non vuole/può essere dimenticato. Il raduno ha visto la partecipazione di numerosi bersaglieri e autorità militari provenienti da tutta la Puglia e dalle regioni limitrofe. L'evento, porta in sé il suggello della memoria ai caduti durante il periodo del primo conflitto mondiale, il quale, ha visto coinvolte le principali potenze mondiali. Il conflitto ebbe inizio il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell'Impero austro-ungarico al Regno di Serbia in seguito all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo - Este, avvenuto il 28 giugno 1914 a Sarajevo, e si concluse oltre quattro anni dopo, l'11 novembre 1918. Con ciò, vien fuori lo spirito della storia, il quale, urla contro le pretese della contemporaneità, in nome del suo riscatto meta-storico, del suo senso autentico e onnipresente. Il passato, così, non pare appiattito, ma pre-tende di esistere per essere tramandato e difeso nel presente. A tale proposito, la memoria storica, fondamentalmente, acquisisce un significato e un valore ulteriore: dice di un tempo che non soltanto non (c')è più, ma di un tempo passato, di cui l'uomo non può farne a meno. Esso è inscindibile alla coscienza del presente. Il passato pur non essendo più, può essere, tuttavia, recuperato, "essendolo", cioè, a patto che venga, appunto, celebrato, "ricordato" , raccontato e ripensato in quanto presente passato. La filosofia, dunque, deve volgersi al passato, poiché solo con lo sguardo rivolto al passato è possibile comprendere il presente: c'è infatti uno stretto legame tra le due dimensioni temporali; esse sono connesse dalla necessità che determina il divenire storico. Questo è il duplice volto della memoria. Se da un lato, esso, ti volge all'indietro, dall'altro ti consente di guardare avanti con occhi giudiziosi. Il passato, ad avviso del grande filosofo francese Henri Bergson (Parigi, 1859 – ivi, 1941), ci segue, tutt'intero, in ogni momento della nostra vita. Ciò che abbiamo sentito, percepito, pensato, è là, chino sul presente, perpetuo e incalzante alla porta della coscienza.

 
 

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