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Chi "sbaglia" paghi (anche mettendo mano al portafoglio)... - Antonino Fleres

 

Gli articoli di Antonino Fleres: Chi "sbaglia" paghi (anche mettendo mano al portafoglio)...

 
Antonino Fleres

ID Autore: 1
ID Articolo: 18

Testo online da martedì 20 dicembre 2011

 

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Chi "sbaglia" paghi (anche mettendo mano al portafoglio)...

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Qualche anno fa, mentre discutevo con un mio caro amico le cui idee politiche si sposavano con quelle della sinistra di sinistra (per capirci: quella sinistra degna del buon Fausto Bertinotti), ebbi da elucubrare circa galere e galeotti...
Ricordo gli occhi del mio amico che strabuzzarono un pochino, perché, si sa, i comunisti, così come amano mangiare i "bambini", allo stesso modo vorrebbero che in galera ci andassero solo i capitalisti e i latifondisti...
Tutti luoghi comuni che non mi appartengono, tengo a precisare! Ovviamente ho scherzato!

Torniamo seri e cerchiamo di capire perché gli occhi del mio amico si stravolsero lievemente mentre esternavo a lui il mio pensiero e, con tono da oratore consumato dicevo:
Se chi va in galera, tolte le dovute (talvolta nemmeno tanto rare) eccezioni, ci va perché ha "sbagliato", ovvero: se chi va in galera ci va perché ha generato un danno alla Società (intesa sia come singolo o singoli individui, sia come istituzioni, ecc), ma perché mai la permanenza in galera, con tutti gli annessi e connessi, deve essere pagata dai contribuenti?
Mi spiego: ogni giorno di galera per galeotto costa alla Società circa 140 Euro. Alla Società? Allo Stato? Al Contribuente? Perché?
Perché non addebitare ai singoli galeotti tale costo?
Certo, non tutti i casi sono uguali e/o identici tra loro. Non tutti i galeotti sono "benestanti". Eppure non è totalmente strampalata l'idea di far pagare a chi "sbaglia" nei confronti della Società, anche un tributo pecuniario, oltre che morale e/o spirituale con la mera detenzione e riabilitazione.
Spesso, gli ospiti delle case circondariali italiane e non, trovano occupazioni all'interno delle stesse e vengono retribuiti. Spesso quando escono riprendono le occupazioni precedenti, o trovano occupazioni nuove. Perché quindi non addebitare a loro le spese relative la detenzione? Sarebbe sufficiente una piccola rata mensile, come se fosse la restituzione di un prestito per aver acquistato l'automobile o la vacanza ai Tropici del Cancro.

Un caso emblematico potrebbe essere quello del "ladro gentiluomo" che, pur venendo "beccato" non restituisce il "maltolto" (magari un bel milione di euro). Dopo 5 o 10 anni di penitenziario, pagato esclusivamente con il prezzo della "non libertà", torna libero. In quei 5 o 10 anni, magari, il "soggetto gentiluomo" ha potuto studiare e lavorare, ed ora, finalmente libero, potrà godersi in santa pace il suo "meritato" bel milione di Euro. A me pare un po' uno scandalo... e gli abbiamo pure pagato vitto, alloggio, studi e non so cos'altro? E con quali soldi? Quelli tolti agli agenti di custodia? Quelli tolti alle strutture carcerarie?
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Questo video è tratto dal TG2 RAI del 13 dicembre 2011 - Servizio di Giovanna Botteri.
In California andare in carcere costa!
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Oggi, dopo anni da quello scambio di idee, ecco che gli Americani della California fanno proprio così: addebitano agli "ospiti" le spese per la loro detenzione.
La motivazione ufficiale è che non ci sono più soldi.

A me, invece, piacerebbe che lo si facesse per altri motivi. Per esempio perché è giusto che chi "sbaglia" "paga": lo trovo un "concetto" altamente educativo, rieducativo ed anche un deterrente non da poco. Sì, perché: se chi delinque spesso non si cura del rischio di dover trascorrere qualche giorno o settimana o mese in galera, molto probabilmente si curerà se tali giorni o settimane o mesi dovessero tradursi in centinaia o migliaia di euro da restituire (anche con piccole rate mensili vita natural durante (fino ad estinzione del debito)) allo Stato.
Stesso discorso per gli arresti domiciliari ed altre varietà di misure penitenziarie. Ovviamente i denari da rimborsare allo Stato saranno commisurati alla tipologia detentiva.

Insomma, che senso ha mandare a casa i delinquenti (con indulti di vario tipo) perché lo Stato non ha risorse per mantenerli nelle patrie galere? Che senso ha sovraffollare le carceri, sottodimensionare gli organici, e tutte le altre cose che noi tutti ben sappiamo e che rendono la vita dei carcerati e dei secondini impossibile?

In definitiva: Vuoi andare in Prigione? Paga!
[*-*]

 

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