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Baricentro ballerino - Antonino Fleres

 
 

I miniracconti di Antonino Fleres: Baricentro ballerino

 
Antonino Fleres

ID Autore: 1
ID Testo: 70

Testo online da domenica 21 gennaio 2007
Scritto nel 2007

 

Baricentro ballerino

Pose in causa l'oracolo. Pensò fosse il giusto mezzo per ottenere le risposte che solo le intime conoscenze (e confidenze) astrali possono.
La sera prima, l'auto, uscendo dal parcheggio, non aggredì l'asfalto come sempre aveva fatto e lo scarico non tossì neppure rabbiosamente, fu perlomeno strano e, così, capì che quello era il sentore e se ne preoccupò.
Non fu davvero l'unico sentore: il battito iniziò a dismettere il ritmo regolare, percezioni di vuoto partirono dal profondo delle viscere e trasmisero all'ipotalamo falsi parametri circa le ovvie leggi vegetative e spostarono talvolta il baricentro della massa corporea di qualche centimetro a destra e a manca; così da rendere preferibile la seduta all'alzata..
L'oracolo dialogò il futuro come solo lui (inconsciamente) sapeva; certo, antichi strumenti quali ali di farfalla e code di lucertola (tralascio volutamente altre schifezze come il sangue mestruo di pantegana...) non sono che robetta al confronto dei mezzi odierni, e così, dopo qualche minuto di trasporto ai limiti del coma, e qualche unità (frazioni millesimali di litro) di sudore freddo, oltre alla generosa parcella il linea con il corrispettivo di otto stipendi da impiegato medio (naturalmente al nero), l'oracolo rantolò il verdetto: "Caro mio, le cose cambiano, mai sentori furono più azzeccati... i titoli di coda sono prossimi..."
"Ho avuto il contatto, mi hai fornito le date, la domanda è "una" e precisa. L'errore di interpretazione è perciò escluso."
Raccolse i cocci a capo chino, non fu la prima volta, ma fu come se lo fosse (d'altronde ogni volta è diversa, perciò è come la prima volta), il baricentro fece da pallina nel flipper dello stomaco, ancora una volta la seduta fu d'obbligo, nulla dura per sempre.
Pensò allora che "sempre" non esiste, come non esiste "mai"... che tutto si trasforma, anziché dissolversi nel nulla, già, "nulla", altra inesistenza o ennesimo limite legato all'abissale ignoranza odierna, limite birichino del cervello umano.
Pensò ancora ad un oggetto domestico, anche questi privo di gravità e baricentro, non trasmetteva più alcuna sensazione nemmeno al tatto, non suonava più l'unica melodia auspicabile.
Pensò infine al denaro speso dall'oracolo, allo Stato frodato della tanto legittima quanto sacrosanta tassa sul valore aggiunto, alla classe operaia che sogna di frodare e non sempre può, non sempre riesce, non sempre vuole...
Certo, tutto cambia, tutto finisce, dillo tu al baricentro...

Commento al testo dell'autore Antonino Fleres:

Qualsiasi mezzo è lecito se serve ad alleviare lo stato d'ansia dovuto alle "cose che cambiano", l'importante è pagare al nero... (commento chiaramente provocatorio...)

 
 

I Commenti dei lettori al miniracconto di Antonino Fleres: Baricentro ballerino


Data commento: giovedì 22 febbraio 2007 - Provincia: - ID: 58

Un tizio canta "tu più l'ami, più lei ti amerà" niente di più vero, ecco perché le cose cambiano. Ed un giorno inaspettato parti con calma, perché anche il tuo baricentro...

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