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Elsa e Filippo di Rimavalle (parte quarta) - Ornella Bianchini

 
 

I miniracconti di Ornella Bianchini: Elsa e Filippo di Rimavalle (parte quarta)

 
Ornella Bianchini

ID Autore: 2183
ID Testo: 7172

Testo online da domenica 20 gennaio 2013

Ultima modifica del domenica 20 gennaio 2013
Scritto nel 2013

 

Elsa e Filippo di Rimavalle (parte quarta)

Il conte Giuliano in quel periodo aveva anche altri pensieri per la testa poiché era seriamente intenzionato a chiedere la mano della duchessa Cecilia. Quando però ne parlò al padre della ragazza questo gli rispose che ci avrebbe pensato; non capendo quella quasi negazione la reazione dell'uomo non fu delle migliori, si comportò proprio come non avrebbe dovuto, ne voluto... ma ormai il danno era stato fatto e l'offesa nei confronti del duca era stata irrimediabilmente recata. Il conte Giuliano non poteva certo immaginare che le reticenze del duca fossero in gran parte dovute alla perdita di quasi tutte le proprietà di famiglia; quest'ultimo si trovava ormai sul lastrico, tra donne e giochi d'azzardo aveva sperperato tutto... e tutto all'insaputa delle figlie, sarebbero state loro a pagarne il prezzo più alto poiché, spoglie di ogni loro avere, non avrebbero più potuto aspirare ad un matrimonio con un nobile... in quel modo la loro vita sarebbe stata per sempre segnata dalla vergogna, dall'odio verso il padre e sopratutto dalla povertà... cosa a cui non si sarebbero mai potute abituare, ricche com'erano state fino ad allora. La povera madre mancata di grave malattia qualche anno prima si sarebbe sicuramente rivoltata nella tomba se avesse potuto vedere le sporche scorribande del vedovo marito.
Alcuni giorni dopo, durante una conversazione, il conte Filippo confessò all'amico Giuliano di voler sposare Elsa, ma dopo i consigli dell'amico, non tanto negativi ma solamente prudenti onde evitare una catastrofe di sentimenti contro di lui sopratutto in famiglia, e attente e ponderate sue riflessioni sulle gravi ripercussioni che tale gesto avrebbe potuto avere anche su Elsa... non avendo egli per nulla dimenticato la tragica fine della povera Lucilla e la costante disperazione dell'amico dottore per la defunta moglie... comprese che ciò non sarebbe stato ne possibile, ne tanto meno praticabile. Così propose ad Elsa, ancora una volta, di diventare la sua amante, ma ella, ancora una volta, indignata rifiutò seccamente, dicendogli che non sarebbe stata disposta a scendere a nessun compromesso; ella lo amava e ciò che avrebbe voluto per entrambi era solamente una relazione alla luce del sole, gli spiegò chiaramente che le cose stavano così per lei, e che se lui avesse misurato il loro amore attraverso la loro diversa classe sociale allora... allora non se ne sarebbe potuto fare nulla.
Elsa era una ragazza determinata ma sopratutto onesta, disposta a tanto per amore... ma non a tutto... non avrebbe rinunciato per niente alla sua dignità di donna... nemmeno per un grande amore come quello che provava per il conte Filippo.
Fu con quella determinazione e quella chiara spiegazione di Elsa che il conte Filippo prese la decisione di rientrare nell'esercito; dato che non avrebbe potuto sposarla sarebbe stato meglio allontanarsi da lei per cercare di dimenticarla. Prima di partire si congedò da lei urlandole in faccia che poteva ritenersi libera, poi come un pazzo se ne andò, recandosi dalla marchesa Ludovica per salutarla e per comunicarle che quei documenti non erano più in suo possesso ma... ma la dama di compagnia della marchesa riuscì ad intuire che il conte Filippo stava mentendo.
Intanto il conte giunto a destinazione si unì al suo reggimento.
