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50 anni di vita... i miei - Ornella Bianchini

 
 

I miniracconti di Ornella Bianchini: 50 anni di vita... i miei

 
Ornella Bianchini

ID Autore: 2183
ID Testo: 8123

Testo online da sabato 20 giugno 2015

Ultima modifica del sabato 20 giugno 2015
Scritto nel 2015

 

50 anni di vita... i miei

Per essere precisa sono più o meno diciotto mila duecento sessanta giorni, ma il tempo, volendolo generalizzare, si sa non ha mai una reale consistenza, quello di ognuno di noi prende corpo con la nostra stessa vita. Esso non ha un colore ben definito e nemmeno un odore preciso, sempre volendolo generalizzare, siamo noi a dipingerlo con determinati colori e a dargli un determinato profumo, e lo facciamo quasi involontariamente attraverso le nostre esperienze, attraverso il nostro modo di vivere... attraverso ciò che decidiamo di essere... ed è quello che ho cercato di fare anch'io in questo "mezzo secolo" di tempo che fin'ora ho avuto a disposizione, ovvero dare ad esso dei colori ben definiti e forti che non sbiadiscano, ma nello stesso tempo che possano essere delicati per me stessa e per le persone che mi stanno intorno, e dei profumi che rimangano nel tempo... quello di oggi e quello di domani.
Il nostro tempo è come un tessuto che, attraverso il nostro vivere, ogni giorno andiamo ad indossare, un tessuto che però lentamente, quasi senza che ce ne accorgiamo, si estende... si espande oltre noi, viaggiando tra i numerosi incroci della vita, intrecciandosi e a volte impigliandosi tra miriadi di altri fili, di altri tessuti, che non sono altro che le persone con cui ogni giorno ci relazioniamo, le persone che come noi popolano il nostro e il loro tempo... miriadi di sguardi che ci incontrano, che incontriamo e che si scontrano, e di me e di loro migliaia di parole che fluttuano e poi si perdono nell'aria, frasi, a volte confidenze che rimangono tali o vanno poi a finire per viaggiare di favella in favella trasportate dal vento di questo nostro vivere.
Quindi posso permettermi di dire che ogni essere umano è il tessuto della propria vita e del suo stesso tempo, e che quasi fin dalla sua nascita inizia subito, sempre involontariamente, ad intrecciare vita e tempo con gli altri.
Questo mio tempo ha avuto ed ha tuttora certamente un posto importante in questo grande spazio che è il mondo, come quello di ogni essere, non solo umano, ma bensì di ogni essere vivente, io sono un filo che cerca di tendersi sempre verso gli altri fili, che li avvicina e a volte purtroppo li allontana o li respinge, che a volte li sostiene e a volte non ci riesce, a tratti riesco ad arrotolare bene il filo sul mio gomitolo, riesco a stendere bene la mia tela e ad indossare bene il mio vivere, ma a volte però incasino tutto e perdo parte del mio prezioso tempo... voltandomi indietro posso vedere che quel tempo che ho perso fin'ora non è stato poco e mi rammarico di ciò poiché so bene che indietro non può tornare e non è più possibile rimediare a ciò che si è sbagliato, o fare quello che non si è fatto in passato per un motivo o per un altro... così io cerco e mi impegno per non... ma poi molto spesso senza volerlo di nuovo intreccio maldestramente i miei fili con quelli degli altri, prendo gli incroci sbagliati e... di nuovo ricomincio.
In questo mio tempo capita a volte, quando faccio la cosa giusta e prendo tutto per bene, di riuscire a tenere vicino a me e insieme tra di loro le persone a me più care con una forza e una volontà tali che io stessa non riconosco come mie qualità, dato che quelle che ho sono così rare, forza e volontà che probabilmente mi derivano dal vivere che in quel preciso momento indosso... ovvero il tempo che in quell'istante sto vivendo, credo così possa essere la saggezza dell'età ma la volta dopo sono mio malgrado costretta a ricredermi.
A volte mi chiedo quanti volti ho visto, quanti ne ho veramente incontrati in questi anni che così velocemente sono trascorsi, quelli conosciuti e quanti sconosciuti, ma quanti dei tanti mi ricordo, e quanti si ricorderanno del mio volto... domande che di certo non troveranno risposte ne chiare, ne certe. Il tempo che viviamo dà comunque un'impronta ad ogni volto, che rimane sicuramente impresso negli altri... va però riposto in un letargo perenne in spazi di noi dove il ricordo stesso non riesce ad arrivare. Tutto ciò che ci circonda e tutto quello che i nostri occhi vedono, ciò che realmente guardano, quello che non vogliamo vedere o non sentire, e tutti gli esseri umani e viventi che ci camminano accanto e ci ruotano intorno, essi sono il nostro tempo e noi siamo il loro... perciò il tempo che abbiamo vissuto, quello che viviamo nel presente e quello che vivremo nel futuro, esso è la nostra casa e la nostra famiglia.
