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Ironia della sorte! - Antonio Pelizzari

 

I miniracconti di Antonio Pelizzari: Ironia della sorte!

 
Antonio Pelizzari

ID Autore: 38
ID Testo: 3070

Testo online da lunedì 18 maggio 2009
Ultima modifica del lunedì 18 maggio 2009
Scritto nel 2000

 

Ironia della sorte!

Tra il '70 e il '71 gli uffici statistici della Germania, numeri alla mano, prevedevano un lento, progressivo, irreversibile calo demografico e la cosa doveva preoccupare non poco le "alte sfere", che non perdevano occasione di fare e far fare accenni più o meno espliciti ad un futuro ormai non lontanissimo in cui il popolo tedesco si sarebbe estinto.
Deutschland stirbt langsam aus! (La Germania lentamente si estingue!) era il grido d'allarme che veniva lanciato in coro dai diversi mezzi di comunicazione. E frequenti erano gli inviti diretti ed indiretti ad incrementare il numero delle nascite.
Tanto per fare un esempio, lì si usava fare una sottile distinzione: se due coniugi avevano un solo figlio venivano definiti, addirittura con un certo sussiego, come una coppia con un figlio; se i due coniugi avevavno due figli, venivano definiti ancora, e con decisione, una coppia con due figli; se invece quegli stessi coniugi avevano tre o più figli, allora quel nucleo veniva elevato e promosso al rango di famiglia!

La cosa, naturalmente, faceva sorridere tutti, in particolare quelle coppie che, al momento, non avevano neppure un figlio, però era latente il rimprovero di tutta la Nazione a quello stato di evidente irregolarità.

Anche la politica fiscale incentivava le nascite.
Ricordo un collega che, preso il coraggio a quattro mani, era andato a chiedere un aumento di stipendio ed il Capo, tra il serio ed il faceto, gli aveva mostrato un modo semplicissimo per ottenerlo, senza gravare sulle casse aziendali: era sufficiente mettere al mondo un figlio e l'aumento, per via di una sensibile detassazione associata a quell'evento, sarebbe arrivato automaticamente!

E così, tanto si disse e tanto si fece, che, lentamente, si iniziaro a rivedere in giro carrozzine, donne con il pancione e frugoletti che correvano liberi tra i banchi dei supermercati, con la generale soddisfazione di tutti, anche quando i cari frugoletti avrebbero meritato un paio di sberle per essere richiamati all'ordine!
Si andava lentamente costituendo un clima generale per cui molti si sentivano in dovere di seguire le subdole direttive che venivano impartite dall'alto.

Von Bonin, il Capogruppo del reparto commerciale che trattava con il Sud Europa, era un bell'uomo, alto, biondo, riccio quasi crespo, distinto e ben piantato, profugo dalla Germania dell'Est. Quel "Von" stava ad indicare una provenienza illustre, probabilmente era una traccia di passata nobiltà ed avevo notato che alcuni dei colleghi, anzichè rivolgersi a lui con il tradizionale "Herr Von Bonin" lo apostrofavano con un più democratico "Herr Bonin", senza il "Von" e talvolta persino senza quel "Herr". La qual cosa era davvero molto strana. Almeno per quel che riguarda i rapporti sempre estremamente formali di tutti i colleghi di lavoro con cui avevo a che fare.

Per me Von Bonin era senz'altro una brava persona, seria, di parola e, soprattutto, sempre disponibile ad aiutare. Quando capitava che, per scelte aziendali, fosse obbligato a rimangiarsi una promessa fatta, ma non ancora verbalizzata, non faceva strani giri di parole per dimostrarmi che avevo frainteso, ma semplicemente ammetteva, scusandosene, di dover fare marcia indietro per ... ordini superiori! E la cosa, anche se in sè e per sè mi disturbava per via della sostanza che veniva modificata, talvolta anche di non poco, tuttavia la digerivo meglio e senz'altro contribuiva al rispetto dell'uomo! In definitiva, può capitare di essere pagati anche per fare qualche brutta figura!
Per molti altri, invece, c'era una evidente antipatia nei confronti di quel signore, né mai sono riuscito a spiegarmene il vero motivo. E non veniva persa occasione di lanciare qualche battuta ironica e cattiva nei suoi confronti.
Von Bonin, sensibile alle problematiche nazionali interconnesse al calo demografico, decise di dare il suo personale contributo alla Patria e mise in cantiere il terzo figlio!
E quando questo finalmente venne al mondo, il neo-padre si fece l'obbligo di festeggiare l'avvenimento offrendo un rinfresco ai colleghi, un sostanzioso interludio, durante le ore di lavoro, a base di ottima birra e di Leberkäse.
Capitò invece che il terzo figlio fosse una bambina, ed era la terza! Di facciata ognuno esprimeva la soddisfazione per il nuovo arrivo, qualche interessamento allo stato di salute della puerpera, le solite felicitazioni per l'importante evento e l'inevitabile battuta di "Adesso lei ha una vera famiglia!", con conseguente sorriso di soddisfatta approvazione, seguito da una espressione di orgoglio da parte del Von Bonin, consapevole di fare un servizio a tutta la Nazione.
Dietro le quinte si ragionava invece con malizia sulla stupidità di certa gente che, dopo ben due figlie, non rassegnata alla evidenza delle cose, rischia di metterne in cantiere ancora un'altra. Ed i sorrisetti allusivi si sprecavano. Qualcuno arrivò persino a ricordare che la nascita di una sola figlia, in Cina, equivale ad una grossa disgrazia, figuriamoci tre!

Qualche mese dopo il felice evento in casa Von Bonin, venne la volta del signor Burgermeister che, gerarchicamente, era il capo di tutti i tecnici del reparto in cui lavoravo e sembrava destinato ad una brillante e veloce carriera.
Era un tedesco stranamente scuro di capelli, con un sorriso quasi confidenziale stampato in perpetuo sulla bocca, ma gli occhi non erano ridenti e, seppure castani, erano freddi, taglienti ed adamantini come quelli del Barbarossa di cui ci ha raccontato il Carducci.
Anche lui, (Burgermeister e non il Carducci, né tantomeno il Barbarossa), già padre felice di due bambine, aveva messo in cantiere il terzo arrivo. Forse per via dell'incremento demografico o forse per qualche altro motivo del tutto personale di cui non ci fu dato sapere. Ma il buon Dio gli inviò quella volta una grazia particolare e così gli nacquero due gemmelline!
Dunque in casa Burgermeister le bambine erano adesso diventate quattro!
Al rinfreso d'obbligo, sempre a base di Leberkäse e di birra, si sprecarono le sperticate congratulazioni e ricordo la signora Neukamm (la segretaria del gruppo cui io ero aggregato) che, passando davanti al Capo del Capo, Burgermeister appunto, dopo la tradizionale calorosa stretta di mano, condensò la propria personale frase di felicitazioni per quel lieto evento in un ingenuo ma sintetico: "Intelligente Leute bekommen nur Mädchen!" (= Le persone intelligenti hanno soltanto figlie femmine!) e quasi tutti, in coro, sottoscrissero quella strana espressione di saggezza popolare e la cosa degenerò addirittura in un vergognoso applauso che, per il rispetto della sudditanza gerarchica, scrupolosamente osservata in Germania, era sembrato addirittura spontaneo!

E Von Bonin, presente alla cerimonia, fece un sorrisone largo così di incondizionata approvazione per quella battuta, che senz'altro sentì detta anche per se stesso ed ebbe un evidente moto d'orgoglio!

Per la cronaca, il signor Von Bonin ebbe finalmente l'erede maschio al quarto tentativo!

 

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