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Lettera - Rita Minniti

 

I miniracconti di Rita Minniti: Lettera

 
Rita Minniti

ID Autore: 1887
ID Testo: 628

Testo online da domenica 16 dicembre 2007
Ultima modifica del domenica 16 dicembre 2007
Scritto nel 2000

 

Lettera

Mio caro,
nel chiuso di queste quattro mura ho fermato il mio pensiero su questo foglio bianco per dirti che sei l'unica cosa bella in cui ho creduto, l'amore che ho sognato da bambina, quando distesa all'ombra di una quercia, scrivevo già di te sul mio diario, pur non sapendo quale viso avesse quello dell'amore.
Mi dici che è finita, che sono una parentesi ormai chiusa!
Ma viva è ancora in me la tua presenza, in questa stanza, come la luce incandescente della luna, che dal suo cielo ha scrutato per anni il nostro amore, anche se adesso è come fiamma di candela che lentamente si consuma.
Ti sto aspettando con una pazienza senza limiti di tempo e nei miei giorni non c'è più la notte, in cui, addormentandomi il mio stesso sonno potrebbe dare tregua al mio dolore.
Pensare a te è come non avere paura di me stessa, a non inciampare tra le macerie della vita e su quei segni, che incisivi sul mio viso, hanno segnato il tanto tempo che insieme a te ho vissuto, ora solo polvere di un tempo che è passato!
Spesso mi chiedo se questa forte sofferenza, per questa tua tremenda lontananza, sarebbe tale se io ti avessi ancora fra le braccia, pur non nascondendo al cuore la fine che hai segnato con le tue ultime parole, mentre vuoi fingere che viva sia ancora la mia vita nella tua. Non devo rivederti, né pensarti, ma in ogni lacrima affiora il tuo ricordo, il tuo sorriso, quello che con te ho vissuto.
E cerco nel bagliore di questa mia fragile esistenza, il buio della notte, dove poter trovare un po' di pace. Parlo con te anche se non ci sei, immaginandoti seduto lì. su quella sedia di cucina, dove infinite volte, abbandonando lo sguardo mio nel tuo, la tua presenza ne asciugava il pianto.
Vorrei aspettarti ancora, perché ti amo ancora, anche se nei miei lunghi e interminabili silenzi, restano solo le tue parole crude, e questo tuo respingermi. perché adesso non sono che quel peso, dal quale senza rimorsi né rimpianti, ti sei voluto liberare.
È facile aver voluto prendere quel che non era tuo perché mi appartenevo! Non hai tenuto conto neppure di quello che provavo, di quanto triste fosse già stata la mia passata sofferenza e che con te ho creduto di dimenticare.
Adesso sarai contento. tu! della tua vita, e nei miei dubbi affiora la terribile presenza di un'altra lei, lì fra le tue braccia, l'idea che ripercorri, su quella stessa strada, quel tempo che dicevi che tra noi non sarebbe mai finito.
Io sono qui a maledire il giorno che aprendo quella porta ti ho creduto, a maledire tutte quelle volte che ti ho amato.
Dovevi essere per me solo quel corpo, per due o tre ore squallide di piacere, amarti e poi buttarti via, tra le sarcastiche risate dei miei amici, come tu hai fatto, con me, chissà quante volte, mentre ero lì come una scema innamorata ad aspettarti! Rimpiangerai un giorno, questi miei occhi neri, quando ripenserai al male che mi hai fatto, quando il dolore offuscherà il tuo cuore e troppo tardi inciamperai nel male!
Ora di questo amore, non resta che uno scritto, stampato qui su questi fogli, tra queste righe bagnate da quei sogni, dai quali mi sono dovuta risvegliare.
Ma sono viva e affiderò alla vita. la mia vita!
Non ci sarai, quando percorrerò la strada dove quel sole illuminerà la mia esistenza, né ti permetterò di infrangere quei sogni che lentamente cercherò di ritrovare.
E se sentissi ancora, bussare forte il rintocco del dolore alla mia porta, io ti dirò che il sogno di volare in alto. sulle infinite ali della vita, non sei riuscito, né riuscirai mai a portarlo via!
Quindi, non posso più tornare indietro, né più guardare quegli occhi tuoi ormai lontani. Si! ti voglio bene ancora, ma tu vivrai solo nei silenzi miei, e volterò la pagina di questa storia.
Mi volterò indietro solo per dirti addio, e guarderò nell'alto. un altro sole!
Forse sarà illusione, forse m'inventerò un motivo per non morire, perché se solo mi voltassi veramente indietro, la strapperei questa mia cruda pagina di vita che mi ha legato a te e tra le righe bianche e opache del mio pianto, che impresso su questo foglio resterà per sempre, ti scriverei che: "un sogno non si può lasciar morire e che senza di te l'esistenza mia sarà solo un'ombra, che sul percorso gelido di questa vita, potrebbe perdersi e non ritrovare mai più, la vera luce"!

 

I Commenti dei lettori al miniracconto di Rita Minniti: Lettera

Sandrino Aquilani

ID Autore: 2157

Sandrino Aquilani
Data commento: lunedì 27 febbraio 2012 - Provincia: Viterbo - ID: 1472

È un racconto che ne riassume tanti, qualcuno ha detto: "Tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine", ma aggiungo che "i sogni muoiono solo per rinascere ancora". C'è molta sensibilità nel cogliere i passaggi tristi di un amore che ha conosciuto momenti migliori. Complimenti per l'intensità che hai saputo dare a questa storia finita male. Auguri per la tua attività letteraria.

Antonino Fleres

ID Autore: 1

Antonino Fleres
Data commento: domenica 16 dicembre 2007 - Provincia: Torino - ID: 430

Un amore, se non è "per sempre" perde tutto il suo phatos. Per questo ogni grande amore che inizia è "per sempre". Sta a noi, saper vivere il "miele" senza affogarvici dentro. Anche se "tutto" prima o poi finisce, non vuol dire che dovremmo per questo vivere meno feicemente gli amori che la vita ci regala. Bella lettera, si evince il tuo fiero orgoglio. Un caro saluto.

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