Nel frattempo alla tenuta di Rimavalle parte della servitù mormorava malignamente sul fatto che Elsa non avesse nemmeno salutato il conte, mentre invece l'anziana tata di lui in cuor suo sperava che le cose fossero rimaste così, sperava di cuore che entrambi intraprendessero strade differenti, ella sapeva bene che da quell'unione la giovane Elsa ne avrebbe solamente ricavato sofferenza; il conte Filippo non era ne cattivo, ne tanto meno malvagio, al contrario, ma nonostante il suo materno amore verso di lui, dato che l'aveva anche allattato, ella comprendeva perfettamente che il suo comportamento nei confronti delle donne sarebbe rimasto eternamente discutibile.
In verità la giovane Elsa con il suo cavallo era già in viaggio verso l'accampamento... per salutare il suo amato.
Il conte Filippo da poco giunto in accampamento fu avvertito da un altro soldato che una giovane donna lo stava cercando, accorso con la speranza che si trattasse di lei, quando la vide l'abbracciò e teneramente la baciò, promettendole che non l'avrebbe mai più lasciata.
Filippo decise di interrompere la sua permanenza nell'esercito ancor prima di averla iniziata facendo subito ritorno alla tenuta di Rimavalle, e fu proprio quel suo improvviso rientro a qualche giorno dalla sua partenza che destò parecchi timori e non pochi interrogativi. Sopratutto il duca Osvaldo non si spiegò la ragione di quel così rapido dietro front dall'esercito, mentre invece il malvagio sesto senso della marchesa Ludovica la portò a sospettare che il suo ex amante avesse agito per amore di Elsa.
Quei nuovi giorni alla tenuta per loro furono proprio come quelli di una vera coppia, la loro unione, il loro amore, ogni loro attimo insieme, tutto alla vista di tutti... tutto alla luce del sole come Elsa aveva tanto sognato e desiderato. Un'unione la loro osteggiata però da moltissime persone, primi fra tutti i parenti di entrambi. Il conte per quell'amore così grande aveva ceduto alle sue reticenze su quell'unione di così diversa classe sociale, ed Elsa aveva fatto lo stesso con le sue idee su ogni loro possibile rapporto prima del matrimonio. Infatti fu proprio in una di quelle notti che la sorella di lui, la contessa Angelica, li sorprese a letto insieme. Furibonda sparse la voce così largamente e in modo così veloce che la notizia arrivò fino alla madre di Elsa, la quale decise di chiudere per sempre ogni suo rapporto con la figlia, poiché per lei vivere con un uomo nel peccato non era da considerarsi amore.
I due giovani si ritrovarono ancora una volta a sentirsi esasperati da tante, troppe pressioni... ma in quell'occasione il conte Filippo decise in ben altro modo: chiese ad Elsa di sposarlo con un matrimonio organizzato in gran segreto, nella chiesa del paese e con il sostegno di don Tonino che, dopo non poche titubanze, accettò, riuscirono anche a convincere l'anziana tata di lui e un'amica di lei a far loro da testimoni.
Intanto in tutt'altra tenuta la duchessa Cecilia informò il conte Giuliano delle disastrose difficoltà economiche in cui versava la sua famiglia, a causa degli sperperi del padre. Nonostante l'amore per la ragazza il conte Giuliano reagì in maniera tutt'altro che calma... la sua reazione fu piuttosto brusca, anche perché Cecilia gli comunicò inoltre di aver confessato al padre che essi avevano già consumato il loro amore prima ancora di un eventuale matrimonio. Proprio in quei momenti, mentre ella gli parlò, suo padre rinchiusosi in un'altra stanza tentò il suicidio, esasperato dagli innumerevoli debiti accumulati, ma sopratutto dal senso di colpa per aver aderito senza troppa esitazione, e con una convinzione del tutto assente, alla congiura per uccidere il consigliere personale del re. In effetti quella sua adesione gli fu in parte strappata dal duca Osvaldo che lo convinse a firmare il documento in cambio di una cospicua somma di denaro, con la quale avrebbe in gran parte potuto saldare i suoi debiti... somma che per altro non gli fu mai data. Lo ritrovò quasi senza vita la figlia che in qualche modo aveva, già da un po' di tempo, in parte intuito le intenzioni del padre, che comunque, anche se dopo un lungo periodo trascorso praticamente in agonia, lentamente si riprese.
