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Pensieri (XII) - Giacomo Leopardi

 
 

Le massime di Giacomo Leopardi: Pensieri (XII)

 
Giacomo Leopardi

ID Autore: 2332
ID Testo: 8525

Testo online da martedì 16 ottobre 2007
Scritto nel 1832

 

Pensieri (XII)

Colui che con fatiche e con patimenti, o anche solo dopo molto aspettare, ha conseguito un bene, se vede altri conseguire il medesimo con facilità e presto, in fatti non perde nulla di ciò che possiede, e nondimeno tal cosa è naturalmente odiosissima, perché nell'immaginativa il bene ottenuto scema a dismisura se diventa comune a chi per ottenerlo ha speso e penato poco o nulla. Perciò l'operaio della parabola evangelica si duole come d'ingiuria fatta a se, della mercede uguale alla sua, data a quelli che avevano lavorato meno; e i frati di certi ordini hanno per usanza di trattare con ogni sorte di acerbità i novizi, per timore che non giungano agiatamente a quello stato al quale essi sono giunti con disagio.

 
 

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