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La pancia - Giovanni D'auria

 
 

I miniracconti di Giovanni D'auria: La pancia

 
Giovanni D'auria

ID Autore: 2035
ID Testo: 2095

Dedica: Alla semplice quotidiana realtà della vita.

Testo online da martedì 16 dicembre 2008

Ultima modifica del martedì 16 dicembre 2008
Scritto nel 1994

 

La pancia

Se senti la tua pancia brontolare, si capisce che è quasi ora di mangiare, lei, non la smette di lagnarsi, continua puntualmente a lamentarsi, protesta con fervore, fammi mangiare al più presto per favore.
Quanto e bello riempire la pancia, quando si ha fame si prende e si mangia, vorresti mangiare tutta roba appetitosa e genuina, mangiare sempre dalla sera alla mattina, mai si smetterebbe di ingozzarsi è un vizio difficile da levarsi.
La mattina una abbondante colazione, all'insegna di una giornata di vigore, latte, miele, fette biscottate, per le prime ore appena nate, caffè latte, cornetti e marmellata, per l'inizio della lunga mattinata.
Ma non si fa in tempo a digerire, che la tua pancia ti ricorda di pranzare, un buon piatto di spaghetti al ragù, per non sbagliare così il menù, accompagnata tanto per cambiare , da una spessa bistecca di tenero maiale, patatine fritte o anche al forno, per un impeccabile contorno, caffè nero forte ristretto, per completare un pranzo modesto e per finire proprio in bellezza, l'amaro non deve mancare, per che il pranzo è così che si deve completare.
Adesso siamo quasi sazi appagati, il pomeriggio si lavora pesanti ma rifocillati, lei è piena, non si lamenta, almeno per ora la signora non brontola, le ore son passate è quasi sera, a men che non si dica, comincia di nuovo la cantilena, con faccia tosta e senza si vergognare, guarda che è ora non mi fare aspettare.
Il pomeriggio veloce è passato, ed è già sera non farmi soffrire guarda che ora di cenare, eri stanco, sporco e avvilito, ma lei puntuale te lo ha ricordato, lei è sempre coerente e precisa, ti fa ricordare che la scorta è finita.
La cena è come il traguardo del gladiatore, stanco, sudato aspetti il riposo con fervore, lo speri, lo vedi, sei già arrivato, ora sei seduto e rilassato, su quella sedia pronto a cenare, quel che ti è dovuto leggero, per non ti appesantire, sul divano sdraiato e appagato, per l'intera giornata lo hai tanto sognato, lei è piena sazia soddisfatta, ora è sul divano il guerriero di razza.
Ormai è finita ci credi davvero, ti aspetta il riposo del grande guerriero, a sonno pieno dormi beato, ed ecco la sveglia che ti ha già svegliato, quasi ti sembra di non avere dormito, una ossessione la sveglia al mattino, nuovo giorno si presenta forzato, ma ecco la pancia che comincia il suo canto beato.
Questo è il tram tram, della vita moderna che ci circonda, riempire la pancia è la sola cosa che conta.

Commento al testo dell'autore Giovanni D'auria:

I giorni nascono e muoiono interrottamente, in un ciclo continuo naturale, così come è naturale il ciclo continuo del nutrimento di ogni essere umano.

 

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