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12 giugno 2010 - Pestata coppia gay a Padova - Antonino Fleres

 

Gli articoli di Antonino Fleres: 12 giugno 2010 - Pestata coppia gay a Padova

 
Antonino Fleres

ID Autore: 1
ID Articolo: 12

Testo online da sabato 23 ottobre 2010

 

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12 giugno 2010 - Pestata coppia gay a Padova

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Tutta la mia solidarietà agli amici "gay" del titolo e a tutte le "minoranze" (compreso me stesso) costrette in qualche modo (chi più, chi meno) a limitare la propria libertà in pubblico per paura della paura; ma sono un po' seccato (con i media e non solo) di veder e dover sempre catalogare tutto, come si fa con le merci a magazzino.
Non potremmo fermamente dire che si tratta di "persone" da una parte e odiosi e vili "delinquenti" dall'altra? Delinquenti perché offendono la libertà altrui nel peggiore dei modi cioè con la violenza; odiosi e vili perché si accaniscono con chi, per vari motivi (sopratutto per motivi di intelligenza), non ha possibilità (o volontà) alcuna di avere la meglio.
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Questo dialogo (tratto dal Film "Fireless" del 2008 di Ronny Yu del 2008 con Jet Li, Nakamura Shidou, Sun Li, Dong Yong, Nathan Jones) pare sia molto profondo ed esaustivo.
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Sono anche un po' seccato per via della "fobia", della "paura"...
D'altronde, le parole che hanno desinenza in "fobia", fanno capire che, nel loro significato, c'è una sorta di paura verso la radice della parola stessa...
Prendiamo per esempio aracnofobia: aracno = ragno, fobia = paura; quindi paura dei ragni. In sostanza (giusto per fare un esempio domestico): se una persona vede un innocuo ragnetto tra le pareti casalinghe e si spaventa moltissimo (quasi sempre senza motivo) e, di conseguenza, schiaccia il grazioso animaletto con la ciabatta del piede sinistro, lo fa perché terrorizzata da questa "terrificante" presenza. Aggiungerei qualcosa, ma divergerei troppo dal discorso e dalla esternazione in oggetto.
Ma se un gruppo di delinquenti pestano una coppia di ragazzi (dello stesso sesso e "intimi" tra loro), siamo proprio sicuri che la causa principe sia l'omofobia?
Omofobia: paura dello stesso. Più modernamente: paura delle persone attratte da altre persone dello stesso sesso.
Ora: considerando il fatto che, novantanove volte su cento, i teppisti ordinari sono un po' vigliacchetti (se sono da soli non sempre fanno i gradassi) e per questo hanno bisogno di agire in gruppo; Considerando il fatto che i teppisti ordinari, vittime della loro stessa ignoranza e carenza di personalità, hanno un gran bisogno di sfogarsi menando le mani e spaccando tutto (sempre in gruppo, ovvio); Considerando il fatto che spesso, i teppisti ordinari e vili, non sanno riconoscere un pero da un melo, un cane da un lupo, un tanga da un perizoma, eccetera...; ebbene: considerando tutto ciò, non si potrebbe genuinamente dire che un gruppo di delinquenti teppisti ha pestato, ovviamente con l'aggravante della vigliaccheria, una o più persone (pescando a casaccio tra le "minoranze" per non rischiare di perdere)?
Non sarebbe molto più onesto condannare un gruppo di teppisti quando pestano una o più persone, indipendentemente dal sesso, dal colore, dall'età e dalla patria natìa delle vittime? Non sarebbe più onesto applicare una pesante aggravate quando trattasi di pestaggio verso una o più persone che non sono in grado o non vogliono rispondere con la violenza alla violenza?
Chi se ne frega se agli uni o agli altri piacciono i maschi, le femmine, i trans o i cavalli?
