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Almanacco del giorno 14 giugno:

 
 

Oggi Nacque: Che Guevara

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Che Guevara
Ernesto Guevara
14 giugno 1928
Rosario - Argentina
Fu un giovedì di 90 anni fa

Scomparve il
09 ottobre 1967
La Higuera - Bolivia
Fu un lunedì di 51 anni fa
Aveva 39 anni

(A cura di Laura Fleres

 

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Rivoluzionario e leader politico.
Nacque in una ricca famiglia argentina. Dopo essersi laureato in medicina all'Università di Buenos Aires nel 1953, intraprese un viaggio in moto, in compagnia dell'amico Alberto Granado, attraverso i paesi dell'America Latina. In questa occasione maturò la sua coscienza civile e politica e fece esperienza dei movimenti rivoluzionari. Nel 1954 sostenne la riforma agraria in Guatemala; convinto che la rivoluzione armata fosse l'unica strada per combattere le disuguaglianze sociali, si trasferì a Città del Messico dove conobbe Fidel Castro e aderì al movimento dei rivoluzionari cubani in esilio. Nel 1959, divenuto Castro Primo Ministro dell'isola di Cuba, Guevara venne da lui nominato Ministro dell'Economia e guidò la riorganizzazione del sistema economico cubano secondo le leggi del comunismo marxista. Egli fu uno tra i primi uomini, tra i seguaci di Castro, a proclamarsi apertamente marxista e a sostenere una trasformazione in senso comunista della rivoluzione cubana. A Cuba gli venne dato il soprannome "Che" dai guerriglieri al suo fianco che in questo modo volevano sottolineare le sue origini, infatti la sillaba "che" è un intercalare tipico della parlata argentina. Nel 1965 Guevara lasciò Cuba per dedicarsi all'organizzazione della rivoluzione in altri paesi dell'America Latina. Egli fu il teorico della guerriglia e della lotta armata organizzata come unica forma di rivoluzione nei paesi sottosviluppati, infatti riteneva necessario addestrare numerosi gruppi di guerriglieri per perfezionare la lotta contro l'imperialismo. Nel 1967 si recò in Bolivia dove si unì alla rivolta dei minatori e dei contadini contro il regime di Renè Barrientos. La sua banda fu però annientata dall'esercito boliviano il 26 settembre e Guevara venne catturato e ucciso senza essere processato, il 9 ottobre 1967. Solo nel 1997 le sue spoglie furono localizzate grazie alla rivelazione di un militare dell'esercito boliviano presente alla cattura del Che, quindi trasferite a Cuba dove si tennero i funerali di stato. Guevara scrisse lettere, discorsi, proclami per la maggior parte inediti e articoli pubblicati sull'organo delle forze armate cubane "Verde Olivo". Del "Diario" che aveva tenuto per tutta la vita, fu pubblicata la parte relativa all'esperienza della guerriglia boliviana.

 
 

Oggi Scomparve: Giacomo Leopardi, Giuseppe Pellizza, Salvatore Quasimodo

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Giacomo Leopardi
14 giugno 1837
Napoli - Italia
Fu un mercoledì di 181 anni fa
Aveva 39 anni

Nacque il
29 giugno 1798
Recanati, Macerata - Italia
Fu un venerdì di 220 anni fa

(A cura di: Antonino Fleres)
http://www.leopardi.it/

 

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Scrittore e poeta.
Di famiglia nobile, suo padre era conte e sua madre marchesa, ricevette una rigidissima educazione che lo portò a trascorrere l'infanzia nella vasta biblioteca di famiglia, tanto che a soli 15 anni aveva già letto tutto ed imparato molte lingue (purtroppo anche a scapito della sua salute). Iniziò giovanissimo a tradurre testi classici e ben presto iniziò a produrre testi suoi sia di saggistica che di poesia. Innumerevoli le sue opere, tra le tante ricordiamo: "@p@L'infinito@@", "@p@All'Italia@@", L'Immaginario, Le ricordanze, "@p@Alla sua donna@@", Sopra il monumento di Dante, "@p@A Silvia@@", La Ginestra. Scomparve giovanissimo a causa di un attacco d'asma dovuto alla sua ormai cagionevolissima salute.

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Giuseppe Pellizza
14 giugno 1907
Volpedo, Alessandria - Italia
Fu un venerdì di 111 anni fa
Aveva 39 anni

Nacque il
28 luglio 1868
Volpedo, Alessandria - Italia
Fu un martedì di 150 anni fa

(A cura di: Laura Fleres)
http://www.pellizza.it/

 