Nel frattempo alla tenuta di Rimavalle il sogno di Elsa stava ormai per realizzarsi... il suo cuore palpitava d'amore e batteva all'impazzata per l'emozione... avrebbe dovuto attendere ancora poche ore prima di diventare la moglie dell'uomo che amava.
Il clima in villa si fece un po' più spensierato dall'arrivo di una compagnia teatrale di strada che chiese e ottenne ospitalità alla tenuta, così che le attenzioni si spostarono, anche se solo per poco, verso di essa, lasciando qualche ora da vivere in tranquillità ai due innamorati.
Intanto proprio la sera prima del matrimonio la malvagità e la gelosia della marchesa Ludovica nei confronti di Elsa si fecero sempre più spudorate, tanto da spingerla a fare delle pressioni su un suo cugino prelato affinché, a sua volta, facesse delle ulteriori pressioni su don Tonino affinché il matrimonio non venisse officiato, le pressioni divennero, da parte della marchesa, delle vere e proprie minacce, tanto che arrivò perfino a dirgli che se non avesse fatto ciò che ella gli chiedeva c'avrebbe pensato seriamente lei... e la marchesa non si fermava solamente alle intimidazioni vocali, poteva diventare molto pericolosa per ottenere quello che voleva. Ovviamente la giovane Elsa era completamente all'oscuro di tutto, anche del fatto che la sorella del suo futuro sposo, la contessa Angelica, aveva già da giorni domandato a una sua cara amica, affascinante e parecchio intrigante in fatto di uomini, di conquistare suo fratello a qualsiasi costo... e anche la contessa Angelica era una donna dall'animo piuttosto bastardo.
Quello era un matrimonio che in parecchi non volevano... ed erano tutti pronti a fare qualsiasi cosa pur di evitarlo.
Intanto però tutto era pronto per il matrimonio e lo sposo già davanti alla chiesa, Elsa giunse puntuale e una volta sul sagrato della chiesa Filippo pote' ammirarla in tutto il suo splendore, insieme si avviarono verso il loro sogno, ma mentre percorrevano la navata della chiesa scorsero il corpo di don Tonino a terra; egli giaceva senza vita accanto all'altare... era stato ucciso in un modo orrendo. Era stato un sacrilegio orribile che la giovane Elsa interpretò così; rivolgendosi a Filippo gli gridò quasi terrorizzata: "nessuno vuole questo matrimonio... nemmeno il Buon Dio... anche il cielo si rifiuta di vederci marito e moglie".
Comunque il duca Osvaldo era deciso più che mai ad ottenere dal conte Filippo i documenti con i nomi dei cospiratori... con le buone o con le cattive. Dopo il loro ultimo incontro in cui il conte Filippo gli rispose di non avere alcuna intenzione di appoggiarlo nei suoi sporchi piani, il duca decise di inviare alla tenuta di Rimavalle alcuni dei suoi ufficiali travestiti da servi, sfruttando l'occasione dello spettacolo teatrale messo in scena dalla compagnia degli artisti di strada ospiti alla villa. I finti servi cercarono di ottenere delle informazioni utili al loro losco piano dalla servitù e trovarono un'aiutante ideale nella giovanissima serva ultima arrivata, infatti ella consigliò loro di chiedere a Elsa dove fossero i documenti poiché lei lo avrebbe saputo di sicuro. Così le finte guardie catturarono Elsa e trascinandola in una stanza la minacciarono, ma la giovane con il suo solito carattere di ferro, impaurita sì.... ma sempre forte e caparbia, gridò così tanto e così forte che il conte Filippo la sentì e accorso non poté far altro che uccidere i due uomini per liberarla. Nell'assicurarsi che fossero davvero morti e quindi non più pericolosi riconobbe in loro due delle guardie del duca Osvaldo, li fece caricare su di un vecchio calesse e ordinò a uno dei suoi scudieri di riportarli dal duca... con tanto di missiva per lo stesso.
