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Quella notte... per loro la prima, l'ultima... l'unica... - Ornella Bianchini

 
 

I miniracconti di Ornella Bianchini: Quella notte... per loro la prima, l'ultima... l'unica...

 
Ornella Bianchini

ID Autore: 2183
ID Testo: 8389

Testo online da sabato 23 luglio 2016
Scritto nel 2016

 

Quella notte... per loro la prima, l'ultima... l'unica...

Amore proibito in un tempo lontano tra due giovani socialmente troppo diversi...
storia di una notte d'amore coraggiosamente rubata a quel proibito...

Fu l'alba di quel nuovo giorno a portarsi via forse per sempre quella splendida notte d'amore insieme, una notte di pura ma dolcissima follia. Con la luce che i raggi del sole col suo sorgere lasciavano entrare dalle legnose fessure scomposte di quella decrepita stalla Eleonora si risvegliò e nel farlo amaramente comprese che la meraviglia di quegli intensi momenti d'amore era finita... forse per sempre, non avrebbe mai più amato nessuno come amava lui poiché avrebbe continuato a farlo per l'eternità, di ciò non aveva alcun dubbio. Una cosa però la tormentava fortemente e non le dava pace... non comprendeva come avrebbe potuto affrontare la prigione che sulla soglia della sua vita la stava attendendo, come avrebbe potuto sopravvivere ad un matrimonio e ad una vita con un uomo che, non solo lei non amava, ma che le dava addirittura ribrezzo, e non per il suo aspetto fisico poiché quello era di gran lunga migliore di ciò che esso stesso conteneva al suo interno... ma proprio per ciò che abitava all'interno della mente di quel corpo praticamente perfetto.
Ma le cose a quel tempo andavano purtroppo sempre in quel maledetto modo, poiché fidanzamenti e successivi matrimoni erano sempre combinati, ed Eleonora sapeva che ormai anche per lei sarebbe inevitabilmente andata così, ma sperava di cuore che per altre giovani che dopo di lei sarebbero venute in un tempo differente, almeno qualcosa fosse per allora davvero cambiato, perché così future spose non avessero dovuto sentirsi come lei si sentiva in quel suo presente tempo, potessero sentirsi felici e gioiose di maritarsi, e non come lei traboccanti di tristezza, di dolore, di rabbia e di costrizioni... incapaci come lei di guardare a quel giorno se non come al proprio funerale.
Mentre tutti quei pensieri le affollavano l'intelletto scombinandosi tra di loro quasi a farle venire il mal di testa, lei intanto si toglieva la calda paglia di dosso, quella paglia di quella stalla che, come in un romanzo d'altri tempi, avevano caldamente accolto la sua prima notte d'amore con il suo amato Paolo. Eleonora si rivestì in fretta poiché il giorno si faceva sempre più copioso, così con un ultimo bacio al suo amato sigillò per sempre nel suo cuore quell'amore, mentre lui ancora dormiva con un così dolce sorriso stampato sulle labbra che pareva essere solamente per gli angeli del paradiso, lei si mise il mantello e si coprì quasi il volto con il cappuccio per non farsi riconoscere e semmai fosse stato necessario sembrare un mendicante qualunque, poi guardandosi intorno per assicurarsi che non ci fosse nessuno nelle vicinanze della stalla s'incamminò velocemente verso casa per poter arrivare prima che i suoi si risvegliassero e potessero accorgersi che lei aveva trascorso la notte fuori casa... fuori dalla sua stanza e sopratutto dal suo letto.»O buon Dio», che scandalo sarebbe stato per la sua famiglia, sarebbero diventati lo zimbello e il disprezzo di tutto il quartiere dove abitavano, certo se non fosse stato per i suoi genitori ad Eleonora tutto ciò non sarebbe importato meno di niente... a dirla tutta uno scandalo simile sarebbe stata una buona opportunità, l'ideale per poter finalmente fuggire con il suo amato Paolo, in un luogo lontano ma soprattutto molto più moderno per poter vivere la loro grande storia d'amore pienamente e in pace, potendosi un giorno anche sposare e formare una bella famiglia, ma purtroppo lei doveva essere il sacrificio che avrebbe protetto e tenuto alto l'onore e il decoro, oltre che il rango a cui essi appartenevano, della sua famiglia. Non certo il suo, poiché lei non credeva per nulla a tutto ciò, ne mai vi si era appellata per nessun motivo... ne per alcuna ragione, stupidaggini e assurde sciocchezze, così lei considerava tutte quelle idee retrograde, però così pesanti, pesanti a tal punto da poter distruggere la vita e la felicità di molte giovani donne come lei... non tutte fortunatamente, poiché le domestiche e le ragazze povere erano molto più libere di scegliersi la persona con cui dividere la vita, sposarsi con il ragazzo di cui erano davvero innamorate... ma a quel tempo in determinati luoghi le cose andavano ancora così e sarebbe passato ancora parecchio tempo prima di poter vedere un minimo cambiamento.
Intanto alla stalla con la luce intensa del nuovo giorno Paolo si stava lentamente svegliando e prima ancora di riaprire gli occhi capì che la sua Eleonora se ne era tornata a casa, e che quella sarebbe stata la maledetta giornata che l'avrebbe condotta tra le braccia crudeli dell'infelicità, verso un patibolo morale lento e doloroso insomma.