Allora, secondo questo assurdo classificare, quando un gruppo di teppisti delinquenti pestano vigliaccamente un uomo sessualmente attratto dalle giunoniche curve delle vicine di casa, bisognerebbe parlare di eterofobia? Se l'uomo è italiano: italofobia, se è cubano: cubofobia, se è alieno: alienofobia?
Oppure: se è commerciante: mercatofobia, se è operaio operarifobia, se è bello: venustofobia, se è un cesso: turpofobia?
Oppure: quando qualcuno picchia vigliaccamente un minore, occorrerebbe gridare alla pedofobia?
Ancora: quando qualcuno, sempre vigliaccamente, pesta una donna, di dominafobia?.
Ancora: quando un gruppo di teppisti delinquenti pestano, forti della loro superiorità numerica, una persona asessuata, oppure handicappata, oppure anziana di cosa hanno paura? Sono geriofobici? Handicafobici? Nosexofobici?
E che dire se un gruppo di teppisti vigliacchi prendono di mira una coppia di ragazzi etero e, per chissà quale assurdo vituperabile motivo, pestano lui e lei? Di quale paura parliamo? Di quale aggravante necessitiamo?
(Ho volutamente tralasciato il caso in cui, i vili teppisti, oltre a pestare lui e lei, vanno oltre dandosi allo stupro; perché qui, in caso di violenza sessuale, l'aggravante è inconfutabilmente maggiore e più pesante (indipendentemente da chi della coppia viene stuprato, ovvio...))
Quindi, tornando al caso in oggetto:
I delinquenti (in questo caso solo uno di loro ha menato le mani, gli altri si sono "limitati" alle parole) che hanno pestato i due fidanzati omosessuali che passeggiavano mano nella mano a Padova (da cui ho tratto il titolo dell'esternazione), devono essere condannati perché hanno commesso un reato gravissimo: hanno picchiato, umiliato e deriso altre persone (senza alcun vero motivo e con l'aggravante della viltà; hanno procurato lesioni gravi alla loro libertà e alla loro dignità di essere ciò che sono e che desiderano essere. Devono essere condannati perché se la sono presa con altre persone, in quel contesto, più "deboli" (per avere la certezza di non perdere – da qui, ripeto, la componente della viltà).
Non devono essere condannati perché le vittime sono omosessuali! Perché se avessero pestato chiunque altro (compresa una coppia di marziane lesbiche o una coppia di eonuchi ginecei) si meriterebbero ugualmente il massimo della pena e il massimo delle aggravanti del caso.
Così (cioè gridando ad ogni sorta di fobia possibile e immaginabile) non si fa altro che alimentare la violenza, il rancore, l'intolleranza, l'ignoranza e soprattutto la catalogazione!
Questa antipatica, noiosa e odiosa catalogazione!
Mi chiedo: occorre per forza appartenere ad un gruppo, ad un sotto gruppo, ad un sotto sotto gruppo? E così via? Come se fossimo pure noi tutti articoli di magazzino? Siamo o non siamo, invece, tutte persone? Tutte uguali eppure tutte diverse, tanto da non avere in nessun caso lo stesso identico DNA?
L'unica catalogazione da fare, a mio avviso, sarebbe questa: da un lato l'immensa ignoranza umana; dall'altro tutto il resto dell'immenso, ignoto e inimmaginabile universo.
E per finire: ma chi l'ha detto che la luna è femmina?

Ovviamente questo è il mio pensiero, se involontariamente ho ferito qualcuno, me ne scuso; e scusate l'esternazione...!

Precisazione:
Quando parlo di agressione vile intendo:
Per esempio:
Quando cinque persone picchiano una persona.
Quando una persona fisicamente possente e/o "picchiatore di professione" ne picchia un'altra fisicamente più labile.
Quando una persona ne picchia un'altra emotivamente fragile (magari molto timida o impaurita)
Quando una persona ne picchia un'altra che, per motivi culturali e/o affini, rifiuta la violenza e quindi rinuncia a difendersi picchiando a sua volta.
Eccetera, eccetera, eccetera!!!
[*-*]

 

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