il nino!
Chiunque tu sia ,
Buona Notte!
Dipendenti tartassati...
Fai una Donazione Ricorsiva!...
Fai una Donazione Una Tantum!...
Per la Madre e...
Casa My Area Ghimmisammanni Contatti Login Menù

Giò e Giò - Antonella Santoro

 

I miniracconti di Antonella Santoro: Giò e Giò

 
Antonella Santoro

ID Autore: 2019
ID Testo: 3082

Testo online da domenica 24 maggio 2009
Ultima modifica del domenica 24 maggio 2009
Scritto nel 2009

 

Giò e Giò

Gianni arrivò trafelato al quarto piano: l'ascensore era fuori uso. Trovò sul pianerottolo la signora del quattordici. Stava cercando le chiavi di casa nella borsa. "Come va?" le chiese dopo i saluti "ha visto che fortuna, dopo una giornata di lavoro?! Anche oggi, l'ascensore..." "Eh, sì. Una vergogna! Mormorò la donna, continuando nella sua ricerca. "Ma dove sono andate a finire? Non le trovo". Si sedette sulla cassapanca che faceva bella mostra di sé sul ballatoio e iniziò a svuotare la borsa, davanti all'uomo divertito. Gli era simpatica, quella donnina dall'età indefinibile, sempre di fretta. Sembrava distratta e lo stupivano perciò le risposte attente e adeguate che dava. Lui abitava in quel palazzo da qualche mese, ma non aveva fatto ancora conoscenza con nessuno. Incontrava solo quella signora che aveva gli orari che combaciavano coi suoi. Con le chiavi nella serratura, finalmente, la donna gli disse "Ci vediamo domani alla riunione condominiale" e di lei gli rimase un sorriso frettoloso, prima dell'immagine della porta di legno scuro, ben lucida. La questione della caldaia fu risolta nel senso che si decise di cambiarla. La spesa era esorbitante, ma la votazione per il cambiamento era stata unanime. Gianni pensò che avrebbe rinunciato al viaggio all'estero che programmava da tempo... Così disse alla donna, in occasione del rientro a casa, una sera alle sette, mentre lei era intenta nella solita ricerca, e gli ombrelli sgocciolavano nei portaombrelli fuori delle rispettive porte. Gli rispose che avrebbe rinunciato pure lei a un viaggio; quello che avrebbe voluto fare per rivedere il fratello che da anni abitava in Spagna, a Barcellona. Ora si incontravano sempre sul pianerottolo e chiacchieravano tutte le sere, a volte anche di mattina, quando non erano in ritardo. Lui, alle sette e mezza, era esageratamente profumato: doveva essere un dopobarba di una marca conosciuta solo a lui. "Devo dirglielo, prima o poi", pensò la donna, "è una cosa che respinge" e poi si lamenta di non aver trovato l'anima gemella!" Lui in compenso, aveva scoperto che si chiamava Giovanna, "Giò, per gli amici", aveva detto. Un diminutivo che era toccato anche a lui, ai tempi della scuola. Una volta Giovanna aveva parlato del fratello, l'unico della famiglia che le era rimasto; era minore di lei di sette anni ed aveva vissuto anche lui in quella casa fino a due anni prima. Poi, per ragioni di lavoro, (un ottimo posto in una ditta spagnola) era partito e l'aveva lasciata sola... "È della tua età, circa," gli aveva detto con aria discorsiva, un bel ragazzo, dritto come un fuso, ma un po' stempiato, ....come te. Qui e qui.." E si era alzata in punta di piedi, indicando i punti in cui ormai i capelli avevano cessato di crescere. Questo fatto lo confuse un po' e lo indusse a controllare allo specchio se si vedesse così tanto quella calvizie avanzata... e si vedeva, oh sì che si vedeva... Non vi aveva mai dato peso. Forse le donne lo notavano di più. Avevano quel modo di guardarlo, come ai raggi X. Era per quello che si sentiva sempre così a disagio con loro! Qualche giorno dopo Giovanna suonò alla porta: lui aprì e la vide sorridente, con un vassoio in mano. Sopra c'erano due bicchieri di spumante pieni di bollicine..." È il tuo compleanno?" le chiese, deprecando di avere indosso le solite pantofole, ormai logore. "No, no, rispose lei" "è che parto e per un po' non ci vedremo. Vado da mio fratello: sta per sposarsi. Devo aiutarlo nei preparativi". Appoggiò il vassoio sulla cassapanca e iniziarono a sorseggiare.. Lei aveva una luce nuova negli occhi. Pareva felice. L'uomo le chiese, circospetto "...Ma starai via molto? "Non so, forse sì. Sai, mia cognata aspetta un bambino... "
Nel frattempo passò un'inquilina che abitava al quinto piano: li salutò trafelata.
"Ancora l'ascensore!" disse "Fra un po' dovremo cambiare anche questo!"
"È contento signor Gianni?" "Ci vediamo domani, alla riunione di condominio, allora!".
Gli sorrise, invitante. Gianni annuì sollevato. La vita continuava lo stesso.

 

I Commenti dei lettori al miniracconto di Antonella Santoro: Giò e Giò

Antonino Fleres

ID Autore: 1

Antonino Fleres
Data commento: lunedì 25 maggio 2009 - Provincia: Torino - ID: 1040

Ecco la prova certa che anche dal pianerottolo di un anonimo condominio puù nascere una simpatica amicizia. L'epilogo un po' amaro non disturba la freschezza che caratterizza tutto il racconto. Non è detto però che la vita (la quale continua...), non possa serbare ulteriori sorprese! Complimenti! Un saluto.

Chiunque tu sia, lascia il tuo Commento al miniracconto di Antonella Santoro: Giò e Giò

E-mail:
Nome:
Cognome:
Testo Commento:
Ricarica:
Codice di Sicurezza:
Codice di Sicurezza:
 
 
 
_
 

Il Nino! - la Piazzetta venticinque punto otto! (1961 ÷ 2021 all right reserved)

Made in Earth Planet;
From Turin, Italy, Europe, World (United People of World)

100 € di retribuzione netta ne costano al Datore di lavoro 205!...
Fai una Donazione Ricorsiva!...
Fai una Donazione Una Tantum!...

 

Casa! Casa! Aree My Area Ghimmisammanni Contatti Login Logout
Aree Letteratura Almanacco Articoli In giro Per Mercato
My Area Letteratura Almanacco Articoli / In giro per... Mercato
Sopra...Sopra...