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Rivoglio la mia vita - Cristina Filippi

 
 

I miniracconti di Cristina Filippi: Rivoglio la mia vita

 
Cristina Filippi

ID Autore: 2015
ID Testo: 1752

Testo online da mercoledì 22 ottobre 2008

Ultima modifica del mercoledì 22 ottobre 2008
Scritto nel 2008

 

Rivoglio la mia vita

Ma perché ti comporti cosi, ho rinunciato alla carriera per formare una famiglia, mi sono dedicata ai miei splendidi figli con tutto l'amore di cui sono capace, ho accantonato l'interesse di curare la mia immagine. Mi ritrovo alla mia età mentre mi guardo allo specchio, considerando il passare degli anni; che potrei essere ancora una donna desiderabile. Invece vedo riflessa l'immagine di una balena. Io che ho sempre cercato di essere una donna al centro dell'attenzione, sono diventata inguardabile. Non hai mai conosciuto realmente chi è tua moglie. Non hai mai condiviso i miei interessi ed io ho trascurato tutto per diventare ciò che mi ritrovo ad essere. Una donna scontenta della propria vita. Sono troppo codarda per esprimerti ciò che sento, le tue parole mi rimbalzano addosso senza controbattere e quando te ne vai le mie dita scrivono. Non so nemmeno io cosa scrivere, ma cosi mi sento meglio, solo in questo modo riesco ad esprimermi, ad esternare la mia disperazione. L'ira, l'orgoglio, mi impediscono di far uscire quelle parole che vorrei dirti. Tu non riusciresti a capire il mio stato d'animo, siamo troppo diversi. Dentro di me si è spento un interruttore, quello che portava il senno di poi. Credevo nel matrimonio, nella lealtà, nel rispetto, ma tu sei riuscito a farmi ricredere. Solo gli animali si comportano in maniera cosi selvaggia. Non sono il tuo tappeto che batti con violenza per togliere la polvere, nemmeno per essere calpestato, mio padre da uomo civile e da padre dolcissimo non ha mai osato picchiarmi nemmeno per punirmi. Come puoi tu lasciare questi lividi sulla mia pelle senza un motivo?La schiavitù è finita da tempo non lo sai? Il tuo modo di amare non lo condivido, se poi possiamo definirlo amore. Nemmeno può essere il modo di dimostrarti il capo di una famiglia. Ma quale violenza psicologica stai facendo vivere a quei piccoli essere, assistendo a tanta crudeltà. Non ti chiedi mai quale considerazione possono avere in futuro del loro padre? Non sarò di certo io ad insegnargli ad odiare la persona che li ha generati, in fondo provo solo pena per te, non odio. Non staro a guardare ancora per molto la mia vita morire cosi. Ti ho già regalato troppi anni. Ora non ho più paura, non posso più permettermi di continuare in questo modo, devo farlo per me e per dare un futuro migliore ai miei figli. Non importa se non conoscerò mai il vero amore, ma di certo la mia fiducia negli uomini non sarà più riposta. Credo che conoscerò la vera felicità solo riprendendomi la mia libertà e la padronanza delle mie scelte siano esse giuste o sbagliate, sarò io e io soltanto a pagarne le conseguenze, ma almeno non avrò più il timore o la paura di essere punita per puro spirito combattivo e non sarò più il tuo tappeto...

Commento al testo dell'autore Cristina Filippi:

Questa lettera è stata scritta anni fa, non credo che abbia bisogno di un mio commento, parla da se. Non cerco la pena o il conforto di nessuno, ma pubblicandola spero di infondere coraggio a tante donne che come me si sono trovate nella mia stessa situazione.

 

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