Successivamente il duca Osvaldo, sempre mentendo spudoratamente, inviò la risposta a Filippo scusandosi e chiedendo perdono, spiegando che non avrebbe mai creduto che i suoi servitori arrivassero a tanto, ne tanto meno fossero così disonesti.
Comunque per quel giorno lo spettacolo teatrale venne interrotto bruscamente da quel mortale parapiglia che fortunatamente non ebbe conseguenze per nessun altra persona all'interno della villa.
Intanto in quella giornata già così tormentata arrivò alla villa di Rimavalle anche l'amica della sorella del conte Filippo, che la stessa Angelica aveva chiamato perché riuscisse a sedurre suo fratello. La donna era di una bellezza incantevole, era nobile ma sopratutto con un'abilità estrema nel sedurre gli uomini. Angelica sperava che lei almeno potesse far cambiare idea al fratello... anche se le speranze ormai parevano essere ben poche.
Nei giorni successivi la compagnia teatrale si congedò dalla famiglia di Filippo pronta per ripartire verso un altro luogo, prima di andarsene però una donna della compagnia, una megera, confessò al conte Filippo di aver fatto uno strano sogno in cui una donna partoriva sangue, non spiegò nulla e non aggiunse altro, tranne che di stare attento... lasciandolo così con il dubbio su ciò che quel sogno avrebbe voluto significare.
Per Elsa l'amica della contessa Angelica rappresentava un pericolo poiché non era solamente dotata di grande bellezza ma anche e sopratutto di un indubbio fascino.
Quando il conte Filippo venne a sapere che la donna era cugina di primo grado del nobile da eliminare volle subito incontrarla... chiedendole di partire con lui proprio per recarsi dal cugino e poterlo così mettere al corrente del mortale piano che i suoi fedelissimi avevano ordito contro di lui.
Decisero così di partire subito lasciando Elsa alla tenuta, preoccupata, agitata ma sopratutto terribilmente insicura. La sua agitazione fu alimentata dalla contessa Angelica che, dopo la partenza del fratello con l'amica, iniziò subito a punzecchiarla intimandole anche di rimanere nella zona della servitù... tuonandole contro che quello era il suo ruolo e che non avrebbe dovuto dimenticarsene.
Intanto il duca Osvaldo e la sua congrega di malfattori sempre più intenzionati a stringere i tempi per eliminare il nobile avevano assoldato un sicario e affittato una casa che sporgeva su una piazza dove il malcapitato, in quei giorni in viaggio, si sarebbe di sicuro fermato prima di tornare alla sua residenza per andare a trovare la sua amante, una giovanissima ragazza del popolo che lavorava in un forno lì vicino, una giovane che egli frequentava fin da quando era ancora fanciulla... si diceva che quello fosse l'unico vero e sincero amore della sua vita, altrettanto sinceramente ricambiato dalla ragazza.
Proprio in quella piazza, su consiglio dell'amica di sua sorella... ampliamente informata sugli spostamenti del cugino, era anche dove il conte Filippo intendeva incontrarlo per informarlo su ciò che stava per accadergli.
In quel fare intanto l'amica della contessa Angelica tentò di circuire Filippo; passarono una serata a casa di lei ma quando provò a baciarlo egli fu risoluto spiegandole con forza che non poteva perché egli amava solo Elsa e non aveva nessuna intenzione di tradirla... (continua)

 
 

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