Questi miei anni, passati e presenti, sono stati e lo sono tutt'ora la mia guida, oserei quasi dire il pastore che ha percorso con me il mio tempo. Devo riconoscere a questo mio pastore l'immensa fatica nel condurmi, poiché io sono il più delle volte come un intero gregge spesso ricalcitrante, riconosco alla mia guida anche il fardello di ricomporre con me i tanti dissidi che lungo il cammino mi minacciano, il mio tempo mi aiuta a guardare sempre avanti, anche se verso una meta che... non so nemmeno io qual'è, ma che comunque a momenti mi appare irraggiungibile, chi mi sta più vicino sa bene quanto questo sia faticoso e difficile... e chi mi sta più vicino è sempre la mia guida, il mio pastore, che non sono altro che il mio prezioso tempo, così pieno si saggezza nel consigliarmi e nel correggermi quando sbaglio, nel ricompormi quando da sola mi faccio a pezzetti, e di pazienza nel sopportarmi quando davvero divento insopportabile e insostenibile perfino per me, così pieno anche di un forza d'animo che nemmeno io che un'anima la posseggo ho, poiché dopo tutto questo tempo ancora mi tiene con sé... e sinceramente spero lo faccia ancora a lungo. Lo ringrazio per la sua dedizione forte verso entrambi, e per avermi creduta e sostenuta in questo viaggio che ancora sto percorrendo, e anche per aver costruito con me questi anni, ampi e ricchi di tanto e di tutto, di poco e di niente, spogli e fioriti di tutto ciò che la vita stessa offre... dunque grazie al mio tempo che ancora vive con me.
In 50 anni di vita si possono realizzare molte cose, materiali o morali, e perché no anche di fantasia, solo sognate... solo pensate o per mancanza di mezzi mai realmente concretizzate. Potendo si può costruire una fortuna o addirittura un impero, da godere nel presente e da lasciare poi in eredità a coloro che rimangono, di solito questi ultimi sono i figli... ma ai giorni nostri questa è un'impresa ormai molto rara se non impossibile, almeno per noi... gente comune. Io, ad esempio, già da parecchio tempo ho lasciato perdere tutto ciò che di materiale va oltre l'indispensabile, una grande casa... fortune... imperi e stupidaggini varie, riuscendo così a puntare praticamente quasi tutto sul morale, da cui molto spesso, tranne in casi rari, si può poi ricevere cento volte tanto e avere, e lasciare, un'eredità molto più cospicua... economicamente non parlando.
Come per tutti anche per me è stato che... il tempo all'inizio mi ha chiamata, con il suo "seguimi", senza dirmi nulla e senza farmi promesse, con un gesto semplice ma molto impegnativo, mollando così il suo tempo che fino a quel momento aveva regalato a qualcun altro, per passarlo a me, ed io fino ad ora ho camminato lungo le strade che esso mi ha posto davanti, e sono arrivata fino a qui... a festeggiare questo mio mezzo secolo di vita. Ogni giorno mi sembra di essere alle prime armi, ma anche ogni giorno in più che mi regala, comunque vada la giornata, è sempre una felice circostanza.
Comunque io che sono "gente comune" ringrazio questo mio tempo per avermi donato sé stesso fino ad ora... un giorno che sembra, e che in realtà è, ormai così lontano da me, io ero una bimba piccina ai piedi del mondo, ai suoi piedi, ed esso ha saputo e ha voluto regalarsi a me, come un padre e una madre che regalano ai figli sé stessi completamente. Il tempo è padre e madre di miriadi di persone, di tutti, e tutti indistintamente sono suoi figli, e tali rimangono anche dopo la morte... nell'altra parte che esso ha di sé stesso.
Vivere questi 50 anni per me non ha significato lasciarmi scorrere, lasciarmi trascinare dal mio tempo, ma viverne la profondità e celebrare con esso ogni mio e suo giorno a me regalato. Dal canto mio io gli assicuro tutta la mia riconoscenza e l'onore per tutto ciò che fino ad oggi mi ha gentilmente e gratuitamente donato.
Il tempo mi ha portata qui con lui così che oggi potessi celebrare questi miei tanti giorni vissuti, e per trovare ancor più motivo di speranza per altri giorni nuovi che esso vorrà regalarmi, così da prolungare di più il mio cammino qui.
Non dico bugie e non svelo segreti nel dire di avere più volte, in questi ultimissimi tempi, fissato lo sguardo nel vuoto con la perplessità del futuro, o di avere, anche se per pochi momenti, camminato avanti e indietro nella stessa stanza domandandomi quanto di quel futuro... quanti domani avrei avuto ancora davanti... con il tempo che passa tale pensiero dubito sia di pochi, io comunque conto sempre sull'aiuto e sulla benevolenza del mio tempo. Desidererei ancora parecchi di questi miei giorni, nonostante le tempeste che di continuo ondeggiano pesantemente su questa barca chiamata "terra", su questo complicatissimo ma nello stesso tempo meraviglioso posto chiamato "mondo", tra questa immensa e infinita moltitudine di gente... le nostre società, straordinarie e pazze allo stesso modo... e se potrò godere ancora di altri giorni avrò così modo di definire quelli passati, non solo "giorni del passato" ma li potrò poi, avanti nel mio tempo, chiamare scherzosamente ma realmente così... "i miei giorni antichi".

 
 

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