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Senza classe - Antonella Santoro

 
 

I miniracconti di Antonella Santoro: Senza classe

 
Antonella Santoro

ID Autore: 2019
ID Testo: 2765

Testo online da mercoledì 25 marzo 2009
Ultima modifica del mercoledì 25 marzo 2009
Scritto nel 2008

 

Senza classe

Cesira tornò in sala da ballo una sera di febbraio dopo la convalescenza. Appariva più stanca per le cure sopportate ed aveva un sorriso fatuo stampato sulle labbra. Oreste la convinse subito ad entrare in pista perché, si sa, "doveva fare una vita normale", malgrado tutto, viste le operazioni esplorative e quelle decisamente invasive. Ora May (così la chiamavano da sempre) stava bene e voleva recuperare il tempo perso e riaffermare il suo desiderio di protagonismo. Brutta ed ossuta, si esibiva con un'eleganza affettata, secondo gli schemi dettati da Tersicore e dal suo baffuto maestro. Ma la schiena curva e la vecchiaia incipiente le impedivano di ben figurare. Il viso pallido, tinto di marrone e di rosa, per simulare una naturalezza impossibile, pareva un mascherone in cui la bocca vermiglia appariva ancora più grande.
Era pettegola e mentre si metteva in posa tra le braccia di lui, gli sibilava maldicenze tra l'indifferenza generale.
Tutti la salutavano e si interessavano alla sua salute, ma, si sa che in quell'ambiente tutto il falso sembra naturale e viceversa. I baci che le avevano dato le avevano lasciato le gote un po' più pallide, mentre il rossetto aveva macchiato di rosso molte guance.
Il valzer inglese la trovò affaticata e incerta, ma le braccia che la cingevano, la sorreggevano nei tentennamenti, le impedivano di cadere fra la costernazione generale. Gabriella, nel suo angolo oscuro accanto a Silvio, sentì che il suo odio per quella donna era sempre vivo e si confessò, di malavoglia, di averla voluta morta. Fu con questo groppo in gola, la consapevolezza cioè di essere una persona malvagia e una cattiva Cristiana, che Gabry iniziò il valzer a metà e, girando in tondo per la sala si trovò, per uno strano scherzo del destino, sempre faccia a faccia con la "nemica" che la gratificava di un rosso sorriso di scherno.
Fu così che Silvio, inconsapevole, ricevette da Oreste un bel calcio negli stinchi, mentre si spostava dalla sua parte in un perfetto giro "spin" seguito da un "whisk"...

 

I Commenti dei lettori al miniracconto di Antonella Santoro: Senza classe

Antonino Fleres

ID Autore: 1

Antonino Fleres
Data commento: mercoledì 25 marzo 2009 - Provincia: Torino - ID: 971

Par proprio di sentir la musica, tra un giro di valzer e un calcio sullo stinco... Davvero una descrizione avvolgente, e dei personaggi e delle emozioni che li pervadono. Molto bello! Un saluto.

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