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Ieri oggi domani: il triplice tempo! - Angelo Michele Cozza

 
 

Le poesie di Angelo Michele Cozza: Ieri oggi domani: il triplice tempo!

 
Angelo Michele Cozza

ID Autore: 1856
ID Testo: 7891

Testo online da giovedì 5 giugno 2014
Scritto nel 2014

 

Ieri oggi domani: il triplice tempo!

Ore giorni anni lustri secoli millenni
minuti secondi nano-secondi:
eccoli alcuni multipli e sottomultipli
della durata e del fluire!
Che ritmo ininterrotto di ricorrenze
di nascite e di morti
periodici di passato e futuro
di albe e tramonti di istituzioni!
Nel viale del Tempo quanti passanti
che mai ritornano indietro
che mai hanno muscoli stanchi
per stare fermi, che instancabili
forsennati tra fracassi e silenzi
organizzati sfilano in mobile successione!
Ventunesimo secolo, uno dei tanti!
Quanti attimi fuggenti ha vissuto il mondo
quante guerre, quanti imperi
quale farsi disfarsi e mutare
di vicende umane e naturali,
quanti deliri costruttivi e distruttivi!
Da prima di una stirpe aurea di mortali
dall'archetipo delle caverne
all'uomo cibernetico e spaziale
ha solo dato un respiro appena il tempo!
In un punto del flusso ininterrotto
dell'apparire e scomparire
sorpreso mi son vecchio ritrovato:
i fanciulli spensierati di ieri
tramutati in uomini e donne maturi;
oh su giovinezza vien presto la ruggine!
Nonostante i vènti spazzini
la polvere pur seppellisce ogni collezione
di attimi tristi o allegri vissuti.
Che ho fatto di me, che ho concluso
sulla mia vita, dove sono andati
il mio destino, i miei sogni?
Aspetto l'ora del nocchiere
avverto il peso dell'ombra che sarò:
sono stato l'uccello che passa
e non lascia tracce in un cielo ordinario.
E' solo un caso che io qui pur sia
mentre ruotano gli ingranaggi di Crono
già più non mi allungo oltre l'istante
che vivo e ho smesso di toccare ferro
persuaso dal fatto che scaramanzia
l'ineluttabile non scongiura.
Ah come fanno presa le frottole
quanta realtà possono avere
ricoprendo la verità delle cose!
Scorre or come fiume in piena
or con passo di tartaruga
o come goccia d'acqua che scivoli
sul vetro dopo la pioggia la vita
ma l'essere sempre va verso l'ignoto
addottorato o oscuro della propria sorte.
Sento la forza dell'ariete che da tanto
mi schiaccia sul muro dell'orizzonte.

 
 

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