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Bukowski si leggeva Dostoevskij - Emi Giuffrida

 
 

Le poesie di Emi Giuffrida: Bukowski si leggeva Dostoevskij

 
Emi Giuffrida

ID Autore: 2284
ID Testo: 7895

Testo online da giovedì 12 giugno 2014
Ultima modifica del giovedì 12 giugno 2014
Scritto nel 2014

 

Bukowski si leggeva Dostoevskij

Bukowski si leggeva Dostoevskij
con una torcia sotto le coperte
nascosto dai rimproveri di un padre
padrone che si fece odiare a morte.

Mandava giù sorsate di rimbrotti
col vino rovesciando la sua immane
tristezza e per bruciare giorni e notti
si dava alla scrittura con passione.

"sapere cos' è il fango, un ospedale,
il carcere, la fame per diversi
giorni, m'hanno insegnato a lasciar fuori
stronzate quando butto giù i miei versi".

Bukowski si leggeva Dostoevskij, ed era alla ricerca di qualcosa
di più, "qualsiasi cosa" purché fosse lontana da finzioni e false mosse.

"se sono questi qui i nostri creativi",
diceva, "preferisco un incidente
sull'autostrada, un peto d'elefante,
qualunque cosa è meglio al loro niente".

Commento al testo dell'autore Emi Giuffrida:

"Ora sono stufo di scrivere sui poeti. Voglio però aggiungere che vivendo come poeti invece che come qualsiasi altra cosa, fanno male a se stessi. Io ho fatto lavori umili fino ai cinquant'anni. Ero sempre fra la gente. Non ho mai detto di essere un poeta. Non sto dicendo che lavorare tutta la vita sia una gran cosa. Spesso devi lottare per tenerti un lavoro schifoso perchè dietro di te, pronte a prendere lo stesso lavoro, ci sono altre venticinque persone. Certo, non ha senso, certo, ti schiaccia. Ma penso che quello schifo mi abbia insegnato a lasciar fuori le stronzate quando poi scrivevo. Penso che di tanto in tanto devi mettere la faccia nel fango, penso che devi sapere che cos'è un carcere, un ospedale. Penso che devi sapere cosa vuol dire stare senza mangiare per quattro o cinque giorni. Penso che vivere con donne pazze faccia bene alla spina dorsale. Penso che dopo essere stato nella morsa puoi scrivere con gioia e con sollievo. Lo dico soltanto perchè tutti i poeti che ho conosciuto erano molli meduse, parassiti. Non hanno niente da scrivere tranne il loro languido egoismo.
Si, me ne sto alla larga dai POETI. Mi biasimate?"

- Charles Bukowski -

 

I Commenti dei lettori alla poesia di Emi Giuffrida: Bukowski si leggeva Dostoevskij

Francesco Baracchi

ID Autore: 2190

Francesco Baracchi
Data commento: lunedì 30 giugno 2014 - Provincia: Varese - ID: 1736

Bella, diretta, viva.
Si, mi è piaciuta. È un buon omaggio a Bukowski.

Ciao.

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