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D'un frutto nuovo - Giampiero Iezzi

 
 

I miniracconti di Giampiero Iezzi: D'un frutto nuovo

 
Giampiero Iezzi

ID Autore: 2282
ID Testo: 7299

Testo online da giovedì 7 febbraio 2013

Ultima modifica del giovedì 7 febbraio 2013
Scritto nel 2013

 

D'un frutto nuovo

Sì! Ci sono ma, non guardarmi così... Lo sai, non c'è! in quel corpo la vita da un tempo che fu non c'è più lì, l'anima mia. Della vita, il fantasma d'un Volto Santo resto, in un panno bianco l'immagine opale riflessa che vedi custodita a Manoppello, ex voto, io sono uno straccio spartito ch'ascolti nella mente. In me riconosci la voce amica che si distingue perché mai e poi mai la puoi dimenticare tra le tante sottovoce nel cervello bisbigliate, all'orecchio riecheggiano nel silenzio dall'al di là. Un alito di vento, un soffio del Belfagor, un profumo che scuote e, lieve esce dalla bara d'escrementi sfregati dal passato, la fredda realtà dal ricordo fuoriesce ancora vivo... che vuole vivere. Giampiero tu sei rammentato tal quel tale che si materializza con la lampada di Aladino. Nooh Gesù oggi non ho voglia di pensar d'uscire neanche con il mio acclarato futuro lasciato in poesia, son cane sempre resto ignobile, per il bastardo che non va mai in letargo. Sopportarlo con il domani immobile è una impresa per il tempo inesorabile ch'avanza per chiudere i fatti nel cerchio della vita. Ahimè, non torna sui suoi passi per rivedere in una nuova luce il mio passato nascosto nei fumi della cronica malinconia. Non perché, non c'è più lei per me? Ooh Dio, son preoccupato... perché qui , non ci sono più io! Mistero? Son forse morto a misticar nel cielo guardando le oziose stelle che preparano con i pianeti la mia personalità e, il destino, con l'oroscopo il mio astrale futuro sto qui in terra d'emozioni sazio a patir per te... ancora! A grattar il cielo... aspetto. Se son vivo dimmelo! In quale dimensione sono a quale piano del grattacielo c'è la banda larga per chattare con chi mi cerca... Appunto! Chi è che mi cerca se non mi vuole nessuno. Se son vivo o morto vorrei sapere di più io timido psicologico, quando volo da te Signore, son aeronautico con l'anima protesa meteo piangente nel frangente di vita vissuta neurologica. Lascio a lei il mio amor è l'albero con le radici ramate vicino alla pianta di lei sono i fiori che odorano l'aria nella brezza circostante è tra i pori la corolla dei petali intrisa della sua dolce femminilità. L'amor è in ogni ramo innestata per varietà diversa ogni volta ci gratifica d'amor entrambi da quando l'anima d'ognun nel cuore come una regina coccolata vive nel fermento della vita, d'un frutto nuovo.

 
 

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