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Una lettera non recapitata - Angelo Michele Cozza

 
 

Le poesie di Angelo Michele Cozza: Una lettera non recapitata

 
Angelo Michele Cozza

ID Autore: 1856
ID Testo: 501

Dedica: a chi più di quarant'anni fa fece compagnia il mio cuore incamminandosi per la vita. Poi, dopo il primo bivio, camminò per sempre solo...

Testo online da mercoledì 31 ottobre 2007
Scritto nel 2007

 

Una lettera non recapitata

Vaneggiando spirati tempi,
da voi maritata e madre di più figli,
folle evaso, dalla mia cella di sogni, infelice ritorno!
Orsù non me ne vogliate
se irriconoscibile, sbucato
improvviso da una fumea d'anni,
per una volta infrangerò
la ferrea legge che disciplina
le nostre separate esistenze,
se inquirente estorcerò
notizie sui vostri giorni,
la confessione con cui,
compunta e a malincuore,
ammetterete arrossendo
che qualcosa di me,
in voi pur sia rimasto;
che al riemergere di un ricordo,
il cuore in segreto riattizzato
a mia insaputa, poi abbia tremato!
Il budello del silenzio che percorro
è troppo lungo per arrivare
fino in fondo senza tentare
la fortuna di renderlo sonoro!
Lasciate che ora qualche facella,
un lustro io strappi al buio
che mi accompagna
in queste orripilanti lande
disseminate di carcasse interiori
e spenti accadimenti!
Sulla tastiera del cuore orchestrale,
sapete, le note d'amor
che da giovane mi insegnaste
sopravvivono; fughe a ripercorrermi
di attimi felici ritornano
come possidente le sue terre!
Pur se amor continuerà,
chissà per quale prodigio,
a fruttificare tra sabbie e pietraie
e l'arsura di voi
non troverà il dolce di un'otre
che la calmi, non temete:
remissivo obbedirò
come predestinato alla mia sorte,
ma non privatemi
di una vostra conclusiva parola,
dell'illusione di aver rubato
un luccichio dai vostri occhi.
Incurabile, mi riprenderà
la nostalgia tra le sue braccia;
baccello vuoto
ritornerò ad essiccare al sole;
verrà da lontano, noncurante,
una ventata d'infinito
a disperdermi tra le plaghe
delle ammortate presenze:
un'onda di polvere amante,
si infrangerà sul nulla!
Dalle strade da voi percorse,
caduti fiocchi d'oblio
si cancellerà il tangibile
rilievo di ogni mia traccia;
acquietata, per altri abbrivi
riprenderete il cammin vostro
archiviando l'infausto verdetto
emesso dal tribunale del cuore
per un errore d'amore,
un tempo da voi perpetrato e da me
nell'ombra sofferto.
Forse un giorno, sulla collina
dove ci avvampò un bacio
o in un bosco, sotto un pino seduto,
tra pause di vento,
guardando aghi cadere,
ancora, a voi perduta,
come flutto alla riva
andrà il pensiero: un nome
che per apòcope diventa rosa,
il vostro nome,
mi ricorderà il dolore
alla sepoltura di un sogno!

 
 

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