Qualcuno però, seduto un po' più in là da lui, gli diede un buon giorno ben poco cordiale e tanto meno gentile, un buon giorno da definire nettamente brusco se non addirittura violento, il giovane Paolo spalancò gli occhi e con grande sorpresa vide che colui che lo aveva così maldestramente risvegliato non era altri che il damerino tutto di punto impettito che di lì a poco avrebbe sposato la sua amata Eleonora. Di certo l'impettito damerino l'aveva fatto seguire dai suoi scagnozzi e sapeva benissimo che Eleonora aveva passato l'intera notte con lui lì alla stalla, che poi non era altro che il luogo dove egli si occupava dei cavalli di un importante signore della zona, che in essa aveva parecchi possedimenti. Ma per il damerino il fatto che la sua futura sposa avesse trascorso la notte con un altro non era che un dettaglio irrilevante ed insignificante poiché i suoi piano all'interno di quel matrimonio erano ben altri. Comunque il codardo non era andato lì da solo ma bensì in compagnia di alcuni dei suoi tanti scagnozzi, che tutto lasciavano trasparire tranne che qualcosa di buono, lui non era solito sporcarsi le mani, quello era qualcosa che faceva fare agli altri, così con minacce morali e fisiche perpetrate dai suoi fidatissimi cani intimò al giovane Paolo di non farsi più vedere intorno ad Eleonora altrimenti quelle già così pesanti minacce sarebbero diventate fatti concreti. Ma il ragazzo non si fece certo intimidire e rispose al damerino di tutto punto e ben sopra le righe, ricevendo così come risposta un colpo in testa tale da lasciarlo a terra, non solo tramortito ma addirittura svenuto, e per essere sicuro che non potesse andare per quel giorno a guastare il suo matrimonio lo fece legare per bene dai suoi malvagi servitori in modo tale che non fosse in grado di muoversi per un bel po' di tempo.
Così quando Paolo, anche se completamente scombussolato e ancora parecchio stordito si riprese da quel brutto colpo capì di essere stato legato talmente tanto, tutto e per bene da sembrare un salame pronto per essere appeso, strisciò così la faccia nella paglia e amaramente pianse... pianse parecchio e disperatamente, ma non per lui, bensì per la sua amata Eleonora, pensando a che cosa le stava per succedere quel disgraziato pomeriggio e perché si rese perfettamente conto che in realtà lui non avrebbe potuto fare nulla, almeno finché non fosse riuscito a liberarsi da quell'intruglio di corde così strette su di lui... e poi per allora sarebbe stato sicuramente troppo tardi.
Nel frattempo in un appartamento del palazzo più lussuoso del quartiere Eleonora veniva di tutto punto vestita con l'abito nuziale e perfettamente addobbata per l'importante avvenimento da sua madre e dalla loro fidatissima domestica, che essendo quest'ultima a conoscenza del suo amaro destino a stento riusciva a trattenere le lacrime. Nel mentre l'agghindava per bene sua madre cercava intanto di farle capire che un giorno ella avrebbe compreso il significato e l'importanza di quell'amara scelta, e che quel matrimonio era la cosa giusta da farsi e il meglio, non solo per la sua famiglia ma anche e sopratutto per lei, ma Eleonora con lo sguardo di una donna ormai disperata rispose a sua madre con una tale freddezza da far rabbrividire non solo chi si trovava nella stanza ma della stessa addirittura i muri... così la giovane le disse: «e sia, vi obbedirò madre, oggi stesso sposerò l'uomo che voi avete scelto per me ma non aspettatevi mai di vedermi felice, al contrario, mi vedrete spegnermi più lentamente di una candela imprigionata dentro un'agonia morale e fisica... per poi infine morirvi dentro... e tutto ciò che di me succederà non sarà stato altro che opera vostra e del mio amato padre». Sua madre nonostante quella frase fosse stata così dura, fredda e pesante non si scompose più di tanto e non dando troppa importanza a quelle parole a caso annuì borbottando qualcosa che probabilmente nemmeno lei comprese del tutto, poi si rivolse ad Eleonora e chiaramente le disse: «su via non essere così drammatica e tanto meno tragica, questo matrimonio non è certo la fine del mondo e nemmeno la tua... stanne certa... anzi tutt'altro, sono sicura che un giorno non troppo lontano verrai per ringraziare sia me che tuo padre per questa saggia scelta... tieni bene a mente queste parole Eleonora, ti verranno utili per un'imminente futuro», ma la ragazza volgendo il suo mesto e disperato sguardo altrove dentro quella stanza, oltre sua madre, a chiare lettere disse: «non contateci madre ne ora e ne mai... sarete voi a dover tenere bene a mente queste mie parole, vi torneranno utili fin da questo istante»... da quel momento la ragazza non spiaccicò più alcuna parola chiudendosi in un silenzio che pareva davvero essere di morte e abbandonandosi completamente senza più combattere e ribellarsi, almeno verbalmente a quel suo tristissimo destino...

il resto di questa triste storia d'altri tempi con una sua eventuale fine viene ampiamente affidata ai lettori, possono essere molteplici e tutti diversi i modi per una sua conclusione, a coloro che vorranno leggerla e farlo... l'arduo compito.

 
 

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