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Pittore
Giuseppe Pellizza nacque da una coppia di piccoli proprietari terrieri. Grazie al commercio dei propri prodotti, la famiglia entrò in contatto con importanti personaggi della cultura milanese che ebbero un ruolo importante nella vita di Giuseppe. Dopo aver frequentato la scuola tecnica di Castelnuovo Scrivia, il giovane Giuseppe, che aveva una naturale predisposizione per il disegno, venne iscritto all'Accademia di Brera grazie all'interessamento di Alberto Grubicy e nello stesso tempo frequentò lo studio del pittore Giuseppe Puricelli. Nel 1885 espose per la prima volta a Brera, alla mostra annuale dell'Accademia. Decise quindi di proseguire i suoi studi a Roma, dove si iscrisse all'Accademia di San Luca e poi all'Accademia di Francia a Villa Medici. Nel 1888 si trasferì a Firenze dove frequentò l'Accademia di Belle Arti sotto la guida di Giovanni Fattori. Quindi, per perfezionarsi, si iscrisse all'Accademia Carrara di Bergamo come allievo del bravissimo ritrattista Cesare Tallone. Non ancora del tutto soddisfatto, Pellizza volle frequentare l'Accademia Ligustica a Genova per perfezionarsi nello studio del paesaggio. Nel 1891 partecipò alla prima Triennale di Brera e l'anno seguente alla Promotrice di Torino. Nel 1892 ottenne la medaglia d'oro all'Esposizione Italo-Colombiana di Genova. Nello stesso anno sposò Teresa, una giovane donna di Volpedo che diventò la sua musa ispiratrice e sua modella in molte tele. Dal 1892 cominciò ad aggiungere, nella firma, al suo cognome, l'appellativo "da Volpedo". Ben presto divenne molto conosciuto e cominciò a viaggiare per l'Italia per partecipare a grandi mostre ottenendo importanti riconoscimenti. A Torino venne esposta un'opera fondamentale del suo percorso simbolista: "Lo specchio della vita". Con l'adesione al socialismo, le sue opere iniziarono ad avere i primi soggetti a tema sociale. Nel 1902 espose alla Quadriennale Torinese "Il Quarto Stato", opera a cui aveva dedicato dieci anni di studio e di fatica, ma che non ottenne i riconoscimenti sperati; i grandi temi della giustizia sociale, della libertà e dell' uguaglianza rappresentati nel quadro, fecero scaturire numerose polemiche che portarono anche ad un cambiamento nei rapporti instaurati con molti artisti e letterati. Il 14 giugno 1907, provato dall'assiduo lavoro e della perdita della moglie morta di parto insieme all'ultimogenito, si tolse la vita impiccandosi nel suo studio.

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Salvatore Quasimodo
14 giugno 1968
Napoli - Italia
Fu un venerdì di 50 anni fa
Aveva 67 anni

Nacque il
20 agosto 1901
Modica, Ragusa - Italia
Fu un martedì di 117 anni fa

(A cura di: Antonino Fleres)

 

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Poeta, traduttore e critico.
Esponente di spicco del movimento ermetico, iniziò a scrivere versi all'età di quindici anni. Figlio di un impiegato delle Ferrovie dello Stato, trascorse la sua infanzia tra Palermo e Messina. Nel 1919 conseguì il diploma di maturità tecnica a Messina, quindi si trasferì a Roma per proseguire gli studi alla Facoltà di Ingegneria del Politecnico, ma per motivi economici dovette abbandonare ogni sogno di raggiungere la laurea. Nella sua giovinezza fu molto importante la figura di Monsignor Rampolla del Tindaro, che gli insegnò il greco e il latino. Dopo aver svolto diversi lavori in varie città d'Italia, nel 1929 conobbe, a Firenze, il conterraneo Elio Vittorini, suo futuro cognato, che lo introdusse nell'ambiente letterario di "Solaria" rivista fondata nel 1926 che rivolgeva particolare attenzione alla narrativa europea, in un periodo di forte chiusura culturale dettata dal fascismo. Con tre volumi di poesie "Acque e Terre" (1930), "Oboe sommerso" (1932) ed "Erato e Apollion" (1936), si rivelò tra i maggiori esponenti della nuova corrente poetica dell'ermetismo che caricava la poesia di significati etici, filosofici, religiosi. Trasferitosi a Milano, ottenne, per chiara fama, la cattedra di letteratura italiana al Conservatorio "Giuseppe Verdi"; oltre all'insegnamento si dedicò all'attività giornalistica, specialmente come recensore teatrale e, nel dopoguerra, si avvicinò alla vita politica militando nelle file del Partito Comunista Italiano. Nel 1942 pubblicò la raccolta "Ed è subito sera", in cui il poeta intesse le sue poesie su una trama di ricordi fissati nel paesaggio siciliano che lo riportava all'infanzia. La fama di Quasimodo crebbe progressivamente fino ad ottenere il premio Nobel per la letteratura nel 1959. In seguito la sua poesia assunse toni più impegnati toccando temi sociali e riflettendo la sua opposizione al regime fascista. Tale tendenza apparve nelle opere: "Con il piede straniero sopra il cuore" (1946) e "Giorno dopo giorno" (1947). Molto importanti furono anche le traduzioni raccolte nel volume "Lirici greci"(1940), a cui seguirono traduzioni di altri autori classici dell'antichità. Il 14 giugno 1968, mentre si trovava ad Amalfi per presiedere un premio di poesia, fu colpito da ictus e morì poco dopo il ricovero in ospedale a Napoli.

 
 
